A2A

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A2A Spa
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: A2A
Fondazione 1º gennaio 2008 a Milano
Sede principale Brescia (sede legale)
Milano (direzione generale)
Persone chiave
  • Giovanni Valotti, presidente
  • Luca Valerio Camerano, amministratore delegato
Settore multiservizi
Fatturato Green Arrow Up.svg6.500 milioni [1] (2012)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg1.068 milioni [1] (2012)
Utile netto Green Arrow Up.svg260 milioni [1] (2012)
Dipendenti 11.886 (di cui 2.786 relativi al Gruppo EPCG) (2011)
Sito web www.a2a.eu

A2A S.p.A. nasce il 1º gennaio 2008 dall'unione di AEM S.p.A., ASM S.p.A. e AMSA (tecnicamente si è trattato di fusione per incorporazione di ASM e AMSA in AEM), si inquadra nel contesto evolutivo del settore dei multiservizi italiane che, a fronte della progressiva apertura alla concorrenza, ha avviato un processo di consolidamento che sta portando alla formazione di un ristretto numero di operatori di dimensioni maggiori.

Profilo societario[modifica | modifica sorgente]

Dati societari[modifica | modifica sorgente]

Dati economici e finanziari[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo A2A, quotato in borsa sul listino FTSE Mib, oltre che in Italia, è presente anche in Spagna, Francia, Inghilterra, Grecia e Montenegro[2]. La dimensione è di rilevanza europea come si evince anche dai dati 2012:

  • Fatturato: 6,5 miliardi €
  • EBITDA: 1.068 milioni di €

Principali azionisti[modifica | modifica sorgente]


Fonte: Consob 25/09/2012[3]

Aree di attività[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo A2A S.p.A. è principalmente impegnato nei settori:

  • della produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica;
  • della vendita e distribuzione del gas;
  • della produzione, distribuzione e vendita di calore tramite reti di teleriscaldamento;
  • della gestione dei rifiuti;
  • della gestione del ciclo idrico integrato.

Le attività sono organizzate in 4 "Filiere", cui vanno aggiunti i servizi di corporate e gli altri servizi:

  • Energia: L’attività è finalizzata alla vendita sui mercati all’ingrosso e al dettaglio di energia elettrica e gas metano. Il supporto alle aree commerciali è assicurato dalle attività di approvvigionamento combustibili, programmazione e dispacciamento impianti di generazione elettrica, ottimizzazione portafoglio e trading sui mercati nazionali ed esteri.
  • Calore e Servizi: L’attività è principalmente finalizzata alla vendita di calore e di elettricità prodotti da impianti di cogenerazione (prevalentemente di proprietà del Gruppo). La vendita del calore cogenerato avviene mediante reti di teleriscaldamento. La filiera assicura anche il servizio di gestione di impianti di riscaldamento di proprietà di terze parti (servizi di gestione calore) e attività di facility management.
  • Ambiente: L’attività è relativa a tutto il ciclo della gestione dei rifiuti, dalla raccolta e spazzamento, al trattamento, smaltimento e recupero di materia ed energia. È infatti compreso nell’attività della filiera il recupero del contenuto energetico dei rifiuti attraverso impianti di termovalorizzazione o impianti biogas.
  • Reti: L’attività comprende la gestione tecnico-operativa di reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica, di trasporto e distribuzione di gas naturale e la gestione dell’intero Ciclo Idrico Integrato (captazione delle acque, gestione degli acquedotti, distribuzione idrica, gestione di reti fognarie, depurazione).
  • Altri Servizi e Corporate: I Servizi di Corporate comprendono le attività di guida, indirizzo strategico, coordinamento e controllo della gestione industriale, nonché i servizi a supporto del business e delle attività operative (es. servizi amministrativi e contabili, finanziari, legali, di approvvigionamento, di gestione del personale, di information technology, di comunicazione etc.). Negli Altri Servizi sono comprese le attività relative all’illuminazione pubblica, agli impianti di regolazione del traffico, ai servizi di videosorveglianza e alla gestione delle lampade votive.

Il termovalorizzatore di Brescia[modifica | modifica sorgente]

Il termovalorizzatore di Brescia è entrato in esercizio nel 1998 (con due linee) e nel 2004 (con la terza linea). L’impianto recupera energia elettrica e termica dai rifiuti non utilmente riciclabili come materiali. Garantisce emissioni molto inferiori alle disposizioni delle leggi italiane e delle direttive comunitarie. Grazie allo spegnimento a Brescia di oltre 20 000 caldaie di edifici alimentati dal teleriscaldamento, con azzeramento delle relative emissioni, contribuisce ad un miglioramento delle polveri e degli ossidi di azoto nell’aria della città. È anche da rilevare che i rifiuti combustibili non confluiti nella raccolta differenziata (che a Brescia ha superato il 40%) costituiscono una risorsa rinnovabile recuperata che verrebbe totalmente dispersa con la collocazione in discarica, in contrasto con gli indirizzi europei.

Il termovalorizzatore, assieme al teleriscaldamento, ha consentito a Brescia di raggiungere con largo margine, gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 proposti, entro il 2010, dalla Comunità Internazionale.

Grazie agli eccezionali risultati ambientali ed energetici conseguiti e ai continui perfezionamenti apportati (il “miglioramento continuo” è una delle prescrizioni della certificazione ISO 14.000 di cui l’impianto è dotato) il termovalorizzatore è considerato impianto di riferimento a livello internazionale. In particolare, esso risulta pienamente coerente ed avanzato anche rispetto ai più recenti obiettivi europei “20-20-20” in materia di energia rinnovabile e di prevenzione dei mutamenti climatici, nonché di recupero di materiali. Nell’ottobre 2006 gli è stato attribuito il prestigioso riconoscimento “Industry Award”, per i risultati conseguiti, dal Wtert della Columbia University di New York che lo ha classificato al 1º posto nel mondo. La graduatoria, pubblicata con trasparenza, è completa di tutti i singoli dettagliati dati comparativi dei primi dieci impianti classificati ed è riportata anche nel rapporto dell’Osservatorio sul termovalorizzatore 2006-2007, consultabile sul sito del Comune di Brescia. L’impianto è meta di continue visite anche da parte di delegazioni nazionali ed estere. Progettato dall’ingegnere Lamberto Cremonesi, dalla sua costruzione al 2011 è stato visitato da oltre 40mila persone.

Il termovalorizzatore è stato concepito all'interno di una strategia di gestione integrata ed ecologica di rifiuti, energia e territorio. Esso costituisce una preziosa fonte di energia per la città di Brescia: grazie alla presenza della rete di teleriscaldamento, infatti, è possibile produrre non solo energia elettrica, ma anche recuperare energia termica convogliando il calore nella rete del teleriscaldamento fino alle abitazioni dei singoli utenti.

Qualche cifra può evidenziare l'importanza di questo processo. Dall'impianto, che è in grado di trattare ottocentomila tonnellate l’anno di rifiuti e biomasse, è possibile ricavare 570milioni di chilowattora l'anno di elettricità (pari al fabbisogno annuo di centonovantamila famiglie) e cinquecentoottanta milioni di chilowattora l'anno di calore (pari al fabbisogno per riscaldamento di oltre cinquantamila appartamenti), con un risparmio annuale di centocinquantamila tep (tonnellate equivalenti di petrolio), evitando l’emissione in atmosfera di oltre quattrocentomila tonnellate di anidride carbonica (CO2).

Per quanto attiene agli aspetti autorizzativi, un passaggio importante è stato il positivo rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) da parte della Regione Lombardia con decreto n. 9560 del 31.08.2007, in attuazione della Direttiva Comunitaria n. 96/61/CE, recepita dall’Italia con Decreto Legislativo n. 59 del 18.02.2005. Con l’AIA, che integra ogni autorizzazione precedente, è stato approvato anche il piano di monitoraggio periodico ambientale per i vari parametri fisico–chimici e sono stati stabiliti nuovi limiti di emissione per gli ossidi di azoto e introdotto un limite per l’ammoniaca. I risultati del monitoraggio ambientale di questi ultimi anni confermano pienamente i risultati positivi anche degli anni precedenti e sono indicativi dell’affidabilità dell’impianto e dei suoi presidi a tutela dell’ambiente.

È anche da segnalare la messa a regime (su tutte le tre linee) del sistema di campionamento in continuo dei microinquinanti organici e la conclusione con successo dell’installazione, dapprima sperimentale sulla linea due e dall’ottobre 2010 completa su tutte le tre linee, dell’innovativo sistema catalitico “high dust” di riduzione degli ossidi di azoto, finanziato dall’Unione Europea, che consente di ridurre considerevolmente anche l’impiego di ammoniaca, senza compromettere le prestazioni di efficienza energetica e di basse emissioni di CO2.

Il progetto di riciclaggio delle scorie di combustione è in pieno svolgimento e consente di aumentare di ben il 20% (aggiuntivi rispetto alla raccolta differenziata) la percentuale di rifiuti riciclata come materiali, grazie al recupero di diverse tipologie di metalli (ferro, alluminio, rame, piombo, zinco), nonché di inerti per la produzione di cemento, risparmiando materiale vergine di cava.

La sperimentazione di undici progetti di prevenzione e di riduzione dei rifiuti, la costante crescita della raccolta differenziata (40,7% nel 2010) e il recupero di oltre il 60% delle terre di spazzamento stradale completano il quadro di avanzamento del sistema di gestione integrata dei rifiuti di Brescia, imperniato sul riciclaggio dei materiali e sul recupero energetico di quanto non è utilmente riciclabile.

Per quanto riguarda infine la pubblicazione dei dati di emissione, questi sono registrati e archiviati e costantemente a disposizione dell’Autorità di controllo, che effettua periodicamente ulteriori verifiche. Aprica SpA fornisce i dati anche all’Osservatorio sul termovalorizzatore che provvede a diffonderli attraverso pubblicazioni periodiche. I dati 2008-2010 sono riportati anche sul sito internet del Comune di Brescia. I dati sono pubblicati anche settimanalmente, con il dettaglio giornaliero di ogni singolo parametro e di ogni singola linea, sui siti internet di A2A (www.a2a.eu) e di Aprica (www.apricaspa.it).

Il Progetto E-Moving[modifica | modifica sorgente]

Ha preso il via a giugno 2010 “E-Moving", il progetto pilota di mobilità elettrica (e-mobility) nelle città di Milano e Brescia elaborato in partnership da A2A e Renault.

A Milano sono attivi 60 punti di ricarica su suolo pubblico e 75 su aree private. Inoltre A2A ha attivato 32 punti di ricarica per il progetto E-Vai di Car Sharing elettrico nelle stazioni ferroviarie di Cadorna, Varese e Como e negli aeroporti di Malpensa e Linate.[4] A Brescia sono 36 i punti di ricarica pubblici, a cui si aggiungono 34 punti su aree private.[5]

Obiettivo del progetto è di testare le diverse componenti del modello operativo di mobilità elettrica elaborato da A2A e Renault: tecnologia e dislocazione dell’infrastruttura di ricarica, processi e soluzioni commerciali connessi alla vendita o leasing dei veicoli elettrici, interazione fra la rete di ricarica e i veicoli stessi, fornitura di energia elettrica per l’alimentazione dei veicoli e sistemi di fatturazione ad essa collegati, gestione delle batterie, manutenzione dei veicoli elettrici.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Il Consiglio di Gestione di A2A S.p.A. ha approvato i risultati 2012.
  2. ^ A2A si aggiudica l'acquisto della EPCG. URL consultato il 21-09-2009.
  3. ^ [1]
  4. ^ L'infrastruttura di ricarica a Milano. URL consultato il 31-03-2012.
  5. ^ L'infrastruttura di ricarica a Brescia. URL consultato il 31-03-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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