Le cronache di Narnia

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Le cronache di Narnia (The Chronicles of Narnia) è una serie di sette romanzi fantasy per ragazzi scritti da C. S. Lewis.

Presentano le avventure di un gruppo di bambini che giocano un ruolo centrale nella storia del reame di Narnia, dove gli animali parlano, la magia è comune ed il bene è in lotta con il male. Oltre ai numerosi temi cristiani, la serie prende in prestito anche personaggi e le idee della mitologia greca e romana, come pure dai racconti tradizionali britannici e dalle fiabe irlandesi. I libri sono famosi anche per le illustrazioni di Pauline Baynes.

Indice

[modifica] Ordine dei libri, ordine di pubblicazione e cronologia interna

I libri nell'ordine di pubblicazione sono:

  1. 1950 Il leone, la strega e l'armadio (The Lion, the Witch, and the Wardrobe)
  2. 1951 Il principe Caspian (Prince Caspian)
  3. 1952 Il viaggio del veliero (The Voyage of the Dawn Treader)
  4. 1953 La sedia d'argento (The Silver Chair)
  5. 1954 Il cavallo e il ragazzo (The Horse and His Boy)
  6. 1955 Il nipote del mago (The Magician's Nephew)
  7. 1956 L'ultima battaglia (The Last Battle)

Il primo editore americano Macmillan numerò i libri e li pubblicò nell'ordine di pubblicazione originale. Quando HarperCollins ottenne la serie rinumerò i libri usando l'ordine cronologico interno, come suggerito dal figlio adottivo di Lewis, Douglas Gresham.

  1. Il nipote del mago
  2. Il leone, la strega e l'armadio
  3. Il cavallo e il ragazzo
  4. Il principe Caspian
  5. Il viaggio del veliero
  6. La sedia d'argento
  7. L'ultima battaglia

Gresham citando la risposta di Lewis ad una lettera del 1957 di un fan americano, che aveva discusso con sua madre riguardo quest'ordine:

« Penso di essere d'accordo con il vostro ordine (cioè quello cronologico) per leggere i libri più che con quello di vostra madre. La serie non è stata pianificata fin dall'inizio come lei pensa. Quando scrissi 'Il Leone..', non sapevo che ne avrei scritto ancora. Quindi scrissi il 'Principe Caspian' come seguito ed ancora non pensavo che ne avrei scritti altri, e quando completai 'Il viaggio del veliero' ero sicuro che sarebbe stato l'ultimo. Ma scoprii che mi sbagliavo. Quindi forse non importa in che ordine qualcuno li legge. Non sono neanche sicuro che gli altri sono stati scritti nello stesso ordine nel quale sono stati pubblicati »

Nonostante ciò il riordino dei libri ha adirato molti appassionati, che apprezzavano l'ordine originale che introduceva parti importanti dell'universo di Narnia nelle prime parti della serie e li spiegava nei prequel, in particolare nella storia della creazione Il nipote del mago. Altre motivazioni per l'ordine di pubblicazione includono il fatto che Il Principe Caspian è sottotitolato "Il Ritorno a Narnia" e che i seguenti frammenti del testo del Il leone, la strega e l'armadio supportino l'ipotesi che questo sia il primo libro della serie:

  • «Nessuno dei bambini conosceva chi era Aslan, non più di quanto non lo conoscete voi.»
  • «Questa è la fine dell'avventura del guardaroba. Ma se il Professore aveva ragione, era solo l'inizio delle avventure di Narnia.»

[modifica] Edizione italiana

L'edizione italiana pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore ha seguito l'ordine cronologico della HarperCollins, pubblicando le Cronache di Narnia in tre volumi:

  • 1992 Le Cronache di Narnia [Volume Primo] contenente Il nipote del mago, Il leone, la strega e l'armadio e Il cavallo e il ragazzo
  • 1993 Le Cronache di Narnia [Volume Secondo] contenente Il principe Caspian e Il viaggio del veliero
  • 1993 Le Cronache di Narnia [Volume Terzo] contenente La sedia d'argento e L'ultima battaglia
  • 2005 Le Cronache di Narnia contenente l'intera opera.

[modifica] Allegoria

Sebbene i libri contengano allusioni alle idee cristiane, una lettura allegorica di questi libri potrebbe risultare confusionaria e riduttiva. Lewis, convertitosi da adulto al cristianesimo, incorporò concetti teologici cristiani nelle storie per renderli comprensibili ai bambini. In questo Lewis ebbe successo: Le Cronache di Narnia sono diventate una lettura favorita per bambini ed adulti. La teologia è stata ben incorporata, i libri non sono per niente pesanti e possono essere letti per il loro contenuto di idee colorite, avventura e mitologia.

Lewis stesso sostenne che non sono allegoriche, ma "supposizionali", più simili a qualcosa che ora chiameremmo storia alternativa.

Una delle pubblicazioni accademiche di Lewis fu The Allegory of Love (1936), circa le allegorie medievali dell'amor cortese. Di conseguenza egli si attiene ad una stretta definizione di "allegoria", quando scrive ad un giovane fan:

« Io non mi sono detto 'Rappresentiamo Gesù come Egli è realmente nel nostro mondo come un Leone in Narnia'; mi sono detto "Supponiamo che ci sia una terra come Narnia e che il Figlio di Dio diventi in questa un Leone, come è diventato un Uomo nel nostro mondo, e quindi immaginiamo cosa succede"[senza fonte]»

In un'altra lettera afferma chiaramente:

« Se Aslan rappresentasse la Divinità immateriale nella stessa maniera in cui Giant Despair rappresenta la disperazione egli sarebbe una figura allegorica. Comunque in realtà egli è un'invenzione che dà una risposta immaginaria alla domanda, ‘Come potrebbe essere Cristo, se ci fosse un mondo come Narnia ed Egli scegliesse di incarnarsi e morire e risorgere nuovamente in quel mondo come Egli ha effettivamente fatto nel nostro?’ Questo non è per niente allegorico[senza fonte]»

Lewis inoltre sfata il mito che egli avesse originariamente composto le storie per lo scopo di dimostrare i principi cristiani:

« Alcune persone paiono pensare che io ho iniziato a chiedermi se io dovessi dire qualcosa sulla cristianità ai bambini; quindi avendo deciso di usare una storia fatata come strumento, aver iniziato a raccogliere informazioni sulla psicologia dei bambini ed avessi deciso per quale fascia d'età scrivere; infine avessi scritto una lista di verità fondamentali cristiane e composto delle "allegorie" per rappresentarle. Queste sono sciocchezze. Non potrei scrivere in questa maniera. È cominciato tutto con delle immagini: l'immagine di un fauno, un fauno che porta un ombrello, una regina su una slitta, un magnifico leone. All'inizio non c'era nulla di cristiano in essi: questo elemento si inserì successivamente di suo proprio accordo[senza fonte] »

Lewis in un suo libro che parlava sui tre modi per scrivere ai bambini disse anche che un giorno un suo amico che era padre riferendosi alla scena in cui Edmund mangiò i dolcetti della strega (scena del libro Il leone, la strega e l'armadio) disse: "Capisco perché hai inserito quella scena, per compiacere gli adulti bisogna inserire delle scene di sesso ma trattandosi di bambini, è ovvio mettere qualcosa da cui sono attratti loro quindi i dolcetti"[senza fonte].

Non è da escludere, infine, la derivazione di alcuni simboli dal ricco apparato iconografico dell'alchimia e della filosofia ermetica (cfr. S. B. Brocchi, "Il Sacrificio del Leone, dalla Psicologia del Profondo alle Cronache di Narnia").

[modifica] Radici latine

Narnia è il nome latino della città italiana di Narni, situata nella Provincia di Terni e così chiamata dal 299 a.C. Il nome di Narnia era conosciuto a Lewis fin dall'infanzia, infatti nel suo atlante latino era sottolineata nella cartina d'Italia la città di Narnia ora chiamata Narni. La formazione di assistente universitario ad Oxford e professore a Cambridge aveva portato Lewis a leggere e studiare a fondo i classici della letteratura. Tra questi non potevano mancare i grandi poeti latini che in gioventù, e successivamente per tutto il corso della propria vita, influenzarono molto le sue opere.

Jack (come Lewis amava farsi chiamare), studiando assieme al suo precettore Kirkpatrick, si dedicò talmente a tale tipo di letture che lo stesso insegnante ebbe a riferire al padre del giovane allievo: «Ha letto più classici di qualunque altro ragazzo io abbia mai seguito... e - potrei aggiungere - di cui [io stesso] abbia mai sentito parlare"; ed ancora: "È uno scolaro che non ha altri interessi se non la lettura e lo studio...».

La conoscenza del latino da parte di Lewis era talmente vasta da poter tenere correntemente delle discussioni e delle corrispondenze in lingua latina, come avvenne per lungo tempo. La sua corrispondenza - appunto in latino - con don Calabria iniziò alla fine del 1947 per protrarsi poi fino alla morte dello stesso don Calabria, avvenuta alla fine del 1954.

Tale rapporto epistolare in lingua latina è stato tradotto in italiano e lo si può trovare nel libro: Una gioia insolita (a cura di Luciano Squizzato; prefazione di Walter Hooper; edizioni Jaca Book, 1995).

Lewis aveva letto tra il 1910 ed il 1920 (quindi ad una età compresa tra i 12 e i 22 anni) molti scrittori latini, da cui attinse probabilmente almeno sette riferimenti alla Narnia romana in Italia. Quattro citazioni sono state infatti identificate nelle Historiae di Livio (10:10, 27:9,27:50 e 29:15), altre negli Annali di Tacito (3:9) e in scritti di Plinio il Vecchio (evidenti nelle sue Storie Naturali accenni riguardo al clima particolare di Narnia (che diventa secco durante la stagione delle piogge). Infine, Plinio il Giovane, nelle sue lettere alla suocera Pompea Celerina, menziona l'eccellenza degli alloggi della sua villa presso Narnia, e specialmente i suoi stupendi bagni.

A proposito di questi riferimenti, Lewis menziona esplicitamente Plinio il Giovane in una lettera ad Arthur Greeves (circostanza citata da Paul Ford in Companion to Narnia).

Quindi il nome Narnia dato ai libri fantastici di Lewis era sicuramente noto a Jack che sapeva che Narnia (oggi chiamata Narni) era una città italiana posta sulla via Flaminia ed estremo baluardo posto alla difesa di Roma.

Questo fatto è ulteriormente avvalorato da uno dei maggiori biografi di Lewis, cioè da Walter Hooper, che - oltre ad essere in possesso di una cartina d'Italia su cui Lewis aveva studiato e sottolineato i percorsi delle strade consolari che da Roma portavano al nord - dice espressamente che questa cartina gli è stata data personalmente dallo scrittore; lo stesso Lewis disse a Hopper, dandogli tale documento, che da tale fonte aveva tratto il nome della magica terra di Narnia. Tale mappa risulta essere stata tratta dall'atlante Murrey's Small Classical Atlas pubblicato nel 1904.

[modifica] Influenze geografiche

Pare che Lewis abbia basato la sua descrizione di Narnia sulla geografia e sugli scenari delle Mourne Mountains della Contea di Down nella sua nativa Irlanda. Bisogna comunque ricordare che molto probabilmente "Narnia" potrebbe derivare da Narni, città italiana in cui soggiornò l'autore (il suo antico nome latino è proprio Narnia), il cui simbolo è un grifone, e nel cui territorio sono dislocati molti elementi legati ai suoi scritti, come: un grosso leone di pietra e un'antica pietra sacrificale.

[modifica] Adattamenti

[modifica] Televisione

Le Cronache di Narnia sono state trasformate in una serie televisiva di successo della BBC nel 1988-1990. Solo Il leone, la strega e l'armadio, Il principe Caspian, Il viaggio del veliero e La sedia d'argento furono filmati.

[modifica] Cinema

Nel 2005, dopo anni di attese e rinvii, Walden Media e Walt Disney Pictures hanno realizzato una versione cinematografica de Il leone, la strega e l'armadio intitolata Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio. Le riprese del film, sotto la direzione di Andrew Adamson, sono state effettuate principalmente in Nuova Zelanda ed in parte nella Repubblica Ceca. All'adattamento della sceneggiatura hanno preso parte Ann Peacock, Christopher Markus, Stephen McFeely e lo stesso regista. Le musiche sono state curate da Harry Gregson-Williams, gli effetti speciali sono stati realizzati dalla Industrial Light and Magic di George Lucas.

Seguendo lo stesso ordine col quale C. S. Lewis ha scritto i libri, nel 2008 è stato realizzato Le cronache di Narnia: il principe Caspian, secondo capitolo della saga, ancora diretto da Adamson e nelle sale dal 16 maggio 2008 in America, dal 14 agosto dello stesso anno in Italia.

Le riprese del film Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero (da tempo in pre-produzione) cominceranno a fine anno in Messico, la maggior parte delle scene sarà girato in un enorme set acquatico (come nel film Titanic).

[modifica] Influenze su altri lavori

La serie di romanzi inglesi di Philip Pullman Queste oscure materie (His Dark Materials) è stata considerata una "risposta" alle Cronache di Narnia. Queste oscure materie favorisce la scienza e la ragione sopra alla religione, rifiutando completamente i temi della teologia cristiana che permeano la serie di Narnia, ma ha molti degli stessi argomenti, soggetti e tipi di personaggi (animali parlanti inclusi) delle Cronache di Narnia.

L'autrice J. K. Rowling ha espresso il suo apprezzamento ed ispirazione per i libri di Narnia. Elementi del mondo fantastico creato da Lewis possono essere ritrovati nel mondo di Harry Potter creato dalla Rowling, particolarmente per quanto riguarda le creature magiche.

La serie di fumetti The Sandman scritta da Neil Gaiman, nel suo ciclo di storie intitola Il gioco della vita (A Game of You) - 5° Volume della serie pubblicato, In Italia, dalla Magic Press -, rappresenta una valle fantasy stile Narnia che può essere visitata dal mondo reale.

Tolkien definì molte volte Narnia come una specie di caos primordiale, esprimendo stupore per il fatto che il suo amico e collega Lewis non avesse perfezionato i nomi delle dinastie e dei re e, in generale, operato al fine di rendere coerente la mitologia di Narnia.

Il videogioco Simon the Sorcerer II: il leone, il mago e l'armadio della serie Simon the Sorcerer si rifece palesemente al più famoso libro della saga.

[modifica] Controversie

Sessualità e misoginia;

C. S. Lewis e Le Cronache di Narnia hanno ricevuto parecchie critiche nel corso degli anni, specialmente da altri autori. Le accuse di sessismo prendono spunto dalla descrizione di Susan Pevensie in "L`Ultima battaglia" dove Lewis, parlando di Susan, dice che lei "non è più un' amica di Narnia" e che è ora solo interessata" in null`altro che rossetti, calze di nylon e inviti".

J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter, ha dichiarato:

"Arriva un punto in cui Susan, la più vecchia delle ragazze, perde il contatto con Narnia perché comincia ad interessarsi ai rossetti. È diventata irreligiosa fondamentalmente perché ha scoperto il sesso, e questo mi crea un grande problema." (Grossman 2005)

Philip Pullman, autore ateo della trilogia "Queste oscure materie", è un tale oppositore di Lewis da essere stato nominato "l`anti Lewis", ha descritto le storie come "monumentalmente misogine".(Ezard 2002) La sua interpretazione del passaggio di Susan è la seguente:

"Susan, come Cenerentola, sta passando un momento di transizione tra una fase della sua vita e l`altra, e Lewis non approva ciò. Le donne non gli sono mai piaciute, almeno nel momento della sua vita in cui scrisse le Cronache di Narnia. Era spaventato dell`atto della crescita." (Pullman 1998)

Ma tra tutti, Andrew Rilstone, editore, si oppone a questo punto di vista, opponendo che la citazione su "rossetti, calze e inviti" è usata fuori dal suo contesto. In realtà in 'L`Ultima Battaglia" Susan è esclusa da Narnia esplicitamente perché non ci crede più. Alla fine della storia Susan è però ancora viva e può riunirsi alla sua famiglia. Inoltre la maturità di Susan è posta sotto una luce positiva durante "Il cavallo e il ragazzo". Perché, chiedono i sostenitori di Lewis, più tardi avrebbe usato questa caratteristica come un mezzo di esclusione per Narnia? I sostenitori di Lewis citano inoltre i ruoli positivi delle donne nella serie, tra cui il ruolo di Jill Pole ne "La Sedia d`Argento", Aravis Tarkheena in "Il cavallo e il suo ragazzo", Polly Plummer in "Il nipote del mago", e particolarmente Lucy Pevensie in "Il leone, la strega e l`armadio". Jacobs dice che Lucy è la più ammirabile tra tutti i personaggi della serie, e che generalmente le ragazze escono sotto una luce più positiva dei ragazzi durante le storie. (Anderson 2005), (Rilstone 2005), (Jacobs 2005), (Bowman 2003).

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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