Apollo 8

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Apollo 8
Emblema missione
Apollo-8-patch.png
Dati della missione
Modulo di comando CM-103
Modulo di servizio SM-103
Modulo lunare Lunar Test Article (LTA-B)
Vettore Saturn V SA-503
Codice chiamata modulo comando:
Apollo 8
Luogo lancio John F. Kennedy Space Center
John F. Kennedy Space Center
Lancio 21 dicembre 1968
12:51:00 UTC
Numero orbite lunari 10
Ammaraggio 27 dicembre 1968
15:51:42 UTC
Oceano Pacifico
8°06′N 165°01′W / 8.1°N 165.016667°W8.1; -165.016667
Nave da recupero USS Yorktown
Durata 6 g 3 ore 0 min 42 s
Apoapside 191,3 km (118,9 mi)
Periapside 181,5 km (112,8 mi)
Periodo orbitale 88,17 min
Inclinazione orbitale 32,51°
Equipaggio
Membri equipaggio 3
Apollo 8 Crewmembers - GPN-2000-001125.jpg
L'equipaggio dell'Apollo 8
S-D:Lovell, Anders e Borman
Programma Apollo
Missione precedente Missione successiva
Apollo 7 Apollo 9

Apollo 8 fu la seconda missione con equipaggio del Programma Apollo ad essere lanciata, la prima a raggiungere la Luna, ma con i soli moduli di comando e di servizio, senza impiegare il LEM.

La prima volta in cui degli esseri umani arrivarono nei pressi del nostro satellite. Missione, per importanza, seconda solo all'allunaggio del 20 luglio 1969.

Programmazione della missione ed equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il volo verso la Luna dell'Apollo 8 non fece parte dei programmi originari della NASA e venne inserito abbastanza a sorpresa.

Originariamente infatti fu previsto che l'equipaggio composto da Frank Borman, William Alison Anders e Michael Collins sarebbe volato con la terza missione con equipaggio del programma Apollo, internamente nominata missione E. Questa sarebbe stata la prima ad essere lanciata con un razzo vettore del tipo Saturn V ed era programmata per testare il modulo lunare in un'orbita terrestre abbastanza alta. La prima nomina dell'equipaggio di riserva cadde sugli astronauti Charles Conrad, Richard Gordon e Clifton Williams. Siccome questi tre astronauti in un secondo momento vennero assegnati alla missione D, l'equipaggio di riserva nuovo venne composto da Neil Armstrong, James A. Lovell ed Edwin "Buzz" Aldrin.

L'equipaggio di supporto (Support Crew) era composto da Thomas K. Mattingly, Gerald Carr e John Bull.

Nell'estate del 1968 si dovette constatare che la costruzione del modulo lunare non sarebbe stata conclusa in tempo utile per poterlo testare con il secondo volo con equipaggio del programma Apollo (cioè la missione D). Ad agosto la NASA decise, senza comunque informare il pubblico, di anticipare il volo dell'equipaggio previsto per la missione E e che pertanto Borman, Collins e Anders sarebbero volati come missione C prime quale primo equipaggio a girare intorno alla Luna.

Michael Collins si dovette sottoporre ad un intervento chirurgico e pertanto dovette essere sostituito da Jim Lovell. Lovell aveva già volato insieme al comandante Borman sul volo, per allora da record di permanenza nello spazio, della missione Gemini 7. Si trattò del primo caso in cui un equipaggio del programma Gemini veniva nominato per una missione dell'Apollo. Il posto di Lovell nell'equipaggio di riserva venne occupato da Fred Haise, precedentemente nominato quale membro dell'equipaggio di supporto per la missione D. Haise fu il primo astronauta del quinto gruppo scelto dalla NASA ad essere nominato per un equipaggio di riserva. John Bull dovette lasciare il corpo degli astronauti per motivi di salute e pertanto venne sostituito da Vance Brand come nuovo membro dell'equipaggio di supporto.

Conclusa con successo la missione C, cioè (Apollo 7), il 10 novembre la NASA decise definitivamente che l'equipaggio di Borman sarebbe stato il primo a viaggiare oltre l'orbita terrestre e in orbita intorno alla Luna. Con tale decisione divenne pure abbastanza probabile che il comandante dell'equipaggio di riserva Neil Armstrong, sarebbe stato incaricato del comando della missione di Apollo 11, cioè il primo volo programmato con un allunaggio.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Apollo 8 venne svolto utilizzando il razzo vettore e la navicella spaziale prevista per la missione D. Il primo ed il terzo stadio del razzo furono consegnati a Cape Canaveral già nel dicembre del 1967, però si dovette attendere il 7 ottobre 1968 prima che il lavoro di assemblaggio del razzo venisse definitivamente concluso. Due giorni più tardi, il 9 ottobre, il primo razzo con direzione Luna venne trasportato verso la rampa di lancio numero 39A.

Il razzo ebbe il numero di serie AS-503 ed era il terzo vettore del tipo Saturn V ad essere prodotto, nonché il primo a volare con equipaggio. La navicella spaziale dell'Apollo aveva il numero di serie CSM-103. Al posto del vero modulo lunare ne venne caricato uno "finto" con il numero LTA-B, che comunque pesava solo la metà di quanto previsto per quello reale.

Le funzioni di CapCom, cioè di radiofonisti di contatto con la capsula, vennero assunte dall'equipaggio di riserva composto da Armstrong, Haise ed Aldrin, dall'equipaggio di supporto composto da Mattingly, Carr e Brand, nonché da Michael Collins.

Fasi principali della missione[modifica | modifica wikitesto]

Lancio e volo verso la Luna[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo il lancio

Il lancio avvenne il 21 dicembre 1968 alle ore 12.51 UTC dalla rampa di lancio completamente nuova numero 39A del John F. Kennedy Space Center. Durante questo primo lancio di un equipaggio con un razzo Saturn V, il massimo della spinta venne raggiunto poco prima dell'esaurimento del secondo stadio, raggiungendo 4 g. Dopo soli 11 minuti, l'Apollo 8 aveva raggiunto l'orbita intorno alla Terra.

Durante le due orbite di parcheggio intorno alla Terra vennero eseguiti tutti i test di controllo dei sistemi prima che il terzo stadio venisse acceso per la seconda volta per una durata di circa 5 minuti. Ora l'Apollo 8 si trovava in direzione della Luna. Per motivi di sicurezza venne comunque scelta e calcolata una traiettoria tale che, in caso di malfunzionamento o disfunzione totale dei congegni propulsori, la navicella sarebbe volata intorno alla Luna e ritornata autonomamente verso la Terra.

La faccia nascosta della Luna[modifica | modifica wikitesto]

La Terra vista dopo l'orbita intorno alla Luna

La mattina della Vigilia di Natale (24 dicembre) la navicella spaziale raggiunse l'orbita lunare. Durante le successive 20 ore la navicella Apollo girò intorno alla Luna per dieci volte. In parte tale missione venne trasmessa in diretta televisiva durante la quale gli astronauti lessero il racconto della creazione del mondo, cioè le prime parole della Bibbia dal libro della Genesi. Vennero scattate numerose immagini fotografiche ad alta risoluzione della superficie lunare ed in particolare di possibili punti d'allunaggio. La traiettoria di volo fu scelta tale da sorvolare pure il Mare della Tranquillità, già precedentemente scelto per essere punto dell'allunaggio dell'Apollo 11. L'altezza minima alla quale gli astronauti sorvolarono la Luna fu di 111 km. Durante ogni orbita intorno alla Luna, la capsula rimase per circa 30 minuti sul retro della stessa, cioè su quella parte che dalla Terra non risulta visibile. Gli astronauti furono dunque i primi esseri umani a poter osservare direttamente tale faccia nascosta (spesso erroneamente denominata "faccia oscura"). Immagini fotografiche di questo emisfero erano comunque già state scattate in precedenza dalla sonda sovietica Luna 3.

Fu oggetto di timore presso il centro di controllo a terra la manovra che l'Apollo 8 dovette eseguire per uscire dall'orbita lunare e rientrare nella traiettoria verso la Terra. Infatti tale manovra dovette essere eseguita dagli astronauti senza il sostegno da parte del centro di controllo, dato che in quel momento si trovavano sul retro della Luna, nella zona d'interruzione del contatto radio.

Ritorno ed atterraggio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 20 ore nell'orbita lunare, la capsula dell'Apollo accese il suo congegno propulsore per tre minuti e modificò con tale manovra la sua traiettoria nuovamente in direzione della Terra.

Durante la fase di rientro nell'atmosfera terrestre gli astronauti dovettero sopportare una decelerazione massima di 6,8 g. L'atterraggio in mare avvenne all'alba del 27 dicembre 1968, per la precisione alle ore 15.51 UTC. Il punto di atterraggio fu a soli 2,6 chilometri dal punto precedentemente calcolato e come per l'Apollo 7, la capsula entrò in mare con la punta sott'acqua. Anche in questo caso non sorsero comunque problemi a raddrizzare la capsula mediante il gonfiaggio degli appositi sacchi d'aria.

Elicotteri ed aerei sorvolarono l'Apollo 8 però, per vari motivi di sicurezza, i sommozzatori vennero portati verso la capsula solo dopo il levare del sole, ben 43 minuti dopo l'ammaraggio vero e proprio. Gli astronauti vennero dunque recuperati da un elicottero e portati a bordo della portaerei USS Yorktown.

Importanza per il programma Apollo[modifica | modifica wikitesto]

Fu una decisione molto rischiosa quella presa dalla NASA di eseguire il primo lancio di un razzo Saturn V con equipaggio per una missione verso la Luna precedentemente non programmata. Dal punto di vista tecnico comunque tale missione poté essere valutata come una delle più riuscite e meno problematiche di tutto il programma Apollo. Si trattò in fondo di una enorme motivazione raggiunta tramite tale successo in quanto era stato dimostrato che la promessa del Presidente Kennedy, cioè di raggiungere la Luna entro il 1969, poteva essere un traguardo da raggiungere molto realisticamente. Il 1968, per gli Stati Uniti d'America, era stato un anno molto difficile dal punto di vista della politica interna. La guerra del Vietnam, gli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy nonché le proteste degli studenti avevano caratterizzato tale anno. La missione perfetta dell'Apollo 8 fu un grande successo perché significò la conclusione di un anno con un'esperienza positiva per la popolazione americana.

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