Diocesi di Noto

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Diocesi di Noto
Dioecesis Netensis
Chiesa latina
La cattedrale di Noto restaurata.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Siracusa
Regione ecclesiastica Sicilia
  Diocesi di Noto.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Antonio Staglianò
Vicario generale Francesco Guccione
Vescovi emeriti Giuseppe Malandrino
Sacerdoti 125 di cui 98 secolari e 27 regolari
1.803 battezzati per sacerdote
Religiosi 27 uomini, 233 donne
Diaconi 16 permanenti
Abitanti 212.546
Battezzati 211.000 (99,3% del totale)
Superficie 1.355 km² in Italia
Parrocchie 98 (9 vicariati)
Erezione 15 maggio 1844
Rito romano
Cattedrale San Nicolò
Indirizzo Via Mons. Giovanni Blandini 6, 96017 Noto [Siracusa], Italia
Sito web www.diocesinoto.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Noto (in latino: Dioecesis Netensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Siracusa appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2004 contava 211.000 battezzati su 212.546 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Antonio Staglianò.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende cinque comuni nella provincia di Siracusa: Noto, Avola, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini, e quattro nella provincia di Ragusa: Modica, Ispica, Scicli e Pozzallo.

La città più popolosa della circoscrizione non è la sede vescovile di Noto, dove si trova la basilica cattedrale di San Nicolò, bensì Modica.

Il territorio è suddiviso in 98 parrocchie, raggruppate in 8 vicariati: Noto, Avola, Pachino (che comprende anche Portopalo), Rosolini, Ispica, Pozzallo, Scicli, Modica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Noto è stata eretta a sede vescovile e la chiesa madre a cattedrale da papa Gregorio XVI con la bolla Gravissimum sane munus il 15 maggio 1844, ricavandone il territorio dalla diocesi di Siracusa, concretizzando l'impegno del suo predecessore Pio VII, il quale si era proposto di accrescere in Sicilia il numero delle diocesi per rendere più agevole il servizio pastorale dei vescovi, modificando così i confini dell'arcidiocesi di Siracusa.

Il desiderio dei Netini di avere in città la sede vescovile risaliva al 1212, quando Isimbardo Morengia, signore della città, fondava con la dote di quattro feudi il monastero cistercense di Santa Maria dell'Arco. Insignita del titolo di città da Alfonso il Magnanimo il 27 dicembre 1432, in un momento di particolare prestigio anche culturale, Noto richiese l'erezione a diocesi il 14 giugno 1433 a papa Eugenio IV e ancora il 22 gennaio 1450 a Niccolò V. Altre iniziative vengono promosse nel 1594 e nel 1609; le argomentazioni addotte a favore della nuova sede vescovile erano diverse, tra queste la presenza di due prestigiosi centri di spiritualità: l'abbazia benedettina di Santa Lucia del Mendola e quella cistercense di Santa Maria dell'Arco, allora rilevanti motivi ecclesiastici, e l'essere la città di Noto Capovalle e al pari delle altre due esistenti in Sicilia, Messina e Mazara, meritava la sede vescovile. L'ostacolo alla realizzazione di tale desiderio veniva dall'opposizione dei vescovi di Siracusa dalla cui diocesi quella di Noto doveva trarre territorio, facendole perdere potere e introiti.

A metà del XIX secolo Noto vede concretizzare l'antico desiderio, approfittando dei tumulti verificatisi a Siracusa durante l'epidemia di colera che portano al trasferimento a Noto, da parte di Ferdinando II, della sede della provincia.

È proprio in questo periodo che re Ferdinando II chiede alla Santa Sede di erigere la diocesi di Noto, approfittando del fatto che la sede vescovile di Siracusa era vacante per la morte del vescovo Giuseppe Amorelli avvenuta il 13 dicembre 1840.

Alla nuova diocesi, oltre a Noto furono assegnati, sottraendoli a Siracusa, i comuni di Avola, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Giarratana, Modica, Pachino, Palazzolo Acreide, Pozzallo, Portopalo, Rosolini, Scicli e Spaccaforno (ora Ispica).

Nel 1950, con l'erezione della diocesi di Ragusa, la diocesi rischiò la soppressione. Fu deciso di scorporare Giarratana per aggregarla alla sede di Ragusa, mentre i comuni montani di Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla e Palazzolo Acreide tornarono alla sede di Siracusa. Successivamente, nel 1954, anche la contrada di San Giacomo fu aggregata alla sede di Ragusa, già da quattro anni parte del territorio della città iblea.

Il 18 giugno 2007 è stata riaperta al culto la cattedrale, dopo il disastroso crollo del 1996.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 212.546 persone contava 211.000 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 190.400 190.800 99,8 179 115 64 1.063 70 160 53
1969 201.165 201.675 99,7 162 131 31 1.241 49 68 79
1980 195.465 200.116 97,7 121 91 30 1.615 37 330 88
1990 207.500 208.950 99,3 118 82 36 1.758 51 286 98
1999 207.000 209.000 99,0 115 84 31 1.800 7 40 255 98
2000 207.000 210.825 98,2 119 88 31 1.739 10 40 255 98
2001 207.000 210.825 98,2 120 90 30 1.725 10 39 255 98
2002 209.500 210.825 99,4 119 90 29 1.760 14 38 255 98
2003 211.000 212.119 99,5 117 90 27 1.803 14 43 233 98
2004 211.000 212.546 99,3 117 90 27 1.803 16 47 233 98

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]