Dioscoro I di Alessandria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dioscoro I
patriarca della Chiesa ortodossa copta
Elevato patriarca 444

Dioscoro I di Alessandria (... – floruit V secolo) fu il sedicesimo Papa della Chiesa copta (massima carica del Patriarcato di Alessandria d'Egitto) dal 444 al 451, quando fu deposto dal concilio di Calcedonia a causa del suo sostegno al monofisismo di Eutiche (378-454).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu il successore di Cirillo di Alessandria (in carica dal 412 al 444), che era stato maestro di Eutiche. La sua fama è legata soprattutto al secondo concilio di Efeso (449), in cui egli riuscì a far approvare con la forza una professione di fede monofisita.

Fu, questo, in sostanza, un tentativo di affermare l'autorità e l'indipendenza della sede patriarcale di Alessandria in contrapposizione a quella di Costantinopoli, che si affiancò a Roma nella difesa del dogma. Papa Leone I (in carica dal 440 al 461) inviò al concilio, convocato dal Patriarca di Costantinopoli Flaviano (446-449) per discutere le tesi monofisite, una lettera (divenuta poi nota come Tomus ad Flavianum) in cui enunciava in modo esemplare la dottrina della duplice natura, umana e divina, di Cristo.

Dopo il colpo di mano di Dioscoro, Leone I dichiarò nullo il concilio, definendolo un latrocinium (e difatti questo episodio è a volte citato in Occidente come "brigantaggio di Efeso").
Esso fu però ritenuto valido dall'imperatore Teodosio II (401-450) e i suoi atti furono quindi inclusi nel Codice teodosiano.

Predecessore Patriarca di Alessandria Successore
Cirillo 444-451