Power pop
| Power pop | |
|---|---|
| Origini stilistiche | Beat Pop rock Hard rock Garage Rock Surf rock Rock & roll |
| Origini culturali | Origina nei primi anni settanta negli Stati Uniti e Regno Unito[1]. |
| Strumenti tipici | chitarra basso batteria tastiere |
| Popolarità | Raggiunse l'apice del successo commerciale durante la seconda metà degli anni settanta, per poi diventare principalmente un fenomeno undeground fino ai giorni nostri[1]. |
| Generi derivati | |
| Pop punk - Indie rock - Indie pop - Pop punk - Pop metal - Britpop | |
| Generi correlati | |
| Beat - Pop rock - Hard rock - Garage Rock - Surf rock - Rock & roll - Punk rock - Post-punk - New Wave - Alternative rock - Indie rock | |
| Categorie correlate | |
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Il power pop è un sottogenere del pop rock, che si caratterizza per l'utilizzo di melodie semplici ed essenziali ispirate ai gruppi anni '60, combinate con riff di chitarra abbastanza potenti e da una struttura ritmica tipiche dell'hard rock[1]. Gli assoli di chitarra non sono molto comuni e le modalità delle canzoni tendono ad essere minime.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini del genere
Il power pop è il punto di incontro tra l'hard rock dei the Who e le melodie dei Beatles e Beach Boys, spesso con l'introduzioni di chitarre squillanti tipiche dei the Byrds[1]. Il termine power pop venne utilizzato per la prima volta nel 1967 da Pete Townshend, chitarrista dei The Who, per definire la musica del proprio gruppo, che è spesso citato come un predecessore del genere insieme ad altri gruppi come The Beatles, The Byrds, The Beach Boys, The Hollies, The Zombies o The Easybeats.
I the Who, inspirati dal melodicismo dei The Beatles e dai potenti groove ritmici del R&B americano, pubblicarono diverse canzoni nella loro prima fase mod della carriera (1965-1966) - I Can't Explain, The Kids Are Alright, Substitute, I'm a Boy, Happy Jack, So Sad About Us, e nel 1967, Pictures of Lily - che possono essere considerati veri e proprii precursori del power pop. Questi singoli vedono l'aggressività ritmica di Keith Moon e i distintivi power chord di Pete Townshend, uniti a forti melodie ed armonie euforiche.
I Beatles presero ispirazione dai singoli contemporanei dei The Who e pubblicarono canzoni abrasive, ma molto melodiche, come Paperback Writer e Day Tripper nella metà degli anni 60. Tuttavia, quattro anni prima la coniazione del termine "power pop", i Beatles stavano già registrando delle hit influenti che sarebbero poi state retroattivamente classificate come power pop, tra cui From Me to You, She Loves You, I Want to Hold Your Hand, e Can't Buy Me Love.
[modifica] Primi anni 70: i gruppi fondamentali
Si ritiene che il power-pop emerse nei primi anni 70 con il disco di debutto dei Badfinger, dove la band reinterpretò il sound dei primi Beatles e delle prime produzioni di Paul McCartney. Anche se non ha ottenuto un alto impatto commerciale, è stato un elemento chiave per lo sviluppo del genere.[2]
I the Raspberries furono il primo gruppo ad essere classificato sotto il genere power pop dalla rivista Rolling Stone. La loro musica, che ottenne un grande successo negli Stati Uniti, combinava il suono dei gruppi degli anni sessanta con forti chitarre elettriche[3].
Un altro gruppo essenziale furono i Big Star, che si ispirarono alla freschezza delle migliori band pop del decennio precedente diventando un gruppo di culto, che influenzò molte band che seguirono[4]. Altri importanti artisti durante questo periodo sono stati Todd Rundgren, Blue Ash, The Records o Dwight Twilley.
[modifica] Il successo commerciale
Benché diverse band dei primi anni settanta - tra cui appunto the Raspberries, Big Star, e Badfinger - avessero stabilito il sound tipico del power pop, il genere non si affermò definitivamente fino ai tardi anni del decennio[1]. Gran parte di questi gruppi presero ispirazione dai the Raspberries (che furono l'unico gruppo power-pop della loro epoca a pubblicare delle hit), o basarono le proprie sonorità direttamente sui vecchi gruppi della corrente British Invasion[1]. Ciò che accomunava tutte queste band era la loro ammirazione per i classici singoli pop da tre minuti. Le band power-pop iniziarono ad emergere in contemporanea con il periodo di esplosione del punk rock (seconda metà dei settanta), così vennero notati assieme ai gruppi new wave grazie ai loro brani brevi e orecchiabili che trovarono affinità con il successivo post-punk[1]. Oltre alle band precedentemente citate, i Cheap Trick, the Knack, the Romantics, e Dwight Twilley ottennero il maggior successo con delle hit, ma the Shoes, the Records, the Nerves, e 20/20, assieme a molti altri, divennero tra i favoriti tra gli appassionati[1].
Altri gruppi anche nel punk rock o nel Mod revival come The Jam, Secret Affair, The Chords, Buzzcocks, The Undertones, The Lambrettas, Rezillos, The Rich Kids, PVC2, The Zones, The Vapors o The Jags potevano essere classificati come power pop. Così come alcuni artisti new wave tra cui Nick Lowe, Elvis Costello & The Attactions, XTC, Squeeze, Joe Jackson.
[modifica] Anni 80: il declino e l'underground
Durante i primi anni ottanta, il power pop iniziò il suo declino, e molti degli esponenti del movimento annunciarono lo scioglimento. Tuttavia, nei tardi anni della decade, una nuova generazione di gruppi power pop iniziò a formarsi. Queste nuove band, principalmente influenzate dai Big Star, mescolarono i power pop tradizionale con la sensibilità e le sonorità dell'alternative rock; nel processo, gruppi come i Teenage Fanclub, Material Issue, e the Posies divennero tra i favoriti da pubblico e critica. Mentre queste band cominciarono ad ottenere visibilità nel circuito, molti dei primi gruppi power-popiniziarono ad incidere nuovo materiale e diffonderlo tramite etichette indipendenti[1].
[modifica] Il power pop contemporaneo
Nei primi anni novanta, la serie di compliation chiamata Yellow Pills raccoglieva sia materiale delle vecchie band riformate, sia di nuovi artisti che si presentarono in pieno stile classico. Durante la prima metà dei novanta, questo gruppo di band trovò un seguito all'interno di un pubblico dedicato negli Stati Uniti[1].
Dalla fine degli anni'90, la nuova generazione di Power pop ha inoltre ricevuto influenze di generi dell'alternative rock come Noise Pop o Grunge. Questo è stato il caso dei Teenage Fanclub, The Posies, Matthew Sweet, Redd Kross, Gigolo Aunts o Fountains of Wayne. Altri gruppi legati al genere e che hanno ottenuto un notevole successo durante gli anni 90 sono stati Lemonheads e Weezer.
I tratti del power pop sono dimostrati da band nordamericane come Fountains Of Wayne, New Pornographers, Jimmy Eat World e The All-American Rejects, e da band pop punk come Blink-182, Simple Plan, Bowling for Soup and Good Charlotte. L'influenza del genere si può facilmente notare nei moderni gruppi Britannici come Silver Sun, the A Sides[5], the Futureheads, Maxïmo Park, Farrah, The Feeling, Razorlight, e Babyshambles.
[modifica] Alcuni artisti power pop[1]
- 20/20
- Avril Lavigne
- Badfinger
- Big Star
- Cheap Trick
- Following Friday
- The dB's
- The Flamin' Groovies
- Nick Lowe
- The Plimsouls
- Radio Days
- The Raspberries
- The Records
- The Romantics
- Todd Rundgren
- Shoes
- Dwight Twilley
- Chris Bell
- Blue Ash
- Eddie & the Hot Rods
- Flashcubes
- Game Theory
- Bram Tchaikovsky
- Marvelous 3
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g h i j k allmusic.com - Power pop
- ^ Badfinger. Biografía, discografia y letras - Aloha PopRock
- ^ Raspberries, The. Biografia, discografia y letras - Aloha PopRock
- ^ Big Star. Biografía, discografia y letras - Aloha PopRock
- ^ The A-Sides: Power-Pop Gets Positively Cheerful : NPR Music
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