Diocesi di Pozzuoli

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Diocesi di Pozzuoli
Dioecesis Puteolana
Chiesa latina
Suffraganea dell' arcidiocesi di Napoli
Regione ecclesiastica Campania
Vescovo Gennaro Pascarella
Vicario generale Paolo Auricchio
Vescovi emeriti Silvio Padoin
Sacerdoti 146 di cui 96 secolari e 50 regolari
3.443 battezzati per sacerdote
Religiosi 51 uomini, 150 donne
Diaconi 21 permanenti
Abitanti 510.720
Battezzati 502.700 (98,4% del totale)
Superficie 105 km² in Italia
Parrocchie 68 (8 vicariati)
Erezione I secolo
Rito romano
Cattedrale San Procolo Martire
Concattedrali San Paolo Apostolo
Indirizzo Via Campi Flegrei 12, 80078 Pozzuoli (Napoli), Italia
Sito web www.diocesipozzuoli.org
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Pozzuoli (in latino: Dioecesis Puteolana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2006 contava 502.560 battezzati su 510.660 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Gennaro Pascarella.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende la città di Pozzuoli, i comuni di Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Marano di Napoli e alcuni quartieri della zona occidentale di Napoli (Fuorigrotta, Bagnoli, Pianura, Soccavo per la fascia che sovrasta il cratere di Quarto).

Sede vescovile è la città di Pozzuoli, dove si trova la basilica cattedrale di San Procolo Martire; in località Monterusciello si trova la concattedrale di San Paolo Apostolo.

Il territorio diocesano è suddiviso in 68 parrocchie, raggruppate in 8 foranie: Bacoli-Monte di Procida, Bagnoli, Fuorigrotta, Quarto, Pianura, Pozzuoli 1, Pozzuoli 2, Soccavo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima notizia storicamente sicura dell'esistenza di una comunità cristiana a Pozzuoli , ci è data dall'evangelista san Luca che nel descrivere le tappe del viaggio compiuto dall'apostolo san Paolo da Cesarea di Palestina a Roma, si esprime così: Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni e di qui, costeggiando, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma (At. 28,13-14). La venuta a Pozzuoli dell'apostolo Paolo in compagnia di Luca è databile, secondo la comune opinione degli studiosi, nella primavera dell'anno 61.

Se nella seconda metà del I secolo esisteva a Pozzuoli una comunità cristiana, si deve concludere che il Cristianesimo vi giunse molto presto e che probabilmente furono ebrei convertiti a portarlo. Ai moli puteolani infatti facevano scalo non solo gli orientali che si recavano a Roma, ma tutte le navi provenienti dai porti del Mediterraneo e così i mercanti di ogni paese affluivano in città, prendevano dimora, si riunivano in corporazioni nazionali e importavano con le merci la loro religione. Anche gli ebrei avevano un loro quartiere commerciale, come attesta Giuseppe Flavio, il quale, sbarcato a Pozzuoli nell'anno 64 dopo uno scampato naufragio nel mare della Sirte, s'incontrò con i suo connazionali i quali esercitavano il mestiere del prestito di danaro, dietro cauzione di mercanzie immagazzinate e destinate a Roma.

Secondo una tradizione che risalirebbe però al medioevo o addirittura al XVI secolo, il primo vescovo della città fu Patroba, menzionato da Paolo nella lettera ai Romani (Rm. 16,14) e consacrato da san Pietro nel 42, ed il secondo fu Celso. Questi due santi, però, a seguito di lunghi studi svolti dal prof. Angelo D'Ambrosio sotto il pontificato di papa Giovanni XXIII nell'ambito di un'ampia riforma del calendario delle feste liturgiche delle chiese locali, sono stati identificati come santi immaginari mai esistiti realmente e quindi depennati durante la stesura del nuovo calendario. Ciononostante i due sono ancora molto venerati dal popolo puteolano come dimostra il fatto che durante l'annuale processione dei santi patroni che si svolge la seconda domenica di maggio, viene ancora portato il busto di san Celso [1].

Il primo vescovo storicamente attestato è invece l'usurpatore Fiorenzo, di cui parlano gli imperatori Graziano e Valentiniano II in una lettera al loro vicario Aquilino (Baronio).[2] La diocesi è sempre stata suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli.

La chiesa cattedrale sorse tra il V e il VI secolo sul sito dell'antico tempio di Giove, eretto da Lucio Calpurnio in onore di Cesare Ottaviano Augusto: l'antico edificio venne fatto restaurare dal vescovo Martín de León Cárdenas (1631-1650) e venne dedicato ai santi Gennaro, vescovo di Benevento, e Procolo, suo diacono, che subirono il martirio a Pozzuoli sotto l'impero di Diocleziano. La costruzione è stata irrimediabilmente danneggiata da un incendio nel 1964: la cattedra episcopale allora fu trasferita nella chiesa del Carmine che assunse il ruolo di procattedrale. Nel 1995 la chiesa di San Paolo nel moderno quartiere Monterusciello è stata elevata al rango di concattedrale mentre l'11 maggio 2014 la basilica cattedrale è stata solennemente riaperta al culto.

Dal 5 agosto 1958 al 3 marzo 1966 la sede di Pozzuoli fu unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Napoli; l'8 luglio 1961 papa Giovanni XXIII, con la bolla Cognitum est omnibus, concesse al cardinale Alfonso Castaldo l'uso del pallio anche nel territorio della diocesi puteolana.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 510.720 persone contava 502.700 battezzati, corrispondenti al 98,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 146.526 147.808 99,1 92 69 23 1.592 32 95 40
1970 421.050 427.730 98,4 131 84 47 3.214 58 280 46
1980 480.030 490.985 97,8 111 59 52 4.324 1 56 235 51
1990 438.670 447.150 98,1 114 61 53 3.847 5 56 240 67
1999 499.500 508.500 98,2 131 82 49 3.812 12 50 189 67
2000 499.500 508.500 98,2 135 86 49 3.700 12 50 192 67
2001 501.000 510.000 98,2 143 91 52 3.503 18 53 195 67
2002 499.500 508.500 98,2 139 90 49 3.593 19 50 168 67
2003 502.650 511.850 98,2 160 105 55 3.141 21 56 146 68
2004 502.700 510.720 98,4 146 96 50 3.443 21 51 150 68

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.ulixesnews.it/?p=70
  2. ^ Ann. Eccl., ad ann. 381, num. 3.
  3. ^ Secondo Lanzoni Stefano apparterrebbe al X secolo.
  4. ^ Secondo Lanzoni Claudio fu episcopus pausulanus nel Piceno, non puteolanus.
  5. ^ È al contempo vescovo di Casale.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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