Nonno di Panopoli

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Nonno di Panopoli (in greco antico Νόννος, traslitterato in Nònnos, "puro"/"santo"; Panopoli, ... – ...) è stato un poeta bizantino, visse probabilmente attorno alla prima metà del V secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Panopoli, in Egitto, è fondamentalmente riconosciuto come l'ultimo poeta della letteratura ellenistica. Sembrerebbe, dall'elogio che fa di Berito negli ultimi libri del suo poema maggiore, che avesse studiato in quella città o quantomeno soggiornato a lungo [1], così come ad Alessandria, visto il riferimento al Faro di Alessandria nel proemio del suo poema, rappresentato come "vicino" [2].
Della sua vita sappiamo solo che, pagano di nascita, forse si convertì in età matura alla religione cristiana, sebbene tale informazione non si riferisca ad alcun dato certo, ma solo alla sua Parafrasi del Vangelo di Giovanni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dionisiache[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dionysiaca.

Il capolavoro di Nonno è le Dionisiache (Dionysiakà), uno dei più lunghi poemi epici della letteratura mondiale: è diviso in 48 canti e si estende per circa 25.000 versi.

Narra della vittoriosa spedizione del dio Dioniso in India contro il re Deriade; ma questa è preceduta dal lungo racconto della nascita del dio e della sua giovinezza (libri I-XII). Dopo aver compiuto molte eroiche imprese (libri XIII-XL), tra cui la punizione di Penteo, Dioniso ascende all'Olimpo (libri XL-XLVIII). Qui termina il poema, che è una esaltazione della figura di Dioniso e delle sue azioni degne di memoria.

Secondo gli studi più accreditati[3], il poema si presenta come un insieme di episodi indipendenti, che si susseguono in modo dinamico l'un l'altro continuamente, senza fermarsi. Inoltre, è perdurato fino alla metà del Novecento un luogo comune, ora violentemente discusso, che accusava il poeta di non possedere la misura e l'armonia tipiche della cultura classica [4]. Un pathos particolare, infatti, avvolge tutta l'opera e, come la vicenda è ricca di episodi che suscitano molte emozioni, così la lingua richiama numerosi poeti classici: da Omero, ai lirici, ai tragici, ai poeti ellenistici; il metro usato è l'esametro.

In effetti, nei lunghi brani narrativi in cui Nonno tratta soggetti non omerici, come gli amori del dio, lo stile si stacca da Omero (seguito nei brani epici) per riecheggiare soprattutto lirici e tragici, mentre la narrazione presenta una sensualità allusiva assolutamente estranea all'epos classico, come già visibile nel proemio:

« Evocate per me l' immagine di Proteo multiforme,
mentre si unisce alla vostra danza (...),
perché appaia nella varietà dei suoi aspetti:
un inno variegato io voglio intonare. »
(Dionisiache, I, 13-15.)

All'esuberanza stilistica e contenutistica delle Dionisiache si sarebbe ispirato Giovan Battista Marino per la composizione del suo Adone, traendone il singolare gusto per le ecfrasi e l'esagerazione.

Parafrasi del Vangelo di Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conversione, Nonno scrisse un'altra opera in esametri, la Parafrasi del Vangelo di Giovanni in oltre 3.500 versi[5] .

Qui, pur seguendo fedelmente il testo originale, si ritrova l'elemento tipico del suo stile, la rappresentazione dinamica della vicenda in continuo movimento. In uno stile altrettanto barocco rispetto al poema maggiore (rispetto al quale la Parafrasi sarebbe stata scritta in parallelo, come mostra l'uguaglianza di stile), il poeta riscrive con vigore, spesso con iperboli e deviazioni ecfrastiche, la vicenda narrata nel più arduo dei vangeli [6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In effetti, pare che il suo nome sia di origine siriana o palestinese.
  2. ^ Dionisiache, I 13: "presso la vicina isola di Faro".
  3. ^ G. D'Ippolito, Studi nonniani. L'epillio nelle Dionisiache, Napoli 1964, passim.
  4. ^ In base a tale rivalutazione, nel 2007 nell'ambito del Festival Internazionale di Villa Adriana è stata rappresentata una versione teatrale delle Dionisiache, per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, drammaturgia dello stesso e di Raquel Silva; trasmesso su Rai 2 in Palcoscenico il 15 luglio 2007.
  5. ^ B. M. W. Knox, L'epilogo, in Letteratura Greca Cambridge, Milano 2007, vol. 2, pp. 534-535.
  6. ^ D. Gigli Piccardi, Dioniso e Gesù Cristo in Nonno, in "Sileno", n. 19 (1984), pp. 219-256.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nonno di Panopoli, Le dionisiache, testo greco a fronte (in 4 voll.), Milano 2004 (curatori: Daria Gigli Piccardi, Fabrizio Gonnelli, Gianfranco Agosti, Domenico Accorinti).
  • I. Negrisoli, Studio critico intorno alle Dionisiache di Nonno Panopolita, Roma 1903.
  • H. White, Studies in late Greek epic poetry, New York 1987.
  • P. Nizzoli, Testo e macrotesto nelle Dionisiache di Nonno di Panopoli, Roma 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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