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Ecatonchiri

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Gli Ecatonchiri (in greco antico Ἑκατόγχειρες hecatòncheires, "che hanno cento mani") o Centimani[1] sono figure della mitologia greca.

Erano figli di Urano (il cielo) e di Gaia (la terra), che venne fecondata dalla pioggia che Urano fece cadere dal cielo.

I giganti furono tre, di nome Cotto, Briareo e Gige. Ognuno di loro aveva cento braccia e cinquanta teste che sputavano fuoco.

Il padre, che temeva la loro forza, li gettò nel Tartaro, ovvero la parte più remota ed oscura degli inferi, assieme ai Ciclopi, loro fratelli, controllati dal terribile mostro Campe (servitrice di Crono, re dei Titani). Da qui furono liberati da Zeus per combattere i Titani ribelli, altri figli di Urano e Gea.

Dopo la rivolta degli Olimpi, guidati da Zeus, e la loro vittoria sui Titani, gli Ecatonchiri vennero posti da Zeus a guardia del Tartaro (o delle isole britanniche, secondo alcuni) dove furono incarcerati i Titani.

In seguito si ribellarono anch'essi a Zeus, come racconta la Gigantomachia, ma non riuscirono a sopraffare gli Olimpi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accentazione: Ecatonchìri (Hecatonchīres in latino), Centìmani (Centimăni in latino)

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