Orbita terrestre bassa

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Un'orbita terrestre bassa (in lingua inglese low Earth orbit) o LEO è un'orbita attorno al globo terrestre di altitudine compresa tra l'atmosfera e le fasce di van Allen, ovvero tra i 160 e 2000 km, e con un'inclinazione bassa.[1][2]

Un corpo che orbita in orbita bassa ha un periodo di rivoluzione di circa 90 minuti, quindi viaggia a circa 27400 km/h.

Con l'unica eccezione dei viaggi lunari del programma Apollo, tutti i viaggi spaziali umani si sono svolti in orbita bassa. La distanza maggiore dalla terra di questi viaggi fu raggiunta dalla Gemini 11 che in apogeo arrivò a 1374,1 km dalla Terra.

Anche le stazioni spaziali finora realizzate si collocano all'interno di questa orbita, sia quelle del Programma Saljut sovietico (quote inferiori ai 300 km), sia la Mir e la Stazione Spaziale Internazionale (altezza media di circa 390 km per entrambe).

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

È necessaria una flotta di 50-200 satelliti per coprire l'intera superficie del globo terrestre.

  • Il limite inferiore di 200 km di altitudine è imposto dall'atmosfera in quanto un'eccessiva sollecitazione con le forze di attrito ridurrebbe notevolmente il tempo di vita di un satellite.
  • Il limite superiore di 2000 km è invece imposto dalla presenze delle fasce di Van Allen che provocherebbero al satellite un'esposizione radioattiva tale da pregiudicare il corretto funzionamento degli apparati di bordo.

Il maggior vantaggio di questi sistemi è il limitato ritardo di propagazione (20-25 ms), confrontabile con quello di alcuni collegamenti terrestri. Le orbite di questi sistemi hanno spesso la caratteristica di essere fortemente inclinate e tendenti ad orbite polari; la velocità del satellite è inoltre elevatissima, tale da far consumare un intero ciclo orbitale in circa un'ora e mezza.

Vantaggi Svantaggi
Si possono impiegare potenze di trasmissione più basse ed antenne non direttive. È necessario un numero elevato di satelliti
Connessioni dirette tra i satelliti Maggiore complessità a bordo (switching a bordo, routing, handover, gestione dei consumi di energia)
Bassi ritardi di propagazione Sono richieste complesse operazione di monitoraggio
Maggiore affidabilità nel caso di guasto di un satellite della flotta I singoli satelliti spendono la maggior parte del loro tempo sopra aree a basso traffico dati
Sono in grado di fornire una precisa posizione dei ricetrasmettitori al suolo (vedi sistema GPS)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IADC Space Debris Mitigation Guidelines (PDF), Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, 15 ottobre 2002.
  2. ^ (EN) NASA Safety Standard 1740.14, Guidelines and Assessment Procedures for Limiting Orbital Debris (PDF), Office of Safety and Mission Assurance, 1º agosto 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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