Museo della scienza (Londra)

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Museo della Scienza
Museo della Scienza
Museo della Scienza
Tipo Scienza, Tecnologia, Astronomia, Aeronautica
Data fondazione 1857
Indirizzo Londra, Regno Unito
Direttore Ian Blatchford
Visitatori 2'989'000 [1] (2012)
Sito Sito ufficiale

Il Museo della scienza di Londra è uno dei tre maggiori musei lungo la Exhibition Road a South Kensington. Fu fondato nel 1857 e al giorno d'oggi costituisce una delle principali attrazioni culturali della capitale inglese.

Come molti altri musei che si basano sulle donazioni, il Museo della Scienza londinese non richiede il pagamento di un biglietto. Ad ogni modo, in occasione di esposizioni temporanee, potrebbero essere applicate delle tariffe speciali.

Origine e storia[modifica | modifica sorgente]

Un primo museo fu fondato nel 1857 sotto Bennet Woodcroft con dei pezzi in prestito dalla collezione della Royal Society of Arts e articoli rimasti in eccesso dalla Grande Esposizione. Inizialmente, tale museo si presentava come una sezione speciale del South Kensington Museum, insieme a quello che oggi è il Victoria and Albert Museum. Ne faceva parte anche una raccolta di macchinari che andò poi a costituire il Museo dei Brevetti, costruito nel 1858, e il Museo dell'Ufficio Brevetti (Patent Office Museum) del 1863. Nel 1885, le Science Collections sono state rinominate Museo della Scienza e nel 1893 è stato nominato un amministratore indipendente. [2]

Quando la regina Vittoria pose la prima pietra per il nuovo edificio destinato a diventare il Museo d'Arte, stabilì che il museo avrebbe dovuto prendere il nome da lei stessa e dal defunto marito. Questa decisione fu applicata, sulle prime, all'intero museo. Tuttavia, quando quel nuovo edificio venne inaugurato circa dieci anni più tardi, il titolo è stato attribuito soltanto alle sezioni che riguardavano l'arte, mentre le collezioni scientifiche dovevano essere separate. [3] Il 26 giugno del 1909, quindi, il Museo della Scienza divenne un museo indipendente dal Victoria and Albert. [3] I quartieri attuali del Museo della Scienza, progettati da Sir Richard Allison, sono stati aperti al pubblico in più fasi tra il 1919 e il 1928. [4] Questo edificio era conosciuto come East Block ("blocco orientale"), la cui costruzione iniziò nel 1913 e fu temporaneamente fermato dalla Prima guerra mondiale. Come suggerisce il nome, esso intendeva diventare il primo edificio di un progetto molto più ampio, che non fu mai realizzato a causa dei due conflitti mondiali, che rimandarono eccessivamente le trattative. [5] Tuttavia, gli edifici adibiti a museo sono stati ampliate ed arricchiti negli anni a seguire, accrescendo la loro importanza. Il Centre Block fu completato nel 1961-1963, negli anni Ottanta invece continuarono ad essere ingranditi gli altri musei, fino al 2000, con un complesso che oggi si estende fino a Queensgate.

Collezioni[modifica | modifica sorgente]

Un modello del 1953 di Watson e Crick che riproduce il DNA

Il Museo della Scienza oggi ospita una collezione di oltre 300.000 oggetti, tra cui tali articoli famosi come la Locomotiva Rocket, Puffing Billy (la più antica locomotiva a vapore), il primo motore a reazione, una ricostruzione di Francis Crick e il modello di James Watson del DNA, alcuni dei primi motori a vapore rimanenti, un esempio funzionante di macchina differenziale di Charles Babbage, il primo prototipo dell'Orologio Long Now, e la documentazione della prima macchina da scrivere. Esso contiene anche centinaia di mostre interattive. Una recente aggiunta è il cinema IMAX 3D che mostra documentari di scienza e natura, la maggior parte dei quali in formato tridimensionale, e il Wellcome Wing, che si concentra invece sulla teconologia digitale. [6] L'ingresso è libero dal 1° dicembre 2001.

Il museo ospita alcuni dei numerosi oggetti raccolti da Henry Wellcome intorno ad un tema medico. Il quarto piano mostra si chiama "Scorci di storia della medicina", con ricostruzioni e diorami della storia della medicina. Il quinto piano si chiama "La scienza e l'arte della medicina", con esposizioni di strumenti e pratiche di antichi medici di molti paesi. La collezione è forte in medicina clinica, bioscienze e salute pubblica. 

Il Museo della Scienza ha una libreria dedicata e fino al 1960 costituiva la Biblioteca Nazionale della Gran Bretagna per la Scienza, la Medicina e la Tecnologia. Essa detiene serie di periodici, libri antichi e manoscritti ed è usato dagli studiosi di tutto il mondo. Essa ha per un certo numero di anni lavorato in collaborazione con la Biblioteca dell'Imperial College, ma nel 2007 la Biblioteca è stata divisa in due siti. Storie di scienza e di biografie di scienziati sono ancora conservate presso l'Imperial College di Londra. Il resto della collezione che comprende opere scientifiche originali e gli archivi si trovano ora a Wroughton, Wiltshire. [7] 

Le collezioni di medicina del Museo della Scienza hanno una portata globale. La nuova Wellcome Wing, con la sua attenzione alle bioscienze, rende il Museo un centro leader a livello mondiale per la presentazione della scienza contemporanea al pubblico. 

Alcune 170.000 voci che non sono esposte correntemente vengono conservate a Blythe House a West Kensington. Blythe House ospita anche servizi tra cui un laboratorio di restauro, uno studio fotografico e una zona di quarantena in cui vengono esaminati gli elementi appena arrivati​​. [8]

The Dana Centre[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre 2003, il Museo della Scienza ha aperto il Dana Centre, un bar e caffetteria annessi al museo, disegnato da MJP Architects. [9]


Nell'ottobre del 2007, il Museo alla fine annullò un discorso con il co-scopritore del DNA, James D. Watson, accusato di discriminazione. Watson sosteneva che i risultati dei test del quoziente intellettivo mostravano che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Questa scelta non è stata priva di critiche e controversie e molti si sono scagliati contro Watson, tra cui il sindaco di Londra Ken Livingstone e altri scienziati. [10] [11]

Science Night[modifica | modifica sorgente]

Il Museo della Scienza organizza la "Notte della Scienza" (Science Night in inglese), accompagnata dal motto "stravaganza tutta la notte con un tocco di scienza". Fino a 380 bambini tra gli 8 e gli 11 anni, accompagnati da adulti, sono invitati a trascorrere una serata eseguendo divertenti attività legate alla scienza e successivamente trascorrere la notte dormendo nelle gallerie del museo. Al mattino, vengono risvegliati per la colazione e per altra scienza, specialmente seguendo filmati IMAX fino al termine dell'evento. [12]

Gallerie[modifica | modifica sorgente]

Il Museo della Scienza è costituito da un bel numero di gallerie, alcune delle quali sono permanenti ed altre invece temporanee.

Power: The East Hall[modifica | modifica sorgente]

Video di un motore a vapore in azione nella Power Gallery

La East Hall ("sala est") è la prima area che la maggior parte dei visitatori vede appena entra nel museo, estesa per tre piani. Al piano terra, la zona è principalmente riempita con iconici motori a vapore di vario tipo, incluso il più antico motore ideato da James Watt e chiamato Old Bess. Questo pezzo da collezione più unico che raro è il simbolo della rivoluzione industriale inglese. In alto, appeso al soffitto, si può osservare un gigantesco anello metallico all'interno del quale si trova un pannello bianco a LED.

Exploring Space[modifica | modifica sorgente]

Exploring Space ("esplorando lo spazio") è una storica galleria, piena di razzi e reperti che raccontano la storia dell'esplorazione umana dello spazio e i benefici che essa ha portato all'umanità, a cominciare dalle telecomunicazioni.

Making the Modern World[modifica | modifica sorgente]

Modulo di Comando dell'Apollo 10 nella Modern World Gallery

Making the Modern World ("realizzando il mondo moderno") è relativamente una nuova galleria, in cui si trovano alcuni dei reperti iconici più importanti del museo, tra cui la navicella dell'Apollo 10. Tutti gli oggetti in mostra sono disposti idealmente secondo la linea temporale del progresso tecnologico.

Flight[modifica | modifica sorgente]

Flight ("volo") è un'altra galleria di lunga data che si estende verso l'estremità occidentale del terzo piano. In essa si possono trovare molti aeroplani a grandezza naturale e lo stesso dicasi per alcuni elicotteri, incluso il transatlantico Vickers Vimy di Alcock and Brown del 1919. Si possono ammirare anche esemplari di motori di aerei.

Launchpad[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della più popolare delle gallerie del museo, grazie alla sua natura interattiva. Ridisegnata e riaperta nel novembre 2007, la galleria ospita 50 mostre interattive che illustrano i più disparati concetti delle scienze fisiche. All'interno di questa galleria si trovano addetti che spiegano come funzionano i dispostivi interattivi nonché possono assecondare le richieste di esperimenti in diretta e accompagnare per visite guidate le scolaresche.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Service Stazione/Fermata Lineee/Percorsi seguiti
London Buses Kensington Museums 360
Victoria & Albert Museum 14, 74, 414, C1
London Underground Underground.svg South Kensington Circle line
District line
Piccadilly line

Ristrutturazione[modifica | modifica sorgente]

Il Museo della Scienza ha subito una serie di lavori di ristrutturazione, parte dei quali allo scopo di aggiornare il museo. La Sala Est è stata finita e il negozio del museo, dopo il rinnovamento, è stato inaugurato nel mese di ottobre 2005. L'apertura di una nuova galleria, Information Age, è prevista nel 2014.

Impatto ambientale[modifica | modifica sorgente]

Il museo ha partecipato ad un progetto nel 2009 con la sfida di ridurre le emissioni di carbonio. Un anno dopo si diffuse la notizia che era riuscito a ridurre le emissioni di carbonio del 17%17%.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.alva.org.uk/details.cfm?p=423
  2. ^ Science Museum, Survey of London XXXVIII: The Museums area of South Kensington and Westminster, F.H.W. Sheppard Editor (1975), p. 252
  3. ^ a b About Us – History, Science Museum, 9 maggio 1919. URL consultato il 7 luglio 2010.
  4. ^ Encyclopædia Britannica, Science Museum (museum, London, United Kingdom) – Britannica Online Encyclopedia, Britannica.com. URL consultato il 7 luglio 2010.
  5. ^ Science Museum, Construction RIBA, date accessed 16 December 2010
  6. ^ Science Museum – About us – Wellcome Wing
  7. ^ Library and Archives – About us, Science Museum, 3 febbraio 2010. URL consultato il 7 luglio 2010.
  8. ^ Blythe House – About us – Science Museum London. URL consultato il 21 settembre 2011.
  9. ^ Dana Centre, Wellcome Wolfson Building in www.mjparchitects.co.uk. URL consultato il 27 agosto 2009.
  10. ^ Robin McKie e Paul Harris, Disgrace: How a giant of science was brought low in The Guardian (London), 21 ottobre 2007. URL consultato il 29 settembre 2010.
  11. ^ Steven Rose, Watson's bad science in The Guardian (London), 21 ottobre 2007. URL consultato il 23 maggio 2010.
  12. ^ [1] [collegamento interrotto]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 51°29′51″N 0°10′29″W / 51.4975°N 0.174722°W51.4975; -0.174722