Titanomachia

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La caduta dei Titani di Peter Paul Rubens

Nella mitologia greca viene detta titanomachia la lotta condotta da Zeus e i suoi fratelli contro i Titani. Nella titanomachia si affrontarono due fazioni, quella capitanata da Zeus, che vedeva tutti gli dei dell'Olimpo più i Ciclopi e gli Ecatonchiri (giganti dalle cento braccia), in guerra contro la fazione, appunto, dei Titani guidati da Crono. La Titanomachia durò 10 anni, in cui le lotte tra i due schieramenti si susseguirono di continuo.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

La titanomachia è oggetto della narrazione di svariati poemi ciclici, tra cui la Teogonia di Esiodo e il poema perduto Titanomachia, attribuito a Eumelo di Corinto. Secondo la tradizione, furono proprio gli Ecatonchiri e i Ciclopi a dare una svolta alla guerra. Infatti essa durava da 10 "grandi anni" e si era giunti a uno stallo. Gea allora rivelò agli dei un segreto per conseguire la vittoria: liberare i Ciclopi e andare a prendere i giganti Centimani Briareo, Cotto e Gige e convincerli a unirsi alla battaglia. Zeus seguì il consiglio di Gea: liberò i Ciclopi che per gratitudine gli fabbricarono delle nuove armi da usare contro i Titani, le folgori. Rifocillò gli Ecatonchiri con nettare e ambrosia e li invitò a lottare al suo fianco, per riconoscenza, contro i Titani. Cotto diede la sua parola per tutti e tre. La guerra riprese con gli dei schierati in cima al monte Olimpo e i Titani sulla cima dell'Otri. Ma i nuovi combattenti avevano cento mani ciascuno, con le quali presero cento pietre e le scagliarono contro i Titani. Con tale pioggia di pietre e con l'aiuto delle nuove armi donate dai Ciclopi, i Titani furono sconfitti, in seguito incatenati e fatti precipitare nel Tartaro. Gli stessi Ecatonchiri furono messi a guardia dei Titani, chiusi in una fortezza sigillata con delle porte di metallo create da Poseidone.

Schieramenti[modifica | modifica sorgente]

Dalla parte di Zeus[modifica | modifica sorgente]

  1. Olimpi
    1. Poseidone
    2. Era
    3. Ade
    4. Estia
    5. Demetra
  2. Ecatonchiri
    1. Cotto
    2. Gige
    3. Briareo
  3. Ciclopi
    1. Bronte
    2. Sterope
    3. Arge
  4. Titani
    1. Prometeo
    2. Epimeteo
    3. Cratos
    4. Bia
    5. Zelo
    6. Pallante
    7. Astreo
    8. Perse
  5. Titanidi
    1. Rea
    2. Asteria
    3. Leto
    4. Mnemosine
    5. Dione
    6. Temi
    7. Teti
    8. Febe (?)
    9. Teia
  6. Oceanine
    1. Stige
    2. Meti
    3. Nike

Dalla parte di Crono[modifica | modifica sorgente]

  1. Titani
    1. Giapeto
    2. Iperione
    3. Crio
    4. Ceo
    5. Oceano
    6. Campe
    7. Atlante
    8. Menezio

Esegesi[modifica | modifica sorgente]

Secondo Tallo, uno storico del primo secolo citato da Taziano nel suo Oratio ad Graecos (scritto dopo il 165 d.C.), la vittoria di Zeus e dei suoi alleati Centimani contro i Titani si verificò trecentoventidue anni prima della guerra di Troia, cioè circa verso il 1500 a.C., una data accettabile per l'espansione ellenica in Tessaglia.

Ade, Poseidone e Zeus, i fratelli che congiurarono contro il padre e vinsero i Titani, potrebbero rappresentare, in un'esegesi di stampo storico, le tre successive invasioni elleniche, comunemente note come ionica, eolica e achea.

Le stirpi ioniche furono però assorbite dalla cultura greca (o pelasgica; comunque popolazioni pre-elleniche) e divennero discendenti di Io. Simile sorte capitò agli Eoli: Eolo divenne il titano re dei venti.
I greci pre ellenici furono però sopraffatti dagli Achei e definitivamente dai Dori, che da alcuni non sono considerati stirpe ellenica.

La storia di Atlante il titano che regge il cielo in una terra a occidente può significare che alcune popolazioni mantennero la religione titanica anche dopo l'avvento acheo.

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