Diocesi di Cefalù

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Diocesi di Cefalù
Dioecesis Cephaludensis
Chiesa latina
Perspettivacattedraledicefalu.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Palermo
Regione ecclesiastica Sicilia
  Diocesi di Cefalù.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Vincenzo Manzella
Vicario generale Sebastiano Scelsi
Vescovi emeriti Rosario Mazzola, Francesco Sgalambro
Sacerdoti 100 di cui 82 secolari e 18 regolari
1.115 battezzati per sacerdote
Religiosi 20 uomini, 99 donne
Diaconi 8 permanenti
Abitanti 114.500
Battezzati 111.500 (97,3% del totale)
Superficie 1.718 km² in Italia
Parrocchie 53
Erezione IX secolo
Rito romano
Cattedrale Trasfigurazione di Gesù
Santi patroni Maria Santissima di Gibilmanna
Indirizzo Piazza Duomo 12, 90015 Cefalù (PA), Italia
Sito web www.chiesadicefalu.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
Particolare del portale del palazzo vescovile
Ingresso del seminario vescovile

La diocesi di Cefalù (in latino: Dioecesis Cephaludensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Palermo appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2010 contava 111.500 battezzati su 114.500 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Vincenzo Manzella.

Patrona della diocesi è Maria Santissima di Gibilmanna, venerata nel Santuario di Gibilmanna.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la città di Cefalù e i comuni di Alia, Alimena, Aliminusa, Blufi, Bompietro, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Castellana Sicula, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Sclafani Bagni, Scillato e Valledolmo.

Sede vescovile è la città di Cefalù, dove si trova la cattedrale della Trasfigurazione.

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è suddiviso in 53 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cefalù fu già sede vescovile nel primo millennio, ma la data della sua erezione è incerta. In un elenco di episcopati siciliani dell'anno 680 compare il vescovo di Cefalù, insieme a quelli di Termini, Tindari, Malta e Lipari.[1] Nel marzo dell'866 compare nella Diatiposi (elenco bizantino di diocesi) come suffraganea dell'arcidiocesi di Siracusa. Si conosce un solo vescovo, Niceta, presente al Concilio di Costantinopoli dell'869-870. Durante la dominazione araba la diocesi di Cefalù fu soppressa, come tutte le strutture ecclesiastiche dell'isola.

La diocesi fu ripristinata il 4 settembre 1131 dall'antipapa Anacleto II su richiesta di Ruggero II di Sicilia. Originariamente era suffraganea dell'arcidiocesi di Messina. L'anno precedente Ruggero aveva eletto vescovo il proprio vescovo Iocelmo, che però non ricevette l'approvazione della Santa Sede e non fu mai consacrato, così come i suoi immediati successori.

In origine il vescovo era lo stesso priore del capitolo, che seguiva la regola monastica. Il capitolo era stato eretto nel giugno dello stesso 1131 da Ruggero II, come filiazione del monastero dei canonici agostiniani del monastero calabrese di Santa Maria di Bagnara.

La diocesi aveva un vasto potere temporale grazie alle fondazioni feudali di Ruggero II nel 1145 e un notevole patrimonio terriero. Per alcuni secoli dalla creazione della diocesi convissero anche nella liturgia della cattedrale il rito latino e quello bizantino. Per quanto riguarda il rito latino, si sa che fu adottato il Librus Cantus Chori del monastero benedettino di San Gallo, già adottato dal monastero di Bagnara.

Il diritto di nomina dei vescovi, secondo il regime siciliano dell'Apostolica Legazia di Sicilia, spetta ai sovrani, con conferma da parte della Santa Sede: l'esercizio di questo diritto creò con il tempo alcuni contrasti, per cui alcuni vescovi eletti non furono confermati. In realtà i candidati erano scelti dal capitolo e successivamente nominati dal sovrano.

Bosone de Gorram fu il primo vescovo legittimo, approvato dalla Santa Sede nel 1157, terminato lo scisma di Anacleto II. Il 9 aprile 1171 l'erezione della diocesi fu confermata con la bolla Quoniam sicut rerum di papa Alessandro III.

All'inizio del XIII secolo nacque la prima opera caritativa della diocesi: un ospizio per i poveri.

Nel 1546 fu aperta una casa di cura per gli infermi, gestita dall'arciconfraternita della Santissima Annunziata.

Dopo il Concilio di Trento le tradizioni liturgiche proprie della diocesi dovettero cedere il passo all'omologazione al rito romano. Invece non fu recepita l'istituzione della parrocchia: le chiese della diocesi erano affidate a vicari curate, mentre il vescovo era l'unico parroco della diocesi. Questa organizzazione pastorale accentrata era diffusa in altre diocesi siciliane, ad esempio in quella di Catania. Si deve al vescovo Francesco Gonzaga l'istituzione nel 1588 del seminario diocesano.

L'epoca della Controriforma è segnata profondamente dall'arrivo di nuovi ordini religiosi: mentre i domenicani erano già presenti dal 1502, si stabilirono a Cefalù gli eremitani, i minori osservanti, i carmelitani e i mercedari. A Polizzi Generosa i carmelitani e i fatebenefratelli si aggiunsero al monastero domenicano fondato nel 1420 e alla casa dei cappuccini istituita nel 1538. Soprattutto si diffuse la famiglia francescana: i conventuali a Collesano, a Tusa, a Gratteri, a Isnello, a Santo Stefano di Camastra; i minori osservanti a Collesano, a Mistretta, a Castel di Lucio, a Caltavuturo; i cappuccini a Collesano, a Mistretta, a Pettineo, a Gibilmanna.

Nel 1635 sorse un'altra opera caritativa: un orfanotrofio per ragazze povere. Nel 1648 fu istituito un monte di pietà, dedicato a san Didaco, i cui proventi erano utilizzati per finanziare l'ospedale.

Il 22 settembre 1671 il capitolo della cattedrale fu secolarizzato con una bolla di papa Leone X.

Nel XVII secolo i vescovi iniziarono ad occuparsi della gestione di un Monte di prestiti, intitolato alle Anime sante del Purgatorio, ma più noto come Monte Costa. In epoca risorgimentale le autorità civili tenteranno di estromettere i vescovi dalla nomina degli amministratori e la controversia si risolverà solo nel 1905, quando i vescovi vedranno confermati i propri diritti.

La diocesi ebbe un lungo periodo di sede vacante tra il 1716 e il 1732, per la controversia sull'estinzione della Legazia apostolica che opponeva papa Clemente IX al re di Sicilia Carlo IV.

Verso la fine del secolo, durante l'episcopato di Gioacchino Castelli, i vescovi furono allontanati dalla gestione dell'ospedale, da allora riservata all'autorità civile e all'arciconfraternita dell'Annunziata.

Il 20 maggio 1844 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Palermo in forza della bolla In suprema militantis Ecclesiae specula di papa Gregorio XVI. La stessa bolla stabilì per la diocesi ampie variazioni territoriali: Castel di Lucio, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Tusa furono cedute alla diocesi di Patti, Cerda all'arcidiocesi di Palermo e Vallelunga Pratameno alla diocesi di Caltanissetta, mentre Castelbuono, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci Siculo, Gangi e San Mauro Castelverde furono aggregate alla diocesi.

Nella seconda metà del XIX secolo la diocesi costituiva un'unica parrocchia e il vescovo era l'unico parroco. La diocesi riuscì a salvarsi dall'incameramento dei beni della mensa vescovile previsto dalla legge n° 3838 del 1867 dimostrando che il vescovo era appunto l'unico parroco della diocesi e che i beni erano quindi annessi alla cura d'anime.

Nell'ultimo ventennio del secolo nacquero le prime società operaie cattoliche, incrementate dopo l'enciclica Rerum Novarum del 1891. Il vescovo d'Alessandro fu però poco interessato alla problematica sociale e mentre l'Opera dei Congressi aveva una lenta ed incompleta diffusione i lavoratori guardavano con insoddisfazione l'amministrazione delle opere sociali. Severo fu anche il successore di d'Alessandro, Anselmo Evangelista Sansoni, che guardava con sospette tutte le associazioni laicali, anche quelle che si tenevano distanti dal temuto socialismo. Proprio questo timore però condusse alla diffusione di opere caritative tradizionali.

Il 2 febbraio 1987 è stato eretto l'Istituto superiore di scienze religiose Mariano Campo con decreto del vescovo Emanuele Catarinicchia, approvato definitivamente il 10 luglio 1993.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Niceta † (menzionato nell'869 e nell'870)
  • ...
    • Iocelmo I † (1130 - 1150 dimesso) (antivescovo)
    • Arduino I † (1150 - 1156 deceduto) (antivescovo)
    • Daniele † (menzionato nel 1157) (antivescovo)
  • Boso o Bosone de Gorram † (1157 - 1172 deceduto)
  • Giovanni o Guido de Bevera † (1172 - 1173 deceduto)
  • Guido Fabricii o da Anagni † (1173 - 1193 deceduto)
  • Benedetto † (1193 - 1194)
  • Giovambattista Cicala † (1194 - settembre 1215 deceduto)
  • Francesco (Arduino II), O.F.M.Obs. † (1217 - 1238 deceduto)
  • Iocelmo de Campania † (1240 - 1248 deceduto)
  • Riccardo Grizzetta o de Logotheta, O.F.M. † (1249 - 1253 deceduto)
  • Aidone da Capua † (1253 - 1253 deceduto)
  • Tommaso Fusconi, O.P. † (30 settembre 1253 - 13 dicembre 1253 nominato vescovo di Siena)
  • Giovanni di Stefano † (9 febbraio 1254 - 1269 deceduto)
  • Pietro da Tours † (1270 - 1272 deceduto)
  • Giovanni † (1272 - 1279 deceduto)
  • Giunta † (1280 - 1290 deposto)
  • Giacomo da Narni † (10 gennaio 1304 - 1323 deceduto)
  • Ruggero Benincasa o di San Giovanni † (22 gennaio 1324 - 1329 deceduto)
    • Tommaso Buttiglieri o da Butera † (1329 - 1333) (vescovo eletto)[2]
  • Roberto Campolo o da Messina, O.F.M. † (14 ottobre 1333 - 1342 deceduto)
  • Giovanni da Mileto † (1340 - 1340 deceduto)
    • Pietro de Pietro o da Caltagirone, O.F.M. † (1342 - 1342 deceduto) (vescovo eletto)[2]
  • Galgano Boccadibue o Blasio, O.F.M. † (20 novembre 1342 - 1351 deceduto)
  • Nicolò † (14 ottobre 1353 - 1387 deceduto)
  • Guglielmo de Salamone † (18 marzo 1388 - 1398)
  • Giuliano da Mileto (Milito), O.P. † (1398 - 1410 deceduto)
    • Giovanni de Paludibus † (4 febbraio 1411 - 1411) (vescovo eletto)
  • Andrea de Campisio † (20 agosto 1411 - 1412)
    • Antonio Acciaiuoli o da Firenze † (11 marzo 1412 - 1417) (antivescovo)[3]
    • Filippo da Butera † (27 agosto 1414 - 1421 deceduto) (antivescovo)[4]
  • Antonio Ponticorona, O.P. † (20 novembre 1422 - 23 luglio 1445 nominato vescovo di Agrigento)
  • Luca de Sarzana, O.F.M.Obs. † (23 luglio 1445 - 1471 deceduto)
  • Giovanni Gatto † (1º giugno 1472 - 18 agosto 1475 nominato vescovo di Catania)
  • Bernardo Margarit † (18 agosto 1475 - 8 febbraio 1479 nominato vescovo di Catania)
  • Giovanni Gatto † (8 febbraio 1479 - 1484 deceduto)
    • Enrico D'Aragona † (1484 - 1484 deceduto) (vescovo eletto)
  • Francesco Vitale da Noja, O.F.M. † (26 novembre 1484 - 18 aprile 1492 deceduto)
  • Francesco Orsini † (1492 - 1492 deceduto)
  • Paolo de Cavalleria † (30 marzo 1495 - 1496 deceduto)
  • Francesco de Luna † (1496 - 1496 deceduto)
  • Lazzaro † (18 maggio 1496 - 1496 deceduto)
  • Rinaldo Montoro e Landolina, O.P. † (12 ottobre 1496 - ottobre 1511 deceduto)
  • Juan Requeséns † (18 gennaio 1512 - 1516 dimesso)
  • Juan Sánchez † (4 novembre 1517 - 1518 deceduto)
  • Guillén-Ramón de Vich y de Vallterra † (22 ottobre 1518 - 7 giugno 1525 dimesso)
  • Francisco de Aragón † (7 giugno 1525 - 22 giugno 1561 deceduto)
  • Antonio Faraone † (17 aprile 1562 - 9 febbraio 1569 nominato vescovo di Catania)
  • Rodrigo Vadillo, O.S.B. † (9 febbraio 1569 - 1º febbraio 1577 deceduto)
  • Ottaviano Preconio † (11 agosto 1578 - 11 aprile 1587 deceduto)
  • Francesco Gonzaga, O.F.M.Obs. † (26 ottobre 1587 - 29 gennaio 1593 nominato vescovo di Pavia)
  • Nicolò Stizzia † (23 maggio 1594 - 17 febbraio 1595 deceduto)
  • Manuel Quero Turillo † (18 dicembre 1596 - 2 settembre 1605 deceduto)
    • Paolo Bisnetti del Lago, O.F.M. † (1606 - 29 gennaio 1607 nominato vescovo di Trivento) (vescovo eletto)
  • Martino Mira † (29 gennaio 1607 - 1619 deceduto)
  • Manuel Esteban Muniera, O. de M. † (29 marzo 1621 - 14 ottobre 1631 deceduto)
  • Ottavio Branciforte † (10 gennaio 1633 - 2 marzo 1638 nominato vescovo di Catania)
  • Pietro Corsetto (21 giugno 1638 - 23 ottobre 1643 deceduto)
  • Marco Antonio Gussio † (23 maggio 1644 - 22 agosto 1650 nominato vescovo di Catania)
  • Francesco Gisulfo e Osorio † (21 novembre 1650 - 30 settembre 1658 nominato vescovo di Agrigento)
  • Giovanni Roano e Corrionero † (16 febbraio 1660 - 27 novembre 1673 nominato arcivescovo di Monreale)
  • Matteo Orlando, O.C.D. † (25 giugno 1674 - 13 novembre 1695 deceduto)
  • José Sanz de Villaragut, O.F.M. † (18 giugno 1696 - 29 agosto 1698 deceduto)
    • Sede vacante (1698-1702)
  • Matteo Muscella, O.F.M.Obs. † (25 settembre 1702 - 22 giugno 1716 deceduto)
    • Sede vacante (1716-1732)
  • Domenico Valguarnera, C.O. † (17 novembre 1732 - 2 maggio 1751 deceduto)
  • Agatino Maria Riggio Statella † (17 luglio 1752 - 16 gennaio 1755 dimesso)
  • Gioacchino Castelli † (21 luglio 1755 - 12 luglio 1788 deceduto)
  • Francesco Vanni, C.R. † (30 marzo 1789 - 29 novembre 1803 deceduto)
  • Domenico Spoto † (28 maggio 1804 - 29 dicembre 1808 deceduto)
    • Sede vacante (1808-1814)
  • Giovanni Sergio † (19 dicembre 1814 - 27 febbraio 1827 deceduto)
  • Pietro Tasca † (27 settembre 1827 - 2 gennaio 1839 deceduto)
    • Sede vacante (1839-1844)
  • Giovanni Maria Visconte Proto, O.S.B. † (17 giugno 1844 - 13 ottobre 1854 deceduto)
    • Sede vacante (1854-1857)
    • Filippo Cangemi † (1857 - 1857 deceduto) (vescovo eletto)
  • Ruggero Blundo, O.S.B. † (15 marzo 1858 - 18 marzo 1888 deceduto)
  • Gaetano d'Alessandro † (18 marzo 1888 succeduto - 8 maggio 1906 dimesso)
  • Anselmo Evangelista Sansoni, O.F.M. † (26 ottobre 1907 - 18 giugno 1921 deceduto)
  • Giovanni Pulvirenti † (19 agosto 1922 - 11 settembre 1933 deceduto)
  • Emiliano Cagnoni † (5 maggio 1934 - 28 settembre 1969 deceduto)
  • Calogero Lauricella † (4 giugno 1970 - 8 settembre 1973 nominato arcivescovo di Siracusa)
  • Salvatore Cassisa (1º dicembre 1973 - 11 marzo 1978 nominato arcivescovo di Monreale)
  • Emanuele Catarinicchia (11 novembre 1978 - 7 dicembre 1987 nominato vescovo di Mazara del Vallo)
  • Rosario Mazzola (23 luglio 1988 - 18 marzo 2000 ritirato)
  • Francesco Sgalambro (18 marzo 2000 - 17 settembre 2009 ritirato)
  • Vincenzo Manzella, dal 17 settembre 2009

Istituti di religiosi e di religiose[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 114.500 persone contava 111.500 battezzati, corrispondenti al 97,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 131.440 131.483 100,0 190 149 41 691 66 240 30
1956 135.906 135.950 100,0 187 150 37 726 60 240 34
1969 118.538 118.742 99,8 158 123 35 750 52 286 42
1978 115.000 116.000 99,1 126 96 30 912 47 235 47
1990 116.000 117.200 99,0 113 81 32 1.026 47 200 53
1999 114.000 115.130 99,0 104 79 25 1.096 34 130 53
2000 113.500 114.700 99,0 110 78 32 1.031 36 126 53
2001 113.356 114.200 99,3 99 78 21 1.145 28 137 53
2002 112.556 114.200 98,6 99 78 21 1.136 27 127 53
2003 112.500 114.000 98,7 98 77 21 1.147 27 127 53
2004 110.000 113.254 97,1 93 72 21 1.182 27 127 53
2006 111.200 113.250 98,2 98 73 25 1.134 2 32 112 53
2010 111.500 114.500 97,3 100 82 18 1.115 8 20 99 53

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cosentino, p. 34.
  2. ^ a b Eletto dal capitolo della cattedrale, non approvato dalla Santa Sede.
  3. ^ Nominato dall'antipapa Giovanni XXIII.
  4. ^ Nominato dall'antipapa Benedetto XIII.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]