Louis-Joseph-Raphaël Collin

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Nudo

Jules-Joseph-Raphaël Collin (Parigi, 17 giugno 1850Brionne, 1916) è stato un pittore francese, vicino al movimento simbolista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raphaël Collin studiò inizialmente alla Scuola di San Luigi, poi si spostò a Verdun ed ebbe come compagno di studi Jules Bastien-Lepage con cui strinse una lunga amicizia. Tornato a Parigi, divenne allievo di William Bouguereau. Cambiò poi maestro, preferendo l'atelier di Alexandre Cabanel presso il quale ritrovò l'amico Lepage, Fernand Cormon, Aimé Morot e Jean-Joseph Benjamin-Constant. Nel 1873 espose per la prima volta al Salon, dove, negli anni seguenti, ricevette numerosi premi e riconoscimenti.
Dal 1872 al 1889 collaborò con Théodore Deck alla realizzazione di maioliche decorative.
Fra i suoi lavori di pittura decorativa spiccano i soffitti del piccolo "foyer" del Teatro dell'Odéon[1] e di quello del Théâtre national de l'Opéra-Comique.
Collin fu comunque un pittore di genere, di ritratti e di nudi, di composizioni decorative e di semplici illustrazioni. Il movimento simbolista non lo influenzò più che tanto, e comunque solo formalmente: al di là dei soggetti e dei modi tipici di tale corrente pittorica traspare sempre dalle sue opere una forte caratterizzazione personale, aliena dai languori dei simbolisti[2].

Fu un appassionato collezionista di terre cotte antiche, di manufatti in grès e di vasellame orientale; la sua collezione di ceramiche giapponesi per la cerimonia del tè fu acquistata, un anno dopo la sua morte, dal Museo di Belle arti di Lione.

Allievi[modifica | modifica wikitesto]

Opere presenti in collezioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

  • "Ritratto di M.lle Rossolin", Museo d'arte di Tolone,(1889).

Testi illustrati[modifica | modifica wikitesto]

  • Longus, "Daphnis et Chloé", H. Launette et G. Boudet, Paris, 1890.
  • Pierre Louÿs, "Chansons de Bilitis", Parigi, Ferroud, 1906.
  • Pierre Louÿs, "Aphrodite", incisioni di Ernest Florian, Parigi, Ferroud, 1909.

Riconoscimenti e titoli[modifica | modifica wikitesto]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fu ricoperto di vernice nera nel 1967, ma restaurato nel 2005
  2. ^ René Huyghe, "L'art et l'homme", Vol. III - Librairies Larousse, 1960.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Dictionnaire des illustrateurs, 1890-1945. Diretto da Marcus Osterwalder. Edizioni "Ides et Calendes", 1992.
  • Art at the new Gallery London 1897, 4 illustrazioni Internet Archive

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