Patroclo
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| « e Patròclo si vestìa dell'armi folgoranti. Alle gambe primamente |
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Patroclo (in greco antico Πάτροκλος / Pátroklos o Πατροκλῆς / Patroklễs, letteralmente « la gloria (κλέϝος) del padre (πατήρ) ») è una figura della mitologia greca citata nell' Iliade. Era figlio di Menezio e di Stenele, migliore amico di Achille.
Costretto ad abbandonare la sua città, si rifugiò presso Peleo e divenne amico e (secondo alcune interpretazioni del periodo classico ed ellenistico) amante inseparabile di Achille. I due giovani si recarono insieme alla guerra di Troia, e quando Achille si ritirò dalla battaglia, Patroclo indossate le sue armi, ne prese il posto, portando scompiglio nelle schiere avversarie. Ma non tenne conto del consiglio dell'amico, ovvero limitarsi a respingere i troiani presso l'accampamento, e per questo in un primo momento Apollo lo stordì, poi Euforbo lo ferì con un colpo di lancia e infine Ettore gli diede il colpo di grazia. Le ceneri del suo corpo furono messe accanto a quelle di Antiloco (ucciso da Memnone) e di Achille, dopo che costui fu ucciso da Paride.
Spogliato delle armi, il cadavere di Patroclo viene conteso dai due schieramenti nel corso di una lotta furiosa che si conclude solo con l’arrivo di Achille: al suo grido, i troiani fuggono verso le mura della città in preda al terrore. Sconvolto dal dolore, dopo aver organizzato i giochi funebri in onore dell’amico, Achille riprende il combattimento.
Nell'Iliade Patroclo è una figura abbastanza particolare: infatti le sue caratteristiche dominanti sono la bontà e la dolcezza, un fatto abbastanza inusuale se si pensa agli altri eroi del poema, come Achille o Ettore, forti e coraggiosi. Molti personaggi lo lodano, come Briseide, che lo definisce "sempre dolce", e persino i suoi cavalli lo piangono, poichè era stato un buon auriga per loro. Un episodio che evidenzia la gentilezza di Patroclo è quello descritto nel libro XVI (versi 1-100), in cui egli corre in lacrime da Achille, dicendo che molti Achei stanno morendo in battaglia e altri sono feriti; si preoccupa, quindi, della sorte dei suoi compagni. Inoltre il poeta lo apostrofa spesso, tradendo una certa simpatia per il suo personaggio.
Indice |
[modifica] Imprese di Patroclo
| Guerrieri lici. |
Patroclo uccise i Lici Anfotero, Epalte, Erimante, Evippo, Ifeo, Echio, Piri, Polimelo, figlio di Argeate, e Tlepolemo figlio di Damastore. Egli uccise anche Sarpedone, re di Licia, a cui Zeus aveva garantito la vita per tre generazioni. Infine uccise Trasidemo, scudiero di Sarpedone. |
| Cebrione. |
Il figlio di Priamo che divenne l'auriga di Ettore dopo la morte di Archeptolemo. |
| Erilao. |
Padre di Clito, padre a sua volta di Melanione, un altro guerriero troiano ucciso da Antifo, un compagno di Odisseo. |
| Perimo. |
Figlio di Mega. |
| Pirecme. |
Capitano dei Peoni. |
| Stenelao |
Figlio di Itemene. Patroclo lo colpì con una pietra al collo e gli spezzò i due tendini; la testa di lui, dunque, recisa dal busto, rotolò nella polvere tra i combattenti. |
| Altri Troiani uccisi da Patroclo. |
Adrasto (Iliade), Areilico, Autonoo, Echeclo, Elaso, Epistore, Melanippo, Mulio, Pronoo, Pilarte, Testore (Iliade). |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Achilles and Patroclus. Voce della Wikipedia inglese sull'interpretazione omosessuale del rapporto fra Achille e Patroclo, da Omero al film Troy.

