Ino

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Leucotea, di Jean Jules Allasseur, facciata sud del Cour Carrée al palazzo del Louvre, Parigi.

Ino nella mitologia greca, era figlia di Cadmo e di Armonia.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Ino fu la seconda moglie di Atamante. Dalla loro unione nacquero Learco e Melicerte. Atamante aveva avuto da Nefele altri due figli, Frisso ed Elle, che Ino odiava e di cui voleva liberarsi. Convinse allora le donne del paese a mettere nel forno i semi di grano conservati per la semina successiva, facendo in modo che quando vennero seminati, non fiorirono, gettando il paese nella carestia. Atamante inviò i suoi messaggeri all'oracolo di Delfi per chiedere cosa avrebbe dovuto fare per risolvere la situazione, ma Ino li pagò perché gli riferissero che doveva sacrificare Frisso sull'altare di Zeus. Atamante fu costretto ad acconsentire, ma Frisso ed Elle, chiedendo aiuto alla loro madre Nefele, fuggirono in groppa ad un ariete dal vello d'oro che ella aveva inviato loro.

Dopo la morte della sorella Semele, madre di Dioniso, Ino persuase Atamante ad allevare il piccolo dio, nato dall'unione della sorella di Ino con Zeus. Era, per vendicarsi del tradimento fece impazzire Atamante: questi, incontrando la moglie con i figli, li scambiò per dei cervi e li assalì, uccidendo Learco gettandolo contro uno scoglio e lanciando Melicerte in mare. Ino, per cercare di salvare almeno quest'ultimo, si gettò a sua volta in mare, e per volere di Afrodite (madre di Armonia e quindi nonna di Ino) i due vennero trasformati in divinità marine protettrici dei marinai: Leucotea, la «dea bianca» o la «dea del cielo coperto di neve», e Palemone.

Ino, con Circe, è la protagonista del dialogo " le streghe " dell'opera Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese

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