Epimeteo (mitologia)

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Epimeteo e Pandora, interpretazione erotica di Agostino Carracci

Epimeteo ("colui che riflette in ritardo") è una figura della mitologia greca, figlio del titano Giapeto e della ninfa Oceanina Climene, fratello di Prometeo, Atlante e Menezio.

Pur appartenendo ai ribelli Titani, Prometeo si schierò dalla parte di Zeus, inducendo a fare altrettanto anche il fratello Epimeteo. Quando riceve da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da distribuire saggiamente fra tutti gli esseri viventi, Epimeteo, senza pensarci troppo, cominciò a distribuire le qualità agli animali ma si dimenticò degli uomini.

Zeus ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, la prima del genere umano, Pandora, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi. Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò. Zeus, più indignato che mai per l'affronto subìto prima dall'uno poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il Titano e tutti gli uomini che egli difendeva. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, con lacci d'acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso col corpo impalato da una colonna. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia. Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa si rivelò tanto bella quanto stolta, perché sventatamente e per pura curiosità aprì un vaso che Epimeteo teneva gelosamente custodito, nel quale Prometeo aveva chiuso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.

Secondo alcune versioni del mito sarebbe stato proprio Epimeteo ad aprire il celebre vaso che conteneva tutti i mali, anche se, secondo Esiodo, sarebbe stata la stessa Pandora.

Ebbe una figlia, di nome Pirra, che divenne sposa di Deucalione.

Nella cultura moderna[modifica | modifica sorgente]

Carl Spitteler scrisse nel 1881 "Prometheus und Epimetheus", poema in "prosa aulicamente arcaicizzante", in cui esalta il "titanismo etico" (Treccani). Carl Schmitt, nel suo Ex captivitate salus parla di sé come di un Epimeteo cristiano[1]. Ivan Illich ha dedicato un capitolo di Descolarizzare la società al «Ritorno dell'uomo epimeteico».

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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