Codice teodosiano
Il Codice teodosiano (latino: Codex theodosianus) è una raccolta ufficiale di costituzioni imperiali voluta dall'imperatore romano d'oriente Teodosio II. Venne pubblicata, dopo una fase di gestazione lunga 9 anni, il 15 febbraio 438, ed entrò in vigore, sia nell'Impero romano d'Oriente che in quello Occidente, il 1º gennaio 439.
[modifica] Gestazione dell'opera
Il primo progetto di codificazione risale al 428. Nel marzo di quell'anno Teodosio II emanò a Costantinopoli una costituzione imperiale ad similitudinem gregoriani con la quale diede l'incarico ad una commissione di otto membri di creare due codici: il primo avrebbe dovuto contenere le costituzioni imperiali emanate dall'epoca dell'imperatore Costantino I in poi, mentre il secondo avrebbe dovuto contenere brani giurisprudenziali tratti dalle opere dei giureconsulti romani più importanti.
La commissione era composta da sette funzionari imperiali — Antioco, Teodoro, Eudicio, Eusebio, Giovanni, Comazone ed Eubulo — e un giureconsulto — Apelle; nella redazione del codice ai commissari non fu permesso introdurre interpolazioni dei testi.
Nel dicembre del 435 Teodosio II, resosi conto dell'insuccesso di questo progetto dovuto al concilio di Efeso tenutosi nel 431 e convocato da Teodosio II medesimo, emanò una nuova costituzione (Saepe nostra clementia) con la quale affidò ad una commissione di 16 membri il compito di redigere un solo codice, contenente costituzioni imperiali da Costantino in avanti. Questa volta i commissari ebbero licenza di interpolare le costituzioni raccolte al fine di adattarle alle nuove esigenze dell'impero. La loro opera vide la luce il 15 febbraio 438.
Nello stesso anno Teodosio II inviò il codice a Valentiniano III (imperatore d'occidente) come regalo di nozze. Ci si aspettava che Valentiniano III emanasse una pragmatica sanctio per l'entrata in vigore del codice, ma non fu cosi; egli si servì di un certo Fausto (prefetto d'Italia) il quale deteneva una copia del codice e la lesse al Senato affiche fosse approvata. Il Senato romano la accolse per acclamazione della seduta, ed il codice entrò in vigore il primo giorno dell'anno 439, in tutto il territorio imperiale.
Il Codice teodosiano fu un evento epocale, dato che prima della pubblicazione del codice vi erano presenti solo il codice di Ermogeniano e di Gregoriano, che ben si distinguono dal Codice teodosiano dato che erano scritti da privati e che probabilmente servivano ai funzionari imperiali per meglio amministrare la giustizia, mentre il Codice teodosiano fu scritto da un imperatore e come tale reso vigente in virtù di una novella.
[modifica] Composizione dell'opera
Il Codice teodosiano è composto da 16 libri, ciascuno diviso in titoli, ed ogni titolo è distinto da una rubrica che ne indica l'argomento.
Le costituzioni imperiali inserite nella raccolta sono disposte cronologicamente. Ciascuna di esse reca l'inscriptio, con il nome dell'imperatore emanante e il destinatario, e la subscriptio, con il luogo e la data di emanazione.
L'edizione di riferimento per il Codice teodosiano è la Mommsen-Meyer, Theodosiani libri XVI cum constitutionibus Sirmondianis et leges Novellae ad Theodosianum pertinentes, 1971
[modifica] Collegamenti esterni
- Il codice teodosiano
- Ed. Mommsen, Meyer & Krueger The Roman Law Library