Elanus axillaris

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Nibbio bianco australiano
Black-shouldered Kite Sandy Hollow.jpg
Elanus axillaris
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Ordine Accipitriformes
Famiglia Accipitridae
Genere Elanus
Specie E. axillaris
Nomenclatura binomiale
Elanus axillaris
(Latham, 1802)

Il nibbio bianco australiano (Elanus axillaris Latham, 1802), detto anche nibbio dalle spalle nere, è un uccello della famiglia Accipitridae, diffuso negli ambienti aperti di tutta l'Australia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Elanus axillaris in volo.

Il nibbio bianco australiano è lungo dai 35 ai 38 centimetri ed è dotato di un'apertura alare di 80-95 centimetri. Gli adulti sono di un grigio pallido, con testa e parti inferiori bianche. Il bordo di attacco della parte interna dell'ala è nero. Quando se ne sta appollaiato, questa caratteristica dona aò nibbio bianco australiano le sue caratteristiche spalle nere. Gli occhi sono rossi, con una "virgola" nera che si estende dietro di essi. La coda è quadrata e, come per tutti gli uccelli, il corpo è affusolato e dalla forma aerodinamica. Il becco è corto e la metà superiore è affilata e a forma di uncino. Le narici e la base del becco sono giallastri, mentre quest'ultimo è nero. Le zampe sono anch'esse gialle e i piedi posseggono tre dita rivolte in avanti e un dito rivolto all'indietro.[2] I due sessi sono simili, con le femmine un poco più grandi dei maschi, anche se possono essere oltre il 15% più pesanti.[3]

Il disegno degli esemplari giovani è simile a quello degli adulti, ma con una sfumatura brunastra sulla testa e sulla parte superiore del petto, mentre il dorso e le ali sono giallognole o marroni con prominenti punte bianche. Gli occhi dei giovani sono marroni.[3]

Il nibbio bianco australiano è molto simile al nibbio scritto (E. scriptus) ma, a differenza di quest'ultimo, presenta una macchia nera sopra e dietro gli occhi, il capo è bianco anziché grigio, e le parti inferiori, visibili chiaramente durante il volo, sono completamente bianche tranne che per le caratteristiche macchie nere sulle spalle e le estremità delle ali più scure.[4]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Black-shouldered Kite.jpg

Anche se segnalato in quasi tutte le parti dell'Australia, questi uccelli sono più comuni nei territori relativamente più fertili del sud-est e sud-ovest del continente, oltre che nella parte sud-orientale del Queensland. Sono rari nelle zone desertiche e sono solo visitatori occasionali nella Tasmania settentrionale e nelle isole dello Stretto di Torres. Poiché questa specie ha un raggio di diffusione molto ampio e la popolazione è in crescita, è stato classificato come a "Rischio minimo" (Least Concern) nella Lista rossa IUCN delle specie in pericolo.[1] Si avvistano raramente nelle isole dello Stretto di Bass e nel nord della Tasmania, ma nel continente australiano essi appaiono più o meno dovunque ci siano piogge in abbondanza e acqua corrente, mentre in altre zone sono meno comuni.[3] Nell'Australia sudoccidentale questa specie di nibbio è attualmente il rapace più comunemente avvistato.[5]

Sono uccelli stanziali, oppure si spostano seguendo le risorse di cibo. Il loro numero è suscettibile al variare del clima e cresce o diminuisce in seguito al protrarsi dei periodi di siccità o di inondazione. In alcuni periodi perticolarmente favorevoli si può assistere ad un'esplosione demografia in seguito ad un parallelo aumento del numero dei roditori di cui questi animali si nutrono. La maggiore distanza percorsa da un nibbio inanellato è di 1000 chilometri, dal sud dell'Australia fino alla punta orientale del Nuovo Galles del Sud.

Sebbene si possano avvistare anche nelle foreste, questi uccelli sono più comuni nelle praterie. Preferiscono infatti vasti spazi aperti con gruppi sparsi di alberi. Nelle aree urbane si osservano ai bordi delle città, di preferenza su terreni incolti. Cacciano inoltre lungo le dune costiere, le paludi asciutte o i terreni agricoli.[3] Tuttavia è più probabile avvistare questi rapaci impegnati nella caccia lungo il ciglio della strada in zone erbose e aperte.[2]

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Un adulto in caccia su un posatoio.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Il nibbio bianco australiano solitamente caccia da solo o in coppia, sebbene dove il cibo è abbondante si possa riunire in gruppi familiari od essere liberamente gregario nei periodi di massima abbondanza. Il gruppo più esteso mai registrato durante un'invasione di topi era composto da settanta uccelli.[3] Durante i periodi di riposo, quando stanno appollaiati sugli alberi, si riuniscono in gruppo come le altre specie di Elanus.[5]

Quando il cibo non è abbondante possono diventare territoriali. L'abitudine di agitare la coda in modo persistente e ripetuto è considerato una manifestazione di territorialità.[3] Sono stati osservati dei nibbi bianchi australiani impegnati in combattimenti ai margini del proprio areale.[6]

Voce[modifica | modifica sorgente]

I nibbi bianchi australiani sono generalmente silenziosi, tranne durante la stagione riproduttiva, quando i loro richiami, sebbene deboli, possono essere persistenti.[3] Il loro richiamo principale è costituito da una serie di fischi chiari e limpidi mentre sono in volo o durante gli spostamenti, oppure emettono un rauco sibilo quando sono appollaiati.[3] Questi versi possono essere confusi con quelli del gabbiano australiano.[7] Un corto fischio costituisce il richiamo principale tra le coppie, mentre un richiamo più duro e raschiante è utilizzato dai giovani e dalle femmine, le quali chiamano i loro piccoli con un lento e profondo gracidio simile a quello di una rana.[8]

Un certo numero di richiami differenti è stato registrato negli esemplari in cattività.[9] Versi aspri erano emessi quando l'uccello era spaventato o agitato, brevi fischietti erano invece usati in momenti generici, spesso monotoni, mentre corti schiocchi erano usati quando un uomo si avvicinava alla recinzione.[9]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Tipico volo durante la caccia.

I nibbi bianchi australiani vivono quasi esclusivamente di topi e si sono specializzati nella caccia ai topi domestici, spesso spostandosi alla ricerca di esplosioni demografiche di questo roditore nelle aree rurali dell'Australia.[10] Cacciano anche altre creature di piccola taglia quando possibile, come cavallette, ratti, piccoli rettili, uccelli e anche (molto raramente) conigli, ma i topi e altri mammiferi di taglia simile costituiscono il 90% della loro dieta. La loro influenza sulla popolazione dei topi è probabilmente significante: gli adulti mangiano due o tre topi ciascuno ogni giorno se possono,[10] e circa un centinaio di topi l'anno.[8] In una occasione un adulto è stato visto portare al nido di pulcini già in fase di crescita avanzata non meno di 14 topi nel giro di un'ora.[11] In occasione di un altro studio una femmina di nibbio bianco australiano è stata vista trasportare un piccolo coniglio al nido, un carico piuttosto pesante per un uccello così piccolo.[12]

Come altri uccelli simili, il nibbio bianco australiano caccia cercando piccoli animali nelle praterie appollaiato su un ramo, ma più spesso pattuglia la zona di caccia librandosi a mezz'aria.[3] Quando caccia, si posiziona quasi verticalmente, con la testa rivolta controvento.[12] A differenza del gheppio australiano, il nibbio bianco australiano non compie alcun movimento laterale, nemmeno con vento forte.[12] Uno studio effettuato su una coppia ha mostrato che il maschio caccia le proprie prede in aria per l'82% del tempo.[11] Tipicamente, un nibbio in caccia si libra a 10-12 metri sopra un punto particolare, guardando verso il basso con attenzione a volte per pochi secondi, ma spesso per un minuto o più, per poi scivolare rapidamente verso un nuovo punto strategico.[13] Quando caccia da un posatoio, un ramo sporgente di un albero morto è spesso il punto di osservazione preferito. Come altri nibbi del genere Elanus, il nibbio bianco australiano afferra i rami verticali con le zampe da entrambi i lati, una zampa sopra l'altra e la prima rivolta perpendicolarmente, così da assicurarsi una presa sicura su rami relativamente piccoli.[8] Sebbene la tecnica di librarsi a mezz'aria sia preferita durante la caccia, alcuni esemplari sono stati visti osservare il suolo da un posatoio in un punto strategico per più di un'ora.[8]

Una volta avvistata la preda, il nibbio piomba in silenzio su di essa, stringendo il malcapitato con gli artigli. Circa il 75% degli attacchi ha successo.[11] Le prede possono essere mangiate in volo o trasportate al posatoio. Questi uccelli hanno un punto favorito dove mangiare, sotto il quale si accumulano mucchi di rifiuti.[13]

I nibbi bianchi australiani sono animali diurni, e preferiscono cacciare durante il giorno, in particolare nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. A volte cacciano in coppia. I loro orari di caccia, al di fuori del periodo riproduttivo e dei periodi di abbondanza, sono caratterizzati da picchi durante le ore crepuscolari, forse corrispondenti alle attività dei topi.[13]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Un adulto con la sua preda.
Un giovane con macchie brunastre.

Il rituale di corteggiamento aereo comprende alti voli circolari con il maschio che si esibisce in movimenti esagerati comunemente definiti "volo a farfalla".[14] I maschi si avvicinano alle femmine e danno loro da mangiare in volo. Le femmine afferrano il cibo direttamente dagli artigli del maschio volando capovolte. I maschi possono chiudere gli artigli e volare a spirale verso il basso in una versione ritualizzata dei combattimenti per il territorio, per poi riprendere il volo rettilineo poco prima di toccare terra.[15] Tutto il rituale di corteggiamento è accompagnato da una serie di richiami costanti.

I nibbi bianchi australiani formano coppie monogame. La stagione riproduttiva va solitamente da agosto a gennaio, ma può variare a seconda della momentanea disponibilità di cibo,[3] e alcune coppie si riproducono due volte se la stagione è favorevole.[16] Entrambi i partner sono coinvolti nella costruzione del nido, che è generalmente una coppa poco profonda, formata da bastoni, posizionata tra le foglie vicino alla cima degli alberi. Per la sua costruzione occorrono circa due settimane.[8] Il nido è largo circa 38 centimetri subito dopo il completamento, ma può crescere fino a 78 centimetri per una profondità di 58 centimetri a seguito dell'uso ripetuto. Il nido è foderato con foglie verdi e pelo infeltrito, anche se sono stati segnalati rivestimenti fatti di erba e sterco di mucca.[3] Di solito è collocato su di un albero isolato in aperta campagna ad un'altezza dal suolo che può variare dai 5 ai 20 metri o anche più. Alcuni nibbi sono stati osservati riutilizzare vecchi nidi di gazza australiana o di corvi.[17]

Le femmine sono quelle che si prendono maggiormente cura del nido e delle uova, anche se i maschi si occupano in misura minore della cova.[11] La covata consiste di tre o quattro uova bianche con chiazze marrone rossicce più marcate sull'estremità più larga, di forma ovale affusolata che misurano 40 millimetri di lunghezza e 30 millimetri di larghezza.[17] La femmina cova le uova per trenta giorni, al termine dei quali nascono dei pulcini totalmente dipendenti dai genitori. Per le prime due settimane la femmina si prende cura dei nuovi nati costantemente, sia di giorno che di notte. La femmina smette di cacciare per almeno tre settimane dopo la schiusa, ma attira il maschio al nido con dei richiami e quest'ultimo solitamente risponde portando del cibo. La femmina nutre i pulcini con piccoli brandelli di carne strappati dalle prede portate dal maschio. Dopo le prime due settimane i pulcini possono mangiare anche un topo intero.[12] Le prime penne nere cominciano a spuntare sul bordo della ali dei pulcini circa quindici giorni dopo la nascita e in cinque settimane sono pronti per volare.[2]. Una settimana circa dopo aver lasciato il nido, i nuovi nati sono in grado di procurarsi il cibo da soli.[8]

Una volta diventati autosufficienti i pulcini si disperdono, allontanandosi anche di 1.000 chilometri dal nido.[16]

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

L'occupazione europea dell'Australia ha, nel complesso, beneficiato a questi animali grazie ai vasti terreni lavorati e irrigati per la coltivazione del grano ed il relativo stoccaggio dei cereali nei magazzini che ha creato le condizioni adatte alla proliferazione dei roditori.[2] Secondo lo studioso di rapaci Dr. Stephen Debus, il nibbio bianco australiano non ha sofferto dell'utilizzo massiccio di sostanze tossiche come il DDT, sebbene egli creda che avvelenamenti secondari possano essere derivati dall'utilizzo di topicidi o di altri pesticidi utilizzati per combattere le invasioni di locuste.[5] Le popolazioni presenti in aree pesantemente sfruttate per la pastorizia sono in diminuzione poiché il bestiame compatta il suolo e non permette il diffondersi dei topi.[2]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Il nibbio bianco australiano fu descritto per la prima volta dall'ornitologo inglese John Latham nel 1802. Il suo nome specifico deriva dal latino axilla che significa spalla. Un tempo E. axillaris e E. leucurus erano considerati sottospecie di E. caeruleus. Queste tre specie di nibbio hanno un colore e una taglia simili, ma oggi sono considerate specie distine.

Recentemente alcuni studiosi che hanno analizzato il DNA di questi animali hanno proposto di classificari i nibbi appartenenti al genere Elanus in una famiglia separata (Elanidae).[18] Uno studio genetico del 2004 ha rilevato che queste specie si sono separate dalle aquile e dai falchi comuni prima del falco pescatore, che è stato classificato in una famiglia separata.[19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Elanus axillaris in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c d e (EN) Birds Australia, Australian Museum, Black-shouldered Kite in Birds in Backyards.
  3. ^ a b c d e f g h i j k (EN) J. Ferguson-Lees, D. A Christie, Raptors of the World, Christopher Helm, 2001, ISBN 0-7136-8026-1.
  4. ^ (EN) M. Morcombe, Field Guide to Australian Birds, Steve Parish Publishing, 2000, ISBN 1-876282-10-X.
  5. ^ a b c (EN) Elanus axillaris in Global Raptor Information Network.
  6. ^ (EN) M. Whitt, Grappling in Black-shouldered Kites in Western Birds, vol. 23, nº 2, Western Field Ornithologists, 1992, pp. 81–83.
  7. ^ (EN) P. Wade, Every Australian Bird Illustrated, Rigby, 1977, ISBN 0-7270-0009-8.
  8. ^ a b c d e f (EN) D. Hollands, Eagles, Hawks and Falcons of Australia, Thomas Nelson, 1984, ISBN 0-17-006411-5.
  9. ^ a b (EN) M. A. Jurisevic, Comparison of Vocalisations of Australian Falcons and Elanine Kites in Emu, vol. 98, nº 1, Royal Australasian Ornithologists Union, 1998, pp. 1-12.
  10. ^ a b (EN) A. R. E. Sinclair, P. D. Olsen, T. D. Redhead, Can Predators Regulate Small Mammal Populations? Evidence from House Mouse Outbreaks in Australia in Oikos, vol. 59, nº 3, Blackwell Publishing on behalf of Nordic Society Oikos, 1990, pp. 382–392.
  11. ^ a b c d (EN) S. J. S. Debus, et al., Foraging, Breeding Behaviour and Diet of a Family of Black-shouldered Kites Elanus axillaris near Tamworth, New South Wales in Australian Field Ornithology, vol. 23, nº 3, 2006, pp. 130–143.
  12. ^ a b c d (EN) J. Cupper, L. Cupper, Hawks in Focus : A Study of Australia's Birds of Prey, Jaclin Enterprises, 1981, ISBN 0-9593975-0-7.
  13. ^ a b c (EN) F. T. Morris, Birds of Prey of Australia, Lansdowne Press, 1976, pp. 78–79, ISBN 0-7018-1001-7.
  14. ^ (EN) M. Chan, Black-shouldered Kites at play in Bird Ecology Study Group.
  15. ^ (EN) L. K. Curtis, P. Rowland, Australian Kites in Wildlife Australia Magazine, pp. 40–41.
  16. ^ a b (EN) S. Debus, The birds of prey of Australia: a field guide, Oxford University Press, 1998, ISBN 0-19-550624-3.
  17. ^ a b (EN) G. Beruldsen, Australian Birds: Their Nests and Eggs, 2003, ISBN 0-646-42798-9.
  18. ^ (EN) S. Debus, Australian Raptors: The Big Picture in Boobook, vol. 22, nº 1, The Australian Raptor Association, pp. 4–5.
  19. ^ (EN) M. Wink, H. Sauer-Gürth, Phylogenetic relationships in diurnal raptors based on nucleotide sequences of mitochondrial and nuclear marker genes in Raptors Worldwide, WWGBP, 2004, pp. 483–498.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Elanus axillaris in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
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