William-Adolphe Bouguereau

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
William-Adolphe Bouguereau
Autoritratto, 1886

William-Adolphe Bouguereau (La Rochelle, 30 novembre 1825La Rochelle, 19 agosto 1905) è stato un pittore accademico francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

William Bouguereau[1] proveniva da una modesta famiglia di antiche origini inglesi e di confessione cattolica.

Suo padre Théodore e sua madre, Marguérite Bonnin, commercianti di vino e olio di Bordeaux, prevedevano che William si inserisse nell'azienda di famiglia, ma lo zio paterno Eugenio, prete cattolico, li convinse a far fare al ragazzo anche gli studi superiori e lo introdusse alla letteratura francese, alla Bibbia, nonché all'amore per la Natura. Apprese anche i rudimenti del disegno con il pittore Louis Sage, un ex-alunno di Ingres, presso la Scuola di Pons.

In seguito, visto il talento che il giovane dimostrava sin da piccolo, il padre accettò che egli intraprendesse la carriera artistica. William venne così iscritto alla "Scuola comunale di disegno e pittura" di Bordeaux, dove apprese i primi elementi dell'arte.

Per guadagnarsi qualcosa, William disegnava etichette per barattoli di marmellate e conserve di frutta[2].

A ventun anni (1846) Bouguereau si trasferì a Parigi per seguire i corsi della "Scuola di Belle arti" e, grazie ad una presentazione di J. P. Allaux, entrò nell'atelier di François-Édouard Picot. Per perfezionarsi nel disegno del corpo umano assistette a lezioni di anatomia, studiò archeologia e usi e costumi storici. Né tralasciò la letteratura classica (Ovidio e Virgilio) e la mitologia greca, i cui temi ed episodi avrebbero ispirato assai frequentemente i suoi lavori.

Solo due anni dopo il suo arrivo a Parigi tentò il concorso per il Prix de Rome con il quadro "San Pietro, dopo la sua liberazione dal carcere, viene a trovare i fedeli a casa di Maria", ed ottenne, assieme a Gustave Boulanger, il secondo premio.

Ritentò nel 1850 e vinse il primo premio con la tela "Zenobia ritrovata dai pastori sulle rive dell'Araxa"[2].

Stato d'animo notturno

Andò quindi a Roma, ospite di Villa Medici, ma vi rimase solo un anno. Durante questo periodo però, Bouguereau si impegnò a fondo negli studi della pittura rinascimentale italiana (il suo artista prediletto fu Raffaello) e delle opere dell'antichità greca, etrusca e romana[3].

Il libro delle favole

Tornato a Parigi iniziò la sua fortunata e contrastata carriera di pittore accademico, che egli portò avanti con estremo rigore e coerenza stilistica, senza alcun cedimento, mentre attorno a lui venivano agitandosi i primi fermenti dell'innovazione impressionista. Nel 1856 sposò Marie-Nelly Monchablon, dalla quale ebbe cinque figli. Dopo pochi anni, diffondendosi il suo nome anche in Inghilterra, egli poté allestire un ampio studio nel quartiere di Montparnasse (1860).

Ma fu solo nel 1866 che Bouguereau consolidò la sua fama e la sua carriera: il celebre mercante d'arte Paul Durand-Ruel decise infatti di occuparsi di lui e della promozione delle sue opere. Questo sodalizio diede ampi frutti, poiché le vendite dei suoi quadri si moltiplicarono grazie ai collezionisti privati, ma soprattutto per la diffusione ed il successo delle sue opere negli Stati Uniti, dove Durand-Ruel aveva una galleria e dove Bouguereau conobbe un successo straordinario. Ne fu prova l'occasione della sua prima retrospettiva organizzata per l'Expo di Parigi nel 1878, quando la Commissione organizzatrice riuscì a mettere assieme solo 12 tele di Bouguereau, poiché il resto si trovava oltre oceano[4].

Bouguereau dovette all'America non solo gran parte della sua fortuna e della sua fama, oltre che numerosissimi premi e riconoscimenti[5], ma, in particolare, le maggiori iniziative per la sua "riscoperta" negli ultimi anni del 1900. Egli stesso, per diffondere la conoscenza delle sue opere in Francia, firmò un contratto con l'editore Goupil per la vendita delle riproduzioni dei suoi quadri sotto forma di incisioni.

Nel 1875 Bouguereau fu chiamato ad insegnare pittura all'Académie Julian. L'anno seguente fu eletto membro a vita dell'"Accademia di Belle arti". A questi riconoscimenti però seguirono per lui anni molto tristi.

Nel 1877, infatti, egli perse la moglie e due figli, e questo grave lutto rallentò per diverso tempo la sua attività e ne condizionò l'ispirazione.

Nel 1885 venne eletto presidente della Fondazione Taylor, incarico che ricoprì finché visse. Lo stesso anno gli fu assegnata la Medaglia d'Onore del Salon de Paris e fu nominato Commendatore della Legion d'Onore.

Nel 1888 assunse la presidenza della "Scuola di belle arti" di Parigi e contestualmente quella dell'Académie Julian. Da quell'anno in poi le sue opere, indipendentemente dal soggetto, furono regolarmente esposte ogni anno al Salon per tutto il resto della sua carriera. In quel periodo, inoltre, egli si dedicò anche a grandi lavori decorativi, fra i quali spiccano il palazzo Bortholoni ed il soffitto del Teatro Grande di Bordeaux.

All'età di 71 anni, nel 1896, Bouguereau si risposò con una sua fedele allieva americana che gli era stata accanto per molto tempo, Elizabeth Jane Gardner, di dodici anni più giovane. Costei, già seguace e imitatrice del Maestro, ebbe un ruolo determinante nel promuovere l'accesso delle donne, pittrici e artiste in genere, in diverse istituzioni artistiche francesi.

Nel 1905, la casa e lo studio parigino di Bouguereau furono svaligiati e devastati dai ladri. Egli, a 79 anni, riparò allora sulla costa atlantica, a La Rochelle, sua città natale. Qualche mese dopo, però, una crisi cardiaca ne concluse improvvisamente l'esistenza.

Il granchio
La piccola magliaia, 1882
Studiando l'uccellino, 1869

L'arte di Bouguereau[modifica | modifica sorgente]

Di William Bouguereau sono catalogate 826 opere, ma certamente egli ne realizzò altre di cui non sono note l'identità e la dislocazione[6].

Le opere a soggetto mitologico, prevalentemente greco, sono molte e ripropongono temi già interpretati nel Rinascimento e nel periodo neo-classico; quei periodi, cioè, che maggiormente hanno influenzato l'arte di Bouguereau. Lo stesso può dirsi per i soggetti allegorici. Il suo repertorio comprendeva inoltre numerose scene bucoliche, idilliache e campestri, e in molti suoi quadri egli sviluppò anche il tema dell'infanzia e della famiglia.

Ma considerando le tematiche di Bouguereau nel loro complesso, ciò che appare evidente è la sua predilezione per l'immagine femminile. In questa costante inclinazione egli può essere affiancato ai grandi "pittori delle donne", come Henri Gervex, Alexandre Cabanel o Jean-Léon Gérôme e, come per costoro, il suo nome resta legato alla rappresentazione e all'interpretazione classico-allegorica del nudo accademico, laddove il corpo idealizzato della donna si disvela per mano e per ispirazione dell'artista, esaltato sempre dalla perfezione delle forme e dalla perfetta armonia dinamica delle pose.

Assai indicative, in tal senso, appaiono opere come "Flora e Zefiro", "Umori notturni", "La nascita di Venere" e "Il ritorno della Primavera", quadri assai sensuali dai quali, fra l'altro, traspare la sottile ma indubbia influenza di Ingres. In altri casi, come ad esempio le numerose "bagnanti", le pose e le forme si fanno più realistiche, perdono classicità ed aulicità, ma acquistano un sapore umano, quasi verista, che le rende estranee al mondo ideale dell'accademismo.

Ma è proprio con queste ultime opere che spesso, perdendo l'afflato allegorico o neoclassico sia per gli atteggiamenti che per i contesti, i nudi di Bouguereau ottennero i maggiori successi e, al tempo stesso, le critiche più frequenti e severe. La pennellata e la tessitura pittorica di Bouguereau, liscia e minuziosa, ed il trattamento quasi scultoreo (o marmoreo) delle superfici dei corpi, attirò su di lui l'avversione della critica, e in particolare di coloro che vedevano nella radicale innovazione impressionista il nuovo e ineludibile cammino della pittura[2].

Joris Karl Huysmans disse, dei nudi di Bouguereau, che «...non si tratta neanche più di [superfici] porcellanate, bensì leccate e flaccide ». E Edgar Degas inventò persino il verbo "bougueroter", per indicare ironicamente lo sfumare ed il lisciare la resa plastica dei nudi. Ma se la pittura di Bouguereau fu rifiutata dalla critica, ciò non fu solo per il suo accademismo. Egli infatti, dalla sua autorevole posizione, forse altera ma certamente intransigente, non accettò mai, anzi avversò la svolta impressionista e post-impressionista e la criticò duramente, a cominciare dalla nascita del Salon des refusès. Per i critici d'arte questo fu considerato come un palese atto di guerra. Ma Bouguereau dichiarò:

« Io accetto e rispetto ogni scuola di pittura che abbia alla base un sincero studio della natura, la ricerca della verità e della bellezza. Così per i mistici, gli impressionisti, i puntinisti, etc., [ma] io non vedo le cose allo stesso modo in cui le vedono loro. Questa è la sola ragione per cui io non mi lego a loro»

Dopo il periodo di lutto (1877) e gli anni che seguirono Bouguereau si dedicò anche a temi religiosi, abbandonando i sogni idilliaci dell'antichità che tanto aveva inseguito e trattato negli anni precedenti. Affiorarono allora nelle sue tele le atmosfere dell'arte bizantina e della religiosità rinascimentale, mentre la sua ispirazione si accostò, anche se con cautela, ai temi e alle composizioni del movimento preraffaellita: del 1887 è infatti "Mater afflictorum" e del 1900 la "Regina angelorum". Di questo periodo è anche la decorazione della cattedrale de La Rochelle e delle chiese parigine di Santa Clotilde, di Saint Augustin e di Saint-Vincent de Paul.

Fu questa forse la logica fase creativa di un uomo ormai anziano che si volse a contenuti di una sempre più vissuta spiritualità, nella quale la sua educazione cattolica riprese significato e vigore.

Bouguereau dopo Bouguereau[modifica | modifica sorgente]

Pochi anni dopo la sua scomparsa e sino alla metà del 1900 la fama di Bouguereau e l'apprezzamento per la sua arte scemarono rapidamente, e, già nei primi lustri dopo la sua morte, il nome stesso di Bouguereau disparve dalle enciclopedie generaliste, così come dall'insegnamento della Storia dell'Arte, nel quale se egli fu menzionato lo fu soltanto per indicare un esempio da non seguire[7].

Del resto, non appena l'influenza dell'esaltazione modernista si diffuse nella Critica d'arte al punto di divenire il pensiero "ufficiale"[8], tutta l'arte accademica cadde nel discredito. Fu condannata, svalutata[9] e messa all'indice[10] proprio da quell'infatuazione modernista che credeva solo ai nuovi orizzonti dell'avanguardia[11]. L'accademismo fu oggetto di scherno[12] [collegamento interrotto], spesso basato su citazioni di Émile Zola o di Huysmans, e venne infangato da affermazioni diffamanti[13] [collegamento interrotto].

Si rimproverò a Bouguereau la sua partecipazione alle giurie dei Salon ufficiali della fine del 1800, che si opponevano all'ammissione di opere appartenenti a movimenti moderni. Emblematica fu l'espressione di Paul Cézanne quando soprannominò il Salon de Paris il "Salon di Bouguereau"[14].

Ma, a partire dal 1950, Salvador Dalì manifestò la sua ammirazione per l'opera di Bouguereau opponendolo a Picasso ed aprendo la porta alla rivalutazione del pittore francese. Nel libro "I cornuti della vecchia arte moderna"[15] Dalì scrisse:

« Picasso, che ha paura di tutto, fabbricava cose laide per paura di Bouguereau. Ma lui, a differenza di altri, le faceva apposta, cornificando così certi critici ditirambici che pretendevano di "ritrovare la bellezza"[16] »

Dopo la retrospettiva dedicata a Bouguereau organizzata al Petit Palais nel 1984, la considerazione per l'opera di Bouguereau aumentò progressivamente, sullo sfondo delle controversie fra sostenitori e detrattori di una rivalutazione dell'arte accademica. Con tutto ciò, all'apertura del Museo d'Orsay nel 1986, l'esposizione di quadri accademici venne ancora severamente bocciata dalla maggioranza dei critici[17].

Nel 2001 Fred Ross, presidente dell'Art Renewal Center, che sosteneva la riabilitazione di Bouguereau, fustigò senza mezzi termini quella critica che egli stimava essere una forma evidente di "propaganda" del modernismo, poiché secondo lui aveva condotto al « sistema di pensiero più oppressivo e restrittivo di tutta la Storia dell'Arte[senza fonte] »[18].

Ross fece anche pubblicare un catalogo ragionato delle opere di Bouguereau redatto da Damien Bartoli. Nel 2006-2007 ebbe luogo una mostra dedicata a Bouguereau ed ai suoi allievi e seguaci americani nel Philbrook Museum of Art[19]. L'elevata quotazione dei quadri testimoniò un forte ritorno di interesse da parte dei collezionisti[20] e del gusto del pubblico per le tele di Bouguereau esposte nei musei americani ed europei[21]. Il dilemma sulla validità artistica dell'accademismo era ed è ancora attuale.

Alcune opere[modifica | modifica sorgente]

La Nascita di Venere, (1879)
Il ritorno della primavera, (1886)
  • 1848 - Uguaglianza davanti alla morte
  • 1850 - Dante e Virgilio
  • 1851 - Amore Fraterno
  • 1856 - La Danza
  • 1859 - Il giorno dei morti
  • 1862 - Baccante che gioca con una capra
  • 1865 - Famiglia indigente
  • 1866 - La Primavera
  • 1866 - Prime Carezze
  • 1867 - L'arte e la Letteratura
  • 1867 - Sola al mondo
  • 1869 - La sorella maggiore
  • 1869 - La piccola maglierista
  • 1869 - La magliaia
  • 1870 - Bagnante
  • 1873 - Ninfe e Satiro
  • 1874 - Omero e la sua guida
  • 1875 - Dopo il bagno
  • 1875 - Sulla sponda del ruscello
  • 1878 - La Carità
  • 1878 - Un'anima in Cielo
  • 1879 - La nascita di Venere
  • 1880 - Giovanetta che si difende da Eros
  • 1880 - Flagellazione di Nostro Signore Gesù Cristo
  • 1881 - Eos (l'aurora)
  • 1882 - Il Crepuscolo
  • 1882 - Umori notturni
  • 1882 - Le raccoglitrici di nocciole
  • 1884 - Abito da campagna
  • 1884 - Biblis
  • 1885 - La pastorella
  • 1886 - Il ritorno della primavera
  • 1886 - Bambino al bagno
  • 1888 - Il primo lutto
  • 1889 - La pastorella
  • 1889 - I sussurri dell'amore
  • 1890 - La "bohemienne"
  • 1890 - Amore e Psiche bambini
  • 1890 - I piccoli mendicanti
  • 1891 - Il lavoro interrotto
  • 1891 - La guardiana di oche
  • 1893 - Innocenza
  • 1894 - Studio per una testa
  • 1895 - Ragazza
  • 1896 - L'onda
  • 1897 - L'ammirazione
  • 1897 - Compassione
  • 1898 - Ispirazione
  • 1898 - L'assalto
  • 1900 - La Vergine con gli angeli
  • 1900 - Idillio infantile
  • 1901 - Sogno di primavera
  • 1902 - Le Oreadi
  • 1902 - Giovane sacerdotessa
  • 1904 - L'Oceanide
  • N.D. - La battaglia fra Centauri e Lapiti

Note[modifica | modifica sorgente]

Dante e Virgilio nell'inferno
  1. ^ Nelle firme dei suoi quadri il nome Adolphe non compare mai
  2. ^ a b c Fronia E.Wissman,1996, op. cit., p.
  3. ^ Gail Andrews, Birmingham Museum of Art: Guide to collection. Giles Ltd, Londra, 2011 - ISBN 978-1904832775
  4. ^ James Harding,1980, op. cit., p.
  5. ^ Grace Glueck, To Bouguereau, Art Was Stricrly "The Beautiful". The New York Times, 27 gennaio 2013
  6. ^ Fred Ross. William Bouguereau: Genius Reclaimed. Art Renewal, 27 gennaio 2013
  7. ^ Mark Roth, Gifted artist? Bouguereau's work controversial more a century after his death. Pittsburgh Post-Gazette, 2007.
  8. ^ Corinne Robins, The Pluralist Era American Art: 1968-1981, Edizioni Harper & Row, 1984.
  9. ^ Academic American Encyclopedia
  10. ^ Michael Kimmelman, Forgiving the popular painting, 1989
  11. ^ Tim Barringer, Rethinking Delaroche/Recovering Leighton, 2001
  12. ^ Lisa Small [collegamento interrotto]
  13. ^ Damien Bartoli [collegamento interrotto]
  14. ^ [1]
  15. ^ Grasset et Fasquelle, 1956
  16. ^ Salvador DALI:Les cocus du vieil art moderne
  17. ^ Michael Kimmelman, Forgiving the popular painting, 1989 - Andrea Kupfer Schneider, Creating the Musée d'Orsay, Penn State Press, 1998
  18. ^ [2] pagina web nn correlata[non chiaro]
  19. ^ In the Studios of Paris: William Bouguereau & His American Students
  20. ^ Carly Berwick, Who Is Buying All Those Bouguereau? New York The sun, 2005
  21. ^ Sarah Hall, director of Curatorial Affairs for the Frick Art & Historical Center [3]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Fronia E.Wissman, Bouguereau, San Francisco,, Pomegranate Communications Inc,us, 1996, p. 128, ISBN 0876545827.
  • Devenir peintre au XIXe: Baudry, Bouguereau, Lepneveu, mostra del Museo comunale de La Roche-sur-Yon, 13 ottobre 2007 - 5 gennaio 2008. Edizioni Fage.
  • (FR) James Harding, Les peintres pompiers : la peinture académique en France de 1830 a 1880, Parigi, Flammarion, 1980, ISBN non esistente, OCLC 299995530.
  • Cécile Ritzenthaler, L'école des beaux-arts du XIXe siècle. Edizioni Mayer, 1987
  • (EN) Art Pompier: Anti-Impressionism. New York, The Emily Lowe Gallery, Hofstra University, 1974
  • (EN) Robert et H.W. Jason Rosenblums, 19th Century Art. Ediz. Harry N. Abrams, New York, 1984
  • Albert Boime, Art Pompier: Anti-Impressionism, New York, Hofstra University Press, 1974.
  • Albert Boime, The Academy and French Painting in the Nineteenth Century, New Haven, Yale University Press, 1986, ISBN 978-0300037326.
  • Aleska Celebonovic, Peinture kitsch ou réalisme bourgeois, l'art pompier dans le monde, Parigi, Seghers, 1974.
  • (EN) Louise D'Argencourt, The Other Nineteenth Century, First, Ottawa, National Gallery of Canada, 1978, ISBN non esistente, OCLC 5567322.
  • Louise D'Argencourt e Mark Steven Walker, William Bouguereau 1925–1905, Montreal, Montreal Museum of Fine Arts, 1984.
  • Michael Gibson, Bouguereau's 'Photo-Idealism' in International Herald Tribune, 1984.
  • Grace Glueck, To Bouguereau, Art Was Strictly 'The Beautiful' in The New York Times, 6 gennaio 1985. URL consultato il 27 gennaio 2013.
  • Robert Isaacson, William Adolphe Bouguereau, New York, New York Cultural Center, 1974.
  • Louis-Marie Lécharny, L'Art-Pompier, Parigi, Presses Universitaires de France, 1998, ISBN 978-2130493419.
  • Cécile Ritzenthaler, L'école des beaux art du XIXe siècle, Parigi, Editions Mayer, 1987, ISBN 978-2852990029.
  • Robert Rosenblum e H.W. Janson, 19th Century Art, Second, New York, Pearson, 2004, ISBN 978-0131895621.
  • John Russell, Art: Cultural Center Honors Bouguereau in The New York Times, 23 dicembre 1974.
  • The Bouguereau Market in The Arte newsletter, 6 gennaio 1981.

Monografie[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Fronia E. Wissman, Bouguereau. Edizioni Pomegranate Communications, 1996.
  • (EN) James F. Peck, In the Studios of Paris : William Bouguereau & His American Students. Edizioni Philbrook Museum of Art, 2006

Cataloghi[modifica | modifica sorgente]

  • R. Jullian, Œuvres italiennes de Bouguereau, aprile-giugno 1948. Edizione "Association des Amis du Musée de Lyon", 1948.
  • (EN) Mario Amaya, Robert Isaacson, William Adolphe Bouguereau, Edizione New York Cultural Center, New York, 1974
  • (EN) Louise d'Argencourt et Mark Steven Walker, William Bouguereau. Edizione The Montreal Museum of Fine Arts, Montreal, Canada, 1984
  • (EN) William Adolphe Bouguereau, L'Art Pompier. Edizione Borghi & Co., New York, 1991

Articoli[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Allievi[modifica | modifica sorgente]

Elenco incompleto.

I nudi di Bouguereau[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Controllo di autorità VIAF: 41966603 LCCN: n85059001