Caduceo
Un caduceo (pronuncia caducèo, meno comune cadùceo) (kerykeion in Greco) è un bastone con due serpenti attorcigliati intorno a esso (per l'esattezza la tradizione vuole che si tratti di Zamenis longissimus detto anche colubro di Asclepio o saettone). La parola italiana deriva dal latino caduceus che, come detto, riprende il greco antico karykaion, aggettivo di karix (o keerix), traducibile come araldo.
Il termine presenta una medesima etimologia ed è identico, salvo adattamenti grafici e fonetici, sia in francese, inglese e spagnolo, mentre la forma tedesca heroldstab traduce l'espressione bastone dell'araldo.
Indice |
Origini [modifica]
Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Hermes (o Ermete)-Mercurio. Ordinariamente era un bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di otto.
Attualmente è spesso utilizzato scambievolmente con il bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti. Il simbolo è inoltre usato in Italia come emblema dell'Ordine dei Farmacisti.
Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero dall'antico metodo, tuttora in uso, di estrazione dai tessuti sottocutanei della femmina adulta di Dracunculus medinensis (elminta diffuso in molte regioni rurali dell'Africa e del Medio Oriente) per arrotolamento su un bastoncino; l'operazione, che poteva durare giorni, doveva essere eseguita da medici molto esperti, perché il verme non si rompesse durante l'estrazione. Se succedeva, il verme moriva nel tessuto sottocutaneo e non si poteva più estrarre.
Secondo la cultura orientale il caduceo illustra chiaramente il concetto base del Corpo Sottile. Le vorticose energie ascendenti dei serpenti producono un vortice di potenza che viene usato nel Tantra per la trasformazione personale. I due serpenti sono associati con le energie solari e lunari e rappresentano la parte destra e sinistra del corpo. Si intersecano tra di loro e attraversano in continuazione il Grande Fiume centrale
L'esatto significato del caduceo rimane comunque non molto chiaro. Il caduceo era il bastone o lo scettro del dio greco Hermes (divenuto Mercurio per i Romani) che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Per questo il caduceo veniva mostrato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione mediatrice e come emblema della loro inviolabilità. Lo scettro, all'inizio un semplice bastone, aveva anche una valenza morale, poiché rappresentava la condotta onesta e al tempo stesso la salute fisica della persona. Hermes/Mercurio, in quanto messaggero degli dèi, era anche il mediatore della volontà divina presso gli uomini. Per E. Zolla[1], il caduceo rappresentò, in tempi antichi, un ramo d'alloro con cui si celebrava la rinascenza primaverile promossa dalla nuova aria della stagione. Di Asclepio l'alloro era la "pianta" come il serpente ne era l'animale, e nel caduceo il mondo della "pianta" e quello "animale" ne sono riuniti.
Tra classicismo e religione [modifica]
Prima che di Hermes/Mercurio, il bastone era stato emblema di Ermete Trismegisto, progenitore dell'arte magica egizia, e rappresentava la sintesi del sapere universale, dalla religione, alla medicina, alla morale, alla filosofia, fino alle scienze e alla matematica.
La componente del caduceo è comunque duplice: da una parte il bastone, dall'altra il serpente. Nella Bibbia il serpente possedeva una doppia valenza, aspetto ambiguo tra i valori simbolici di vita e morte, fecondità e tentazione. Mosè aveva un bastone con serafino in bronzo attorcigliato dotato di poteri tali da consentire di ridare vita ai moribondi. Nel libro dei Numeri è riportato che il popolo di Israele, per l'insofferenza a cibarsi di manna nel deserto, fu punito da Dio con il morso di serpenti velenosi. Dietro mediazione di Mosè, poi Dio stesso suggerì un rimedio: un serpente di rame da avvolgere attorno a un bastone. Si sviluppa così la prerogativa duplice del caduceo: il bastone inteso come mediatore e il bastone che salva dal male e dal pericolo ridonando la vita a chi era in procinto di perderla.
Il caduceo è uno dei simboli più antichi della storia della civiltà umana: rappresentazioni del caduceo sono state ritrovate in una coppa appartenuta al re mesopotamico Guda, sovrano della città di Lagash. Tra i babilonesi il caduceo era la prerogativa del dio Mindzida.
Nell'Unicode, il "caduceo" corrisponde a U+2624.
Il caduceo in araldica [modifica]
In araldica il caduceo, bastone su cui sono attorcigliati due serpenti affrontati, è cimato da un volo spiegato. Il caduceo è stato spesso assunto nello stemma da chi aveva stipulato una tregua o una pace.[2]
Secondo la tradizione Mercurio, che aveva ricevuto da Apollo il bastone, mentre si trovava in Arcadia vide due serpenti che si battevano. Gettato il bastone tra loro, vide che vi si avvolgevano facendo pace. Da ciò il caduceo divenne simbolo di concordia e, per estensione, di commercio. Presso i greci fu distintivo degli ambasciatori e degli araldi. Nel medioevo era detto caduceo il bastone rivestito di velluto e fiorito che era portato dagli araldi e dai re d'armi. Il significato generale di pace del caduceo è rafforzato dalla simbologia dei singoli elementi che lo compongono: il potere per il bastone, la concordia per i serpenti e la sollecitudine per le ali.
Note [modifica]
- ^ E. Zolla, Le meraviglie della Natura, Marsilio ed., 1991, pag.42
- ^ G. di Crollalanza, Enciclopedia araldico-cavalleresca pag. 19, Pisa, 1887.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «caduceo»
Commons contiene immagini o altri file su caduceo