Erittonio (re)

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Erittonio (in greco antico Ἐριχθόνιος, traslitterato in Ericthònios) è un personaggio della mitologia greca; appare dopo Anfizione nella lista dei primi re di Atene.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Erittonio secondo etimologie popolari, deriverebbe da ἒρις èris (contesa) e χθών kthòn, (terra), oppure per quanto riguarda la prima parte da ἒριον èrion (lana, con cui Atena deterse lo sperma di Efesto). Un'altra tradizione indica come traduzione corretta del nome "terra dell'erica". Alcune leggende fanno derivare il nome dall'azione della dea Atena: Erittonio, cadendo sulla terra, finì su un monte ricoperto di erica.

Nella mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita di Erittonio: Atena riceve l'infante dalle mani di Gea. (470–460 BC, Staatliche Antikensammlungen - Inv. 2413)

Esistono più versioni riguardo l'ascendenza di Erittonio. Secondo Pausania[1] era figlio di Efesto e Gea. Secondo Apollodoro[2] invece era figlio di Efesto e Atena.

In un certo senso Erittonio risulta figlio di entrambe. Poseidone, ancora arrabbiato perché la città di Atene non gli era stata assegnata, aveva convinto Efesto che Pallade sarebbe andata da lui, con la scusa di un'armatura nuova, per amoreggiare con lui. Atena si recò effettivamente da Efesto desiderosa di farsi fabbricare delle armi, ma questi, da poco abbandonato da Afrodite, preso dal desiderio di possederla iniziò a inseguirla. Atena fuggì, ma quando Efesto riuscì a raggiungerla, ella non si lasciò comunque violentare e il dio sparse sulle gambe di Atena il seme, che la dea, con ribrezzo, pulendosi con un panno di lana, scagliò a terra. A causa di questo gesto la Terra (Gea) divenne gravida, e da questa gravidanza nacque Erittonio. Questi rispecchiava l'aspetto deforme del padre: aveva infatti due serpenti al posto delle gambe. Atena però ne ebbe pietà, lo raccolse, e lo nascose in una cesta chiusa che affidò alle figlie di Cecrope (Aglauro, Pandroso ed Erse), imponendo loro di non aprirla. Le fanciulle, curiose, disobbedirono e la dea, per punizione, le spinse a gettarsi dalla rocca di Atene. L'unica ad essere risparmiata fu Pandroso, che aveva distolto all'ultimo lo sguardo. In altre versioni del mito[3] tutte e tre le sorelle aprirono il cesto e morirono poi, vittime di Atena. La dea così si occupò di Erittonio, nutrendolo e allevandolo nel recinto dell'Eretteo.

Erittonio, cresciuto, scacciò Anfizione e divenne il nuovo re di Atene. Mise nell'Acropoli una statua lignea di Atena e istituì le feste Panatenee (secondo Plutarco le feste sarebbero state invece istituite da Teseo[4]). Poi prese in moglie la naiade Prassitea, dalla quale nacque Pandione. Il fatto che Erittonio fosse stato nutrito nel recinto chiamato di Eretteo, ha dato forse adito alla confusione che spesso vi è tra Erittonio e il nipote Eretteo.

Il nome di Erittonio viene ricordato inoltre perché gli viene accreditata l'invenzione della quadriga (per nascondere le sue gambe serpentiformi), e l'introduzione del denaro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pausania, Periegesi della Grecia I 2, 6.
  2. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca III 14, 6.
  3. ^ Euripide, Ione, 20-26.
  4. ^ Plutarco, Vite parallele, Teseo e Romolo I, 24.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Atene Successore
Anfizione 1487-1437 Pandione I