Allunaggio

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Con il termine allunaggio si intende la discesa di un veicolo sulla Luna. Si distingue tra allunaggio duro, cioè un impatto che comporta la distruzione del veicolo, e allunaggio morbido, cioè l'impiego di razzi frenanti che permette al veicolo di arrivare intatto sulla superficie lunare.
Il programma Luna, partito nel 1959 con la sonda Luna 2, inviò il primo veicolo riuscito ad impattare con il satellite, Luna 9, il 3 febbraio 1966 eseguì il primo atterraggio morbido sulla Luna.

Il primo allunaggio di un essere umano, il 20 luglio 1969, fu quello di Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, e di Buzz Aldrin, mentre il loro compagno Michael Collins controllava il modulo di comando Columbia.


Missioni lunari[modifica | modifica sorgente]

Missioni senza equipaggio[modifica | modifica sorgente]

Il programma Luna sovietico lanciò il Luna 1, il primo veicolo a volare al di là della Luna il 4 gennaio 1959, fallì la sua missione di schiantarsi sulla superficie lunare, ma fu il primo oggetto artificiale a sfuggire all'orbita terrestre. Il suo successore, il Luna 2, fu il primo veicolo ad allunare, mentre Luna 3 fu il primo a scattare fotografie del lato nascosto della Luna il 7 ottobre 1959. Luna 9, lanciato dall'URSS il 3 febbraio 1966 eseguì il primo atterraggio morbido sulla Luna; Luna 10 divenne il primo velivolo spaziale ad orbitare intorno alla Luna il 3 aprile 1966.

Prima di inviare un equipaggio umano sulla Luna, il governo degli Stati Uniti decise che veicoli spaziali privi di equipaggio a bordo avrebbero dovuto esplorare per primi il satellite scattando diverse fotografie, per confermare la possibilità di allunare in sicurezza.

Gli statunitensi incentrarono i loro sforzi sull'invio di una sonda sulla Luna con il loro programma Pioneer. Tuttavia, tre progetti di sonda su tre propulsori a razzo diversi, fallirono in un totale di dieci tentativi.


Il programma robotico Surveyor era parte degli sforzi statunitensi di localizzare un sito sicuro sulla Luna per un allunaggio. Cinque delle sette missioni Surveyor ebbero successo, aiutando a trovare l'obiettivo migliore per gli astronauti del programma Apollo. Apollo 8 eseguì la prima orbita lunare con equipaggio il 27 dicembre 1968, ponendo le basi per far scendere un uomo sulla Luna.

L'uomo sulla Luna[modifica | modifica sorgente]

Aldrin con Armstrong riflesso nel proprio casco

Gli esseri umani sono atterrati sulla Luna il 20 luglio 1969, all'apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d'America, ispirata dalla guerra fredda.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell'Apollo 11. L'ultimo fu Eugene Cernan, che durante la missione Apollo 17 camminò sulla Luna il 14 dicembre 1972.

L'equipaggio dell'Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita ad ogni altro essere, umano o meno, che la trovi. Sulla targa c'è scritto:

(EN)
« Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D.
We came in peace for all mankind. »
(IT)
« Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanità. »

La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra, ed è firmata dai tre astronauti (Armstrong, Collins e Aldrin) e dall'allora Presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon.

Dopo gli sbarchi del programma Apollo, nessun essere umano ha più camminato sulla Luna. Gli statunitensi persero interesse, i sovietici continuarono con sonde automatiche (tra cui le Lunakhod), che riportarono anche campioni di suolo sulla Terra. Le altre nazioni non avevano le risorse necessarie, e le due superpotenze non vedevano un vantaggio tale nell'esplorazione da giustificare gli altissimi costi.

Allunaggi dopo il Programma Apollo[modifica | modifica sorgente]

La prima missione verso la Luna dopo il periodo aureo, conclusosi nel 1976 con Luna 24, ultima missione automatica URSS, fu organizzata dal Giappone con la sonda Hiten-Hagoromo lanciata il 24 gennaio 1990, che collaudò una nuova rotta lunare molto più economica ma anche molto più lenta; il rilascio della sonda Hagoromo fallì per l'interruzione dei contatti radio, e alla fine Hiten entrò a sua volta in orbita lunare il 2 ottobre 1991; esaurito il combustibile la sonda fu fatta precipitare sul suolo lunare il 10 aprile 1993.

La sonda spaziale SMART-1, dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) fu lanciata il 27 settembre 2003, ed arrivò nei pressi della Luna ad inizio 2005 (il motivo di un tempo così lungo è da trovarsi nel suo motore a ioni, un nuovo tipo di propulsore spaziale molto economico ma piuttosto lento). SMART-1 effettuò una ricognizione completa della Luna e produsse una mappa a raggi X della sua superficie[1]. La sonda si schiantò sulla Luna il 3 settembre 2006.

L'India ha fatto scendere sul suolo lunare il modulo Aditya (Moon Impact Probe), alle 15:04 TU del 14 novembre 2008; il modulo era stato sganciato dalla sonda Chandrayaan-1 lanciata il 22 ottobre dalla base di Srihakot ed entrata in orbita intorno alla Luna il 4 novembre. L'India è quindi quinta nella lista dei paesi o enti spaziali che hanno raggiunto la superficie lunare.

La Repubblica Popolare Cinese ha lanciato verso la Luna la sonda Chang'e 1, che il 1º marzo 2009 ha concluso la missione schiantandosi sul suolo lunare.

Va osservato che tutte queste sonde hanno realizzato un allunaggio distruttivo e non morbido, non disponendo dei retrorazzi necessari per rallentare il veicolo ed evitarne la distruzione.

Progetti per il futuro[modifica | modifica sorgente]

La Russia, in un primo momento, aveva programmato per il 2012 il lancio di una sonda lunare, Luna-Glob 1. Successivamente si è deciso di rimandare al 2015.

L'Agenzia Spaziale Europea e la Repubblica Popolare Cinese hanno entrambe piani per esplorare la Luna, la prima mediante sonde e la seconda, secondo notizie recenti, con un programma di esplorazione umana.

La Cina, oltre all'esplorazione umana, sta considerando la possibilità di sfruttare minerariamente la Luna, in particolare per l'isotopo Elio-3, da usare come fonte d'energia sulla Terra.[2]

L'ex presidente statunitense George W. Bush ha richiesto invece la collocazione di una base permanente sulla Luna entro il 2020 e secondo Michael Griffin, nominato a capo della NASA nel marzo 2005, l'impresa sembra fattibile. L'agenzia sta ricevendo un flusso di finanziamenti comparabile ai fondi messi a disposizione della NASA all'epoca del programma Apollo. "A mio giudizio, di questo passo possiamo tornare sulla Luna. Possiamo anche andare su Marte. Non possiamo farlo subito, con la velocità del programma Apollo, ma raggiungeremo questi obiettivi". (M. Griffin)

Teorie della cospirazione sugli sbarchi lunari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoria del complotto lunare.

Nel 2001 Philippe Lheureux pubblicò un libro che sosteneva che le foto prese dagli astronauti statunitensi sulla Luna erano in realtà dei falsi realizzati sulla Terra. Le sue teorie analizzano alcune supposte anomalie riscontrate sulle foto diffuse dalla NASA. Un libro più volte annunciato dall'ente spaziale per rispondere a questi interrogativi e commissionato a Jim Oberg, esperto in questioni aerospaziali, non è mai stato pubblicato, secondo alcuni esperti per evitare di dare credibilità alle teorie complottiste[3]. Vi sono state comunque numerose altre pubblicazioni che hanno risposto ai dubbi sollevati. Nonostante esistano delle prove indipendenti sull'allunaggio dell'Apollo, l'argomento continua a suscitare accese polemiche.

Nel 1978 Il regista Peter Hyams ha realizzato il film Capricorn One dove la NASA per non perdere i finanziamenti di un programma spaziale realizza un falso sbarco su Marte allestito in realtà in uno studio cinematografico.

Altri aspetti[modifica | modifica sorgente]

Diversamente da tutte le altre rivalità tra nazioni, la gara spaziale è rimasta priva del desiderio di espansione territoriale. Dopo gli allunaggi riusciti sulla Luna, gli Stati Uniti negarono esplicitamente il diritto di proprietà di qualsiasi parte del satellite.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedasi articolo su BBC.co.uk
  2. ^ Vedasi articolo di Space.com [1].
  3. ^ Vedasi articolo della BBC

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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