Expo 1970
| Expo 1970 | |
|---|---|
Progresso e Armonia per l'Umanità |
|
| Esposizione generale di 1a categoria | |
| Periodo | dal 15 marzo al 13 settembre |
| Partecipanti | 76 Paesi 119 organizzazioni 32 aziende |
| Visitatori | 64.2 milioni |
| Area | 350 ha |
| Riconoscimento | 11 maggio 1966 |
| Cronologia | |
| Precedente Expo 1968 |
Successiva Expo 1971 |
L'Expo 1970 (ufficialmente (EN) Japanese World and International Exposition Osaka, 1970, Esposizione mondiale e internazionale giapponese Osaka 1970, 日本万国博覧会 (Nihon bankoku hakuran-kai?), o più semplicemente Expo '70, si svolse nella prefettura di Ōsaka, in Giappone, dal 15 marzo al 13 settembre del 1970. Venne registrata presso il BIE l'11 maggio 1970 come Esposizione Generale di 1a categoria.
Fu visitata da 64.218.000 persone, record di presenze per gli Expo, con una punta massima di 836.000 il 5 settembre. I paesi espositori stranieri furono 76, a cui si aggiunsero 4 istituzioni internazionali, una rappresentanza di Hong Kong, 3 stati degli USA, una città tedesca e due compagnie estere. La rappresentanza giapponese fu composta da 32 enti, di cui 4 statali e 28 privati.[1]
Indice |
Tema [modifica]
Il tema dell'esposizione fu Progresso e Armonia per l'Umanità.
I sotto-temi dell'evento vennero definiti "I quattro pilastri":
- Donare valore alla vita
- Utilizzo migliore della Natura
- Migliore organizzazione della Vita
- Migliore comprensione reciproca
Il principio esplicativo della Expo, applicabile a tutti i sotto-temi, fu "L'uomo vivente".
Sito [modifica]
Il sito espositivo era situato tra le colline di Senri a Suita, una città della prefettura di Ōsaka, da cui dista circa 15 km, nella regione del Kansai. Il parco che ospitò l'evento si estendeva per 330 ettari, e fu progettato dall'ingegnere giapponese Kenzo Tange, coadiuvato da un'equipe di 12 altri architetti giapponesi.
Dopo l'Expo i padiglioni furono smantellati, ed attualmente gran parte dell'area è diventata il Parco Commemorativo dell'Expo, che occupa 264 ettari, al cui interno si trovano vaste zone riconvertite a verde pubblico, alcune sedi di musei e di attività turistiche, ricreazionali ed educative, e lo stadio Osaka Expo '70 Stadium. Tra le poche strutture rimaste del parco originario figurano la Torre del Sole, un imponente totem progettato da Tarō Okamoto, scelto come simbolo dell'evento, e la torre dell'Expo dell'architetto Kiyonori Kikutake.[2]
Note [modifica]
- ^ (EN) Statistiche sul sito del Parco Commemorativo www.expo70.or.jp
- ^ (EN) Sito del Parco Commemorativo www.expo70.or.jp