Arctino di Mileto

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Arctino di Mileto (in greco Ἀρκτῖνος Μιλήσιος, Arktìnos Milèsios) (... – ...) è stato un poeta epico greco antico la cui fama è di origine puramente leggendaria, dato che nessuna delle sue opere è giunta fino a noi. Secondo la tradizione fu attivo tra il 775 a.C. e il 741 a.C..

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fania di Ereso lo colloca nel VII secolo a.C. e sostiene che sia stato sconfitto da Lesche di Pirra in un agone poetico. Arctino fu uno dei "poeti del ciclo" e compose i poemi epici Etiopide e Iliou persis, che facevano parte appunto del Ciclo Troiano e, forse, i Naupactia.

Tutti questi poemi sono andati perduti, ma dei primi due ci si può fare un'idea grazie alla Crestomazia scritta da un certo Proclo.

L'Etiopide (gr. Αἰθιοπίς), in cinque libri, prende il nome dall'Etiope Memnone che dopo la morte di Ettore si alleò con i Troiani. Secondo Proclo il poema prendeva cronologicamente il via dopo la conclusione dell'Iliade:

« L'Amazzone Pentesilea arriva ad aiutare i Troiani nella guerra. È figlia di Ares e trace di nascita. Achille la uccide mentre sta lottando al meglio delle sue possibilità e i Troiani seppelliscono il suo corpo. Achille uccide anche Tersite, che lo aveva sgridato e rimproverato per essersi innamorato di Pentesilea. »
(Crestomazia)

L'Etiopide si conclude con la morte ed il funerale di Achille e la disputa tra Odisseo ed Aiace Telamonio per aggiudicarsi le sue armi.

L'Iliou Persis racconta invece le leggende del cavallo di Troia, di Sinone e Laocoonte, della caduta della città e la partenza dei Greci, inseguiti dalla rabbia di Atena, infuriata per lo stupro subito da Cassandra da parte di Aiace di Locride. Anche la Piccola Iliade, solitamente attribuita a Lesche, trattava argomenti simili e andava a colmare alcune lacune del racconto che si creavano tra l'Etiopide e l'Iliou persis.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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