Secondo concilio di Efeso

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Il secondo concilio di Efeso, noto tra i teologi cattolici e ortodossi come brigantaggio di Efeso (in latino latrocinium Ephesi), è stato un concilio tenutosi ad Efeso, convocato e condotto, nell'agosto 449, da Dioscoro, vescovo di Alessandria; il concilio, formalmente presieduto da Flaviano, Patriarca di Costantinopoli, il quale prese posizione contro le tesi monofisite.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patriarcato di Alessandria.

Quando ad Efeso risultarono dominanti le posizioni monofisite, il papa dichiarò nullo il concilio, definendolo un latrocinium, ma l'imperatore d'Oriente Teodosio II (408-450) lo ritenne valido e fece accogliere i suoi atti, che furono quindi inclusi nel Codice teodosiano. Il successore Marciano fece convocare nel 451 un nuovo concilio a Calcedonia, che rovesciò le posizioni.

A Calcedonia il monofisismo di Dioscoro ed Eutiche si ritrovò condannato, com'era stato per Nestorio vent'anni prima nel primo Concilio di Efeso. La chiesa di Alessandria rimase su posizioni monofisite, anche per sottolineare le differenze culturali dell'Egitto dal resto dell'impero bizantino, e ne nacque la Chiesa Copta[1]. I sostenitori di Nestorio costituirono una Chiesa separata che si sviluppò in Siria e in Persia, prevalendo sulla Chiesa dell'Impero romano, e portando nel tempo la loro predicazione fino in Cina. Il declino della Chiesa nestoriana in Persia avvenne con l'espansione dell'islamismo e in Mesopotamia con l'invasione di Tamerlano del 1380.

In senso traslato[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza del "brigantaggio di Efeso" ha fatto sì che il termine venga spesso usato in tutti i casi in cui in un'assemblea, tramite un "colpo di mano", una minoranza fa approvare una decisione poi non confermata nelle assemblee successive.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà la concezione della Chiesa copta su Cristo si distingueva da quella dei nestoriani e dei monofisiti veri e propri. Anche oggi, i Copti si definiscono "miafisiti ", in quanto alla definizione calcedonese "due nature in una persona" preferiscono parlare di "unica natura del Verbo incarnato" (secondo le parole di san Cirillo di Alessandria).