Corona (copricapo)

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Due corone dei gioielli reali di Danimarca risalenti al XVII secolo
Corona del principe Carlo di Norvegia, raffigurazione di Johannes Flintoe.

La corona è un copricapo cerimoniale utilizzato in particolare dai monarchi. Il termine deriva dal greco κορονή (leggi koroné) e dal latino corona, col significato di "oggetto che circonda" (sottinteso "la testa").

Caratteristiche e funzioni della corona[modifica | modifica sorgente]

La corona è di per sé è un copricapo di forma circolare, aperto sulla sommità oppure chiuso, che con la sua altezza eleva colui che la indossa sulle altre persone e ne rappresenta l'importanza. Per tale motivo esso è attributo tipico delle divinità, dei sacerdoti, dei sovrani (negli ordinamenti monarchici), dei supremi magistrati (in taluni ordinamenti repubblicani) e di chiunque si distingua per meriti militari, politici e civili. Per estensione il termine passa quindi spesso ad indicare l'ufficio stesso che a tali soggetti compete. Perciò, parlando di corona , è frequente che non si faccia riferimento fisicamente al copricapo, quanto al regno ed al potere da esso rappresentato. Analogamente a quanto accade per il trono e per lo scettro.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Se le prime corone, in Oriente furono costituite da rami di albero ripiegati, col trascorrere dei secoli, nell'area mediterranea, in Egitto sono state rinvenute corone di rami di foglie al capo di mummie faraoniche risalenti al 2000 a.C., mentre nelle necropoli etrusche e greche sono stati rintracciati modelli in oro e argento. Nell'antica Grecia ad ogni divinità spettava una corona formata da una pianta particolare: se ad Atena era dedicato l'ulivo, a Zeus toccava la quercia.[1]

In epoca romana, pur conservando parte della tradizione greca, la corona, in aggiunta, divenne simbolo di vittoria o simbolo di riconoscenza sociale: poteva essere costituita da un intreccio di foglie di ulivo, alloro o quercia, oppure come raffigurazione aurea di una città murata o raffigurare prue di navi. Veniva indossata dai soldati distintisi in battaglia, dai comandanti vittoriosi e dall'Imperator durante il trionfo, tra le quali si ricordano la rostrata e la castrensis.
La corona regale veniva al contrario aborrita dai romani sin dall'epoca della cacciata dei re, preferendogli, anche in epoca imperiale, il più sobrio diadema.
A partire da Nerone, gli imperatori indossarono la corona radiata, a raggiera, di origine orientale.

In epoca cristiana conservarono una certa importanza nell'ambito delle festività o come oggetti votivi, e sotto l'influsso dell'arte bizantina, assunsero motivi sempre più astratti.

Nel Medioevo intorno al VII secolo le corone dei re goti si arricchirono di pendenti preziosi, gemme, vetri e smalti e di catenelle sull'orlo. Sempre di questo periodo fu significativa la corona della regina Teodolinda, contraddistinta per una lamina di ferro al proprio interno, ricavata in base alla leggenda da un chiodo della Croce. Donata dalla regina al Duomo di Monza, venne utilizzata per incoronare i re d'Italia, da Ottone I a Napoleone I.[2]

In epoca rinascimentale venne introdotta la corona araldica, atta a distinguere il grado di nobiltà oppure il valore acquisito.

Successivamente, la corona mutò la sua foggia a seconda del gusto e degli stili del tempo.

Corone particolari o famose[modifica | modifica sorgente]

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Universo, De Agostini, Novara, Vol. IV, pag.138
  2. ^ Le muse, De Agostini, Novara, Vol. III, pag.445

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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