Driadi

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La Driade di Evelyn De Morgan

Le driadi (o adriade) e le amadriadi sono figure della mitologia greca. In origine le driadi erano propriamente le ninfe delle querce, come rivela il loro nome (dryas, quercia). Le driadi erano ninfe che vivevano nei boschi e ne incarnavano la forza e il rigoglio vegetativo. A differenza delle amadriadi, non facevano corpo con gli alberi, né morivano con essi, ma potevano muoversi liberamente, danzare e unirsi anche con semplici mortali. Venivano raffigurate come belle e giovani donne, con la parte inferiore della persona terminante in una sorta di arabesco che imitava un tronco d'albero. La parte superiore evidenziava invece una certa bellezza e solarità.


In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

« Uscite da' vostri alberi, o pietose Amadriadi, sollicite conservatrici di quelli, e parate un poco mente al fiero supplicio che le mie mani testé mi apparecchiano. E voi, o Driadi, formosissime donzelle de le alte selve, le quali non una volta ma mille hanno i nostri pastori a prima sera vedute in cerchio danzare all'ombra de le fredde noci, con li capelli biondissimi e lunghi pendenti dietro le bianche spalle, fate, vi prego, se non sète insieme con la mia poco stabile fortuna mutate, che la mia morte fra queste ombre non si taccia, ma sempre si estenda più di giorno in giorno ne li futuri secoli, acciò che quel tempo il quale da la vita si manca, a la fama si supplisca. »
(Iacopo Sannazaro, Arcadia)
« lo spirito silenzioso che abita nella penombra dei boschi e che si avventura non visto tra i campi aperti, gli era apparso improvvisamente come una driade »
(Oscar Wilde, Il Ritratto di Dorian Gray)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A Milano, intorno al 1885, nel Parco di divertimenti Tivoli a Porta Tenaglia, si potevano ammirare, per 10 centesimi di lira, le "Adriade viventi dell'Equatore" (probabilmente ragazze deformi sfruttate dai proprietari come scherzi di natura, confidando nell'ignoranza della popolazione dell'epoca)[1].
  • Nel Terzo movimento della sua Terza Sinfonia, il compositore tedesco Joachim Raff descrive le Driadi mentre danzano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Castellaneta, Storia di Milano, pg. 96

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Karl Kerenyi, Die Mythologie der Griechen, 1963, (trad. it. Gli dei e gli eroi della Grecia), Milano, Mondadori, 1989
  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

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