Caduceo

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Il Caduceo

Il caduceo (pronuncia «caducèo», meno comune «cadùceo»; κερυκεῖον kerykèion in greco) è un bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno a esso; la parola italiana deriva dal latino caduceus, che riprende il greco antico καρυκαῖον karykàion, aggettivo di κῆρυξ/κᾶρυξ kēryx/kāryx, traducibile come "araldo". La tradizione vuole che i serpenti in questione siano esemplari di Zamenis longissimus, detto anche «Colubro di Esculapio», o «saettone».

Il termine presenta una medesima etimologia ed è identico, salvo adattamenti grafici e fonetici, sia in francese, inglese, tedesco e spagnolo; esiste anche una forma tedesca desueta, Heroldsstab, che significa "bastone dell'araldo".

Nell'Unicode, il "caduceo" corrisponde a U+2624.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il caduceo era il simbolo di pace e prosperità, associato al dio greco Hermes (divenuto Mercurio per i Romani). Attualmente è associato alla medicina, specialmente negli Stati Uniti, ed alla farmacia. Infatti in Italia è il simbolo dell'Ordine dei Farmacisti.
Il caduceo era il bastone sacro o lo scettro del dio greco Hermes, che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti, poiché tale bastone era la manifestazione fisica dell'"Equilibrio" che doveva esserci in tutte le cose. Hermes/Mercurio, in quanto messaggero degli dèi, era anche il mediatore della volontà divina presso gli uomini. Per questo bastoni simili al caduceo veniva mostrato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione mediatrice e come emblema della loro inviolabilità, ed aveva anche una valenza morale, poiché rappresentava la condotta onesta e al tempo stesso la salute fisica della persona.

Il Caduceo rappresentato con due serpenti avvolti a spirale, è la rappresentazione fisica del bene e del male degli uomini, tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio Ermes (oppure Asclepio), che ne controlla l'equilibrio. Le ali simboleggiano il primato dell'intelligenza, che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la conoscenza, infatti Asclepio è considerato il più grande medico dell'antichità, ed Ermes era noto anche come dio del commercio, quindi entrambi di intelligenza straordinaria che si ergeva al di sopra di tutti gl'altri.Il Caduceo con due serpenti indica anche il potere di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi, come l'acqua, il fuoco, la terra e l'aria. Per questo ricorre frequentemente in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio, oltre che nel simbolismo della farmacopea e della guarigione fisica. Da questo punto di vista il caduceo in Italia è il simbolo del farmacista in quanto può essere interpretato con i due serpenti che rappresentano uno la dose terapeutica, curativa e vitale, e l'altro la dose tossica, il veleno. Il Farmacista è rappresentato con il bastone alato, che si eleva sopra le parti in quanto conoscitore dell'una e dell'altra, che si frappone tra il farmaco ed il veleno in quanto consapevole del giusto dosaggio. Paracelso insegna:"Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto."

Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero dall'antico metodo, tuttora in uso, di estrazione dai tessuti sottocutanei della femmina adulta di Dracunculus medinensis (elminta diffuso in molte regioni rurali dell'Africa e del Medio Oriente);il parassita veniva delicatamente avvolto attorno a un bastoncino e l'operazione, che poteva durare giorni, doveva essere eseguita da medici molto esperti, perché il verme non si rompesse durante l'estrazione.

Secondo la cultura orientale il caduceo illustra chiaramente il concetto base del Corpo sottile. Le vorticose energie ascendenti dei serpenti producono un vortice di potenza che viene usato nel Tantra per la trasformazione personale. I due serpenti sono associati alle grandi energie solari e lunari e rappresentano la parte destra e sinistra del corpo. Si intersecano tra di loro e attraversano in continuazione il Grande Fiume centrale.

Per E. Zolla,[1] il caduceo rappresentò, in tempi antichi, un ramo d'alloro con cui si celebrava la rinascenza primaverile promossa dalla nuova aria della stagione. L'alloro era la pianta di Asclepio, come il serpente ne era l'animale, e nel caduceo il mondo vegetale e quello animale sono riuniti.

Tra classicismo e religione[modifica | modifica wikitesto]

Prima che di Hermes/Mercurio, il bastone era stato emblema di Ermete Trismegisto, progenitore dell'arte magica egizia, e rappresentava la sintesi del sapere universale, dalla religione, alla medicina, alla morale, alla filosofia, fino alle scienze e alla matematica.

La componente del caduceo è comunque duplice: da una parte il bastone, dall'altra il serpente. Nella Bibbia il serpente possedeva una doppia valenza, aspetto ambiguo tra i valori simbolici di vita e morte, fecondità e tentazione. Mosè aveva un bastone con serafino in bronzo attorcigliato dotato di poteri tali da consentire di ridare vita ai moribondi. Nel libro dei Numeri è riportato che il popolo di Israele, per l'insofferenza a cibarsi di manna nel deserto, fu punito da Dio con il morso di serpenti velenosi. Dietro mediazione di Mosè, poi Dio stesso suggerì un rimedio: un serpente di rame da avvolgere attorno a un bastone. Si sviluppa così la prerogativa duplice del caduceo: il bastone inteso come mediatore e il bastone che salva dal male e dal pericolo ridonando la vita a chi era in procinto di perderla.

Il caduceo è uno dei simboli più antichi della storia della civiltà umana: rappresentazioni del caduceo sono state ritrovate in una coppa appartenuta al re mesopotamico Gudea, sovrano della città di Lagash. Tra i babilonesi il caduceo era la prerogativa del dio Ningishzida.

Il caduceo in araldica[modifica | modifica wikitesto]

In araldica il caduceo, bastone su cui sono attorcigliati due serpenti affrontati, è cimato da un volo spiegato. Il caduceo è stato spesso assunto nello stemma da chi aveva stipulato una tregua o una pace.[2]

Secondo la tradizione Mercurio, che aveva ricevuto da Apollo il bastone, mentre si trovava in Arcadia vide due serpenti che si battevano. Gettato il bastone tra loro, vide che vi si avvolgevano facendo pace. Da ciò il caduceo divenne simbolo di concordia e, per estensione, di commercio. Presso i greci fu distintivo degli ambasciatori e degli araldi. Nel medioevo era detto caduceo il bastone rivestito di velluto e fiorito che era portato dagli araldi e dai re d'armi. Il significato generale di pace del caduceo è rafforzato dalla simbologia dei singoli elementi che lo compongono: il potere per il bastone, la concordia per i serpenti e la sollecitudine per le ali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Zolla, Le meraviglie della Natura, Marsilio ed, 1991, p. 42.
  2. ^ G. di Crollalanza, Enciclopedia araldico-cavalleresca pag. 19, Pisa, 1887.

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