Troy (film)

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Troy
Troy film.jpg
Brad Pitt in una scena del film.
Titolo originale Troy
Paese USA
Anno 2004
Durata 157 min (versione DVD)
163 min (versione cinematografica)
196 min (Director's cut)
Colore colore
Audio sonoro
Genere epico, mitologico, azione, avventura
Regia Wolfgang Petersen
Soggetto dall'Iliade di Omero
Sceneggiatura David Benioff
Casa di produzione Warner Bros
Distribuzione (Italia) Warner Bros
Fotografia Paul Bond, Roger Pratt
Montaggio Peter Honess
Effetti speciali Joss Williams, Steve Moncur, Alexander Gunn
Musiche James Horner
Scenografia Nigel Phelps
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Troy è un film del 2004 diretto da Wolfgang Petersen.

Il film narra in modo totalmente libero le vicende raccontate da Omero nell'Iliade: il rapimento di Elena, la guerra di Troia e soprattutto il mito di Achille.

Presentato fuori concorso al 57º Festival di Cannes,[1] il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti il 14 maggio 2004, mentre nelle sale in Italia il film è stato distribuito il 21 maggio 2004.

Indice

[modifica] Trama

Circa 3200 anni fa, Agamennone (Brian Cox) è il re dei Greci e, fatta eccezione per la Tessaglia, ha il dominio su tutte le nazioni greche. Solo la città di Troia, conosciuta per le sue potenti mura difensive, è rimasta inviolata.

La storia inizia con il confronto fra l'esercito di Micene guidato da Agamennone e l'esercito della Tessaglia guidato da Triopa (Julian Glover), schierati l’uno contro l’altro in una piana: per risparmiare la vita dei propri uomini, i due re mettono in campo i loro migliori guerrieri a rappresentare le due parti che si contendono la Tessaglia. Contro l'enorme campione tessalico, Agammennone schiera Achille che vince con grande facilità. Palese è comunque l'insofferenza che Achille manifesta verso Agamennone a causa della sua posizione di subalterno al re greco.

Nella scena successiva, una delegazione di Troiani, guidata dai due figli del re Priamo, Ettore (Eric Bana) e Paride, si trova a Sparta per dei negoziati di pace tra le due città. Durante la loro permanenza, nasce l'appassionata relazione tra il giovane principe Paride (Orlando Bloom) ed Elena (Diane Kruger), moglie di Menelao, re di Sparta e fratello di Agamennone.

Nel corso del viaggio di ritorno, Paride rivela di aver portato con sé Elena, incontrando l'ira e la disapprovazione di Ettore: Agamennone e Menelao utilizzeranno la scomparsa di Elena come pretesto per muovere guerra a Troia. Ciò nonostante, la giovane viene accolta con grande affetto nella città, le cui mura si presume resistano a qualunque assalto.

Come previsto, Agamennone inizia a radunare l'esercito contro Troia e manda Ulisse (Sean Bean) a reclutare Achille: questi è riluttante a sottomettersi al comando di Agamennone, stante i loro cattivi rapporti, e Ulisse prova a irretire il cugino di Achille, Patroclo (Garrett Hedlund), con le meraviglie della guerra, sapendo che Achille non lo avrebbe mai lasciato andare da solo. Ancora indeciso, Achille viene avvertito dalla madre, la dea Teti (Julie Christie): lui può scegliere se vivere a lungo restando in patria o se andare a cercare la gloria e morirvi dopo averla trovata. Stimolato dalla possibilità di avere gloria eterna, sceglie la seconda opzione e con 50 mirmìdoni si imbarca alla volta di Troia, assieme ad una flotta di oltre mille navi greche.

Achille ed i suoi guerrieri svolgeranno un ruolo cruciale nell'assalto a Troia, sebbene contrastati dall'esercito dei troiani comandato da Ettore.

Senza attendere il resto della flotta, Achille e i suoi mirmidoni sbarcano sulla spiaggia di Troia e raggiungono il tempio di Apollo, dove uccidono tutti i sacerdoti: per manifestare il suo supremo sprezzo nei confronti del fato, alla domanda di un suo guerriero che gli chiede se la loro azione non sia stata blasfema, decapita con la spada la statua dello stesso Apollo. All'avvicinarsi di un gruppo di cavalieri guidati da Ettore, il principale difensore di Troia, Achille scaglia un giavellotto con tale forza da perforare lo scudo ed il corpo di Tettone (Mark Lewis Jones), compagno dell'eroe troiano, che crolla da cavallo. A sua volta Ettore scaglia il suo giavellotto contro Achille che schiva il colpo; poi, insieme ai suoi guerrieri, insegue l'acheo all'interno del tempio. Al termine di una furiosa battaglia in cui Achille vede Ettore battersi con grande valore, l'eroe greco gli intima di andarsene perché non è ancora giunta l'ora di morire. Ettore se ne va, mentre Achille viene raggiunto dagli altri greci, tra cui Aiace (Tyler Mane), Menelao ed Agamennone, felici della vittoria che ha permesso la facile conquista in un sol giorno della spiaggia troiana.

Al tempio di Apollo, Achille ha fatto schiava Briseide (Rose Byrne), sacerdotessa di Apollo e cugina dei principi Ettore e Paride. Dapprima, costei si ribella ad Achille che però si comporta in maniera molto gentile nei suoi riguardi: poi, tra i due comincia a nascere una reciproca considerazione. Venutone a conoscenza, Agamennone reclama Briseide per sé ed è solo grazie all'intervento della stessa schiava che Achille non uccide il re: furioso, il guerriero si rifiuta di combattere finché lei non gli verrà restituita, ma Agamennone non cede.

Il giorno dopo i greci si preparano ad attaccare le mura di Troia, convinti di poter sfondare le difese nemiche, ma Paride fa una proposta al nemico: invece di lanciarsi in una battaglia sanguinosa, che costerebbe centinaia di vite, il possesso di Elena verrà deciso da un duello all'ultimo sangue tra lui e Menelao. Agamennone non è contento di questa soluzione perché per lui significa tornare a casa a mani vuote, ma il fratello, sottovoce, lo convince a lasciare che la contesa abbia luogo per poi attaccare Troia una volta che lui si sia vendicato di Paride. Lo scontro è impari: il colossale Menelao, inveendo contro Elena che osserva il duello dalle mura, sconfigge Paride e tenta di ucciderlo ma Ettore lo difende ed uccide il greco con un colpo di spada.

A quel punto Agamennone ordina l'attacco e comincia la battaglia: Ettore porta Paride, ferito, in salvo dentro le mura di Troia, poi ritorna sul campo e riesce con non poca fatica ad uccidere il gigantesco Aiace Telamonio. La battaglia diventa così una disfatta per i greci, tanto che Agamennone dà l'allarme ed i suoi fuggono terrorizzati. Gli arcieri di Agamennone, dalle retrovie, attaccano con le frecce i fanti troiani che rapidamente si chiudono a testuggine, scampando l'attacco. Terminata la battaglia, ognuno dispone dei propri morti secondo le usanze, per tutta la notte.

Frattanto Achille viene a sapere che Agamennone ha consegnato Briseide ai soldati della truppa, perché si riprendano dalla giornata fallimentare. Mentre alcuni soldati achei tentano di usarle violenza, Achille arriva proprio mentre uno di loro sta per marchiarla con un tizzone rovente: glielo strappa di mano e glielo conficca nel collo, colpendo con il manico l'altro complice. Poi conduce la giovane sacerdotessa troiana all'interno del suo accampamento. Tra Achille e Briseide scoppia la passione, che viene consumata nella tenda dello stesso Achille, all’interno dell’accampamento greco.

I troiani nel frattempo decidono di contrattaccare i greci per cacciarli via anche dalla spiaggia. La battaglia inizia con il lancio di frecce incendiarie sulle dune della spiaggia: quella che sembra un'azione senza senso diventa chiara poco dopo, quando vengono lanciate dai versanti balle di fieno e sostanze incendiarie, che una volta passate sopra le frecce ancora accese, piombano come meteore nell'accampamento avversario. Durante la battaglia, lo spirito dei greci viene rinfrancato dalla vista di Achille, finalmente ritornato a combattere con indosso la sua armatura. Ettore si prepara e con un urlo tremendo lancia i suoi all'attacco, cosa che fa anche Ulisse con i suoi Itacesi ed Achille con i Mirmidoni. Ettore uccide alcuni achei; Achille fa scempio di molti compagni del principe troiano fino a che Ettore, dopo un rapido duello, gli taglia la gola con la spada. Achille cade a terra, Ettore gli toglie l'elmo, ma scopre con stupore che non si tratta dell’eroe acheo; dopo avergli dato il colpo di grazia, lui e Ulisse ordinano per quel giorno la fine delle ostilità. Ulisse rivela ad Ettore che il ragazzo ucciso è Patroclo, che aveva preso l'armatura del cugino per far credere di essere lui e lo avverte che la furia di Achille si scatenerà appena verrà a conoscenza della notizia.

Achille, furibondo, arriva sotto le mura di Troia, urlando ad Ettore di venire fuori. Il principe troiano si congeda dal padre e dal fratello, saluta l'amata moglie ed il figlio ed esce dalle mura. Ne segue uno scontro tremendo in cui entrambi i guerrieri danno sfoggio della loro grandissima abilità di combattenti ma Achille è un semidio e pare impossibile anche solo ferirlo, infatti al termine del duello Ettore viene ucciso. Achille, ancora fuori di sé per il dolore della perdita del cugino, lo lega per i piedi dietro al suo carro e lo trascina nella polvere al piccolo trotto sotto gli occhi addolorati del padre, della moglie e di tutto il suo popolo. Il corpo straziato di Ettore viene portato nel campo greco, dinanzi alla tenda del giovane guerriero acheo. Durante la notte nella tenda di Achille arriva il re Priamo (Peter O'Toole), che, baciandogli le mani, gli supplica di ridargli il figlio morto perché possa dargli esequie adatte. Commosso dal coraggio e dalle suppliche del re, Achille acconsente, pentendosi dell'atto compiuto, concedendogli 12 giorni di onoranze funebri durante i quali l'esercito acheo non avrebbe attaccato Troia e sussurrando in lacrime ad Ettore defunto:

« Ci rivedremo presto, fratello... »

Nella scena seguente, mentre vede un soldato che intaglia un piccolo cavallo di legno destinato al proprio figlio, a Ulisse viene un'idea. Una mattina, la spiaggia antistante Troia è deserta, tranne che per alcuni greci apparentemente morti di peste e per un enorme cavallo di legno: i troiani argomentano che gli appestati siano morti per aver dissacrato Apollo e che il cavallo sia un'offerta dei greci a Poseidone per propiziarsi un ritorno sicuro a casa.

I troiani, nonostante il parere contrario di Paride, lo portano dentro le mura, ignari che si tratta di una trappola in quanto nel cavallo sono nascosti alcuni soldati greci; la flotta, invece, non è andata via ma si è nascosta in un'insenatura. Un cavaliere troiano la vede e, capito l'inganno, vorrebbe dare l'allarme ma viene colpito a morte da tre frecce.

Durante la notte, i greci escono dal cavallo, attaccano le sentinelle ed aprono la porta ai soldati sbarcati nel frattempo: Troia viene data alle fiamme. Achille corre per la città, alla ricerca di Briseide, che era tornata con Priamo quando questi aveva recuperato il corpo del figlio.

Priamo viene ucciso da Agamennone, mentre alcuni troiani, tra cui Elena e Andromaca (Saffron Burrows), scappano attraverso un passaggio segreto che conduce al mare. Ad uno di loro, il giovane Enea (Frankie Fitzgerald), viene data la spada dei re di Troia, usata senza successo da Paride contro Menelao, con il compito di rifondare la loro città perduta.

Briseide viene trovata da Agamennone, che vuole portarla con lui in Grecia e renderla sua schiava, ma con grande coraggio lei lo trafigge al collo con un pugnale. Due greci, osservata la scena, intervengono ma prima che possano ucciderla arriva Achille che sgozza il primo e trafigge al petto il secondo, liberandola. Mentre i due amanti sono di nuovo insieme, Paride afferra una freccia, la tende nell'arco e la scaglia contro Achille, colpendolo al tallone sinistro. Achille urla di dolore e, malgrado la ferita, si dirige verso Paride: questi però gli bersaglia il petto di frecce ed Achille, ormai moribondo, riesce a strapparsele tutte tranne quella conficcata nel tallone. È così che lo trovano i soldati, accorsi sul luogo delle grida, mentre Briseide scappa con il cugino attraverso il passaggio segreto.

Troia è rasa al suolo ed il mattino dopo un'alta pira viene eretta in una delle piazze, stavolta per Achille, con Ulisse meditabondo che prepara il suo corpo per la cremazione e gli sussurra un'ultima frase:

« Trova la tua pace, fratello. »

Mentre il fuoco brucia alto nel cielo, si sente ancora una volta la voce di Ulisse che dice:

« Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli. Si dica che ho vissuto al tempo di Achille»

[modifica] Produzione

Le riprese del film sono iniziate ufficialmente il 22 aprile 2003 i set esterni sono stati girati tra Malta, Marocco e Messico, i set interni invece sono stati girati nel Regno Unito negli Shepperton Studios. Le riprese sono terminate a novembre 2003. II budget del film è stato di circa 180.000.000 $.

[modifica] Incassi

Il film ha avuto un ottimo incasso internazionale, circa 497.400.000 $[2]; negli Stati Uniti il film ha incassato circa 133.378.256 $; la pellicola ha ottenuto un buon successo anche in Italia dove nelle sale ha incassato circa 14.878.762 €.

[modifica] Edizione home video

Il film è stato distribuito in DVD dalla Warner Bros nel mercato italiano a dicembre 2004, disponibile sia in edizione disco singolo e disco doppio. Successivamente nel 2007 è stata messa in commercio l'edizione del film ad alta definizione in HD DVD. La versione Extented Cut conta circa 20 minuti in più della versione cinematografica.

[modifica] Differenze tra il film e l'Iliade

Alla sua uscita nelle sale, il film è stato fatto bersaglio di pesanti critiche per le innumerevoli discrepanze con il mito omerico originale[3]. Molte discrepanze sono probabilmente dovute all'evidente volontà di eliminare l'elemento divino o soprannaturale, che è invece di grande importanza nel poema (come in tutta l'epica classica).

  • In Troy, Paride ed Elena fuggono insieme durante la festa di pace tra greci e troiani: nell'Iliade Elena viene "rapita" per esser stata donata a Paride come premio da parte di Afrodite, la quale era stata scelta dal giovane come la dea più bella. Inoltre Paride era sposato alla ninfa Enone e abbandona lei e suo figlio per Elena, ma nulla di ciò è presente nel film, mentre è credibile la fuga.
  • Il poema omerico ha inizio con la lite tra Achille e Agamennone, che ha luogo nel decimo anno di guerra.
  • Nel film quando i Greci sbarcano a Troia formano la disposizione a testuggine che venne inventata molto tempo dopo dai Romani.
  • Durante la battaglia contro la Tessaglia (presente solo nel film) viene "organizzato" un duello per chiudere definitivamente la guerra e la Tessaglia mette in campo il suo miglior combattente (Boagrius) il quale combatte contro Achille (il migliore tra i greci) che vince. Il loro scontro ricorda molto quello tra Achille e Ettore descritto nell'Iliade; invece quella tra Ettore e Achille è svolto nel film in modo completamente diverso.
  • Alcuni personaggi mancano (ad esempio Cassandra,figlia di Priamo e sacerdotessa di Apollo, che grazie al dono della preveggenza aveva previsto la distruzione di Troia; Diomede, Idomeneo, Pirro Neottolemo e Aiace re di Locri), altri vengono uccisi in modo diverso rispetto al poema (ad esempio la morte di Aiace Telamonio per mano di Ettore).
  • La storia d'amore tra Achille e Briseide non esiste se non nelle famose lettere di Ovidio, in cui Briseide scrive ad Achille; infatti, Briseide e Criseide furono rapite quando gli Achei saccheggiarono la città di Crisa, un'alleata di Troia. Inoltre, seppure non all'interno del poema omerico, che si conclude con i funerali di Ettore, Achille si innamora di Polissena, figlia di Priamo, e decide di passare dalla parte dei troiani in cambio della mano di lei, recandosi così nottetempo al tempio di Apollo timbreo o Timbra per sposarla, dove sarà ucciso da una freccia scagliata da Paride guidato da Apollo (o, secondo altre fonti, da Apollo stesso). Quindi Achille morirà ben prima dell'entrata in scena del famoso cavallo di legno, nel quale si troverà invece il figlio dell'eroe, Neottolemo.
  • Per l'Iliade l'ira di Apollo non ha origine dal gesto di Achille di decapitarne la statua (gesto che non si verifica); nell'Iliade infatti Apollo scatena un'epidemia sul campo acheo in risposta alle preghiere di Crise, sacerdote del dio, il quale gli chiedeva di vendicare l'offesa del rapimento della figlia Criseide, che per di più Agamennone rifiuta di riconsegnare. Costretto dalla pestilenza a liberarla, Agamennone pretende in cambio la schiava di Achille, Briseide (la quale non era inoltre la cugina di Ettore, come nel film); da questo sopruso ha origine l'ira funesta di Achille.
  • Nel film, il duello tra Paride e Menelao avviene in seguito ad un accordo tra greci e troiani, ma non avrà comunque effetto decisivo sulla guerra. Ettore ha capito che i greci non hanno fatto tutta quella strada solo per Elena e Agamennone accetta il duello per dare soddisfazione al fratello e perché potrebbe risultare un'ottima occasione per un attacco a sorpresa. Nell'Iliade Paride sta per perdere il duello quando Afrodite interviene e lo porta nella sua stanza; nel film, invece, Paride è salvato dall'intervento di suo fratello Ettore.
  • Nel film, Elena dice di non essere di Sparta ma di esserci stata portata da adolescente per andare in sposa a Menelao. Secondo la tradizione, al contrario, Elena è nata e cresciuta a Sparta in quanto ritenuta figlia del re Tindaro (pur essendo figlia di Zeus). Mentre sua sorella Clitennestra sposa Agamennone, re di Micene, dopo la morte di Tindaro sale al trono di Sparta il marito di Elena, Menelao, fratello minore di Agamennone. A questo proposito, infatti, anche la regalità di Menelao è messa in discussione dalla fuga della regina, in quanto egli ha diritto proprio in virtù del matrimonio, e solo per essa - e Tindaro per dare stabilità al regno aveva infatti legato i pretendenti ad Elena con giuramento a proteggere l'unione tra la figlia e il loro rivale vincitore: di qui il diritto di Menelao a riunire i re achei per la spedizione contro Troia.
  • Nel film, Menelao viene ucciso da Ettore per salvare Paride durante il duello e più tardi Elena fugge dall'assedio di Troia con Paride. Nel poema invece, Menelao rimane in vita e ricostituisce il matrimonio con Elena, con cui ritorna a Sparta, dove moriranno entrambi dopo molti anni.
  • Nel film, Agamennone viene ucciso da Briseide, mentre nella mitologia Agamennone ritorna in patria dove sarà assassinato da sua moglie Clitennestra (sorella di Elena) e dal suo amante Egisto, durante una festa; gli assassini saranno a loro volta uccisi da Elettra e Oreste, figli di Agamennone. Inoltre, lo stesso Agamennone nel film è rappresentato come un re già sui sessant'anni e che quindi non combatte praticamente più in prima persona; nell'Iliade, egli è al contrario un uomo sulla quarantina, nonché uno dei più forti e valorosi guerrieri achei.
  • Nel film Elena s'innamora di Paride e fugge da Sparta insieme a lui perché non felice del suo matrimonio con Menelao. Nel mito Elena è indotta ad amare Paride da Afrodite, dea dell'amore, che a lui l'aveva promessa come ricompensa. Nel poema Elena stessa scelse Menelao come marito ed ebbe da lui una figlia, Ermione, non citata nel film.
  • In Troy non c'è traccia di moltissimi eroi, ad esempio Diomede, uno dei più forti eroi greci dell'Iliade, spesso compagno di Odisseo, né di Aiace Oileo, spesso rappresentato nel poema in coppia con Aiace Telamonio. Tra i mirmidoni non sono menzionati Fenice, Menestio e Antiloco, che verrà ucciso da Memnone, un nero che con il suo esercito di etiopi era alleato con i Troiani. Non è menzionata nemmeno un'altra alleata dei troiani, Pentisilea, regina delle Amazzoni, che verrà uccisa da Achille, il quale s'innamorerà di lei morente.
  • Anche la morte dell'eroe Achille viene rappresentata in modo differente: nel film, Paride uccide Achille durante l'incendio della città, mentre nella mitologia Paride colpisce Achille con una freccia guidata da Apollo molto prima della fine dell'assedio di Troia e prima della costruzione del cavallo, e quindi Achille non sarebbe potuto entrare nel cavallo e partecipare all'assedio della città: soprattutto perché la tipologia eroica di Achille, il cui valore e la cui personalità non gli avrebbero mai permesso un atto fraudolento, era totalmente incompatibile con un tale sotterfugio.
  • Inoltre, nell'Iliade non si parla di Achille che ritorna nella città per salvare Briseide, in quanto il poema termina con la cerimonia funebre in onore di Ettore e prima della morte del Pelide.
  • Nel film, Achille si porta col carro fin sotto le mura di Troia, e chiama Ettore perché esca e si batta con lui. Nell'Iliade, questi si ritrovano faccia a faccia al termine di una battaglia, e il troiano fugge alla vista del terribile avversario, compiendo tre giri della città, inseguito dall'acheo. Affiancato dal fratello Deifobo, assente nel film, decide di fermarsi e affrontare Achille, solo per scoprire che il congiunto non è che la dea Atena, la quale ne ha assunto le sembianze per trarlo in inganno, intervenendo e aiutando poi anche direttamente la vittoria di Achille; infine, nell'Iliade il duello tra Ettore e Achille conta molte meno azioni e colpi a differenza del film.
  • Nel film Patroclo è il giovane cugino di Achille, mentre nell'Iliade Patroclo è più anziano di Achille e i due sono stretti amici, o addirittura amanti.
  • Nel film, Patroclo parteciperà alla battaglia di nascosto con le armi di Achille ed è ucciso da Ettore che lo crede lui; nel poema omerico Achille concede la possibilità a Patroclo di combattere i troiani giunti fino alle navi achee spacciandosi per lui ma, trascinato dal trionfo, Patroclo pecca di hýbris, dimenticando la promessa fatta all'amico e proseguendo fino alle mura di Troia, dove quasi riesce a penetrare, non fosse per l'intervento di Apollo, che per due volte lo colpisce; poi, Patroclo è ferito da un guerriero alleato dei troiani, per essere finito da Ettore che lo colpisce al fianco con la lancia dopo averlo riconosciuto, dopodiché lo deride e gli sottrae l'armatura di Achille.
  • Nel film, Ettore uccide Patroclo e dopo averlo riconosciuto concede ai greci una pausa per recuperare i propri caduti (Patroclo compreso), nel poema di Omero invece, la battaglia continua e solo grazie all'intervento divino, e saranno Menelao e Merione a battersi per portare in salvo il corpo di Patroclo.
  • Nel film Achille affronta Ettore con la sua stessa armatura, nell'Iliade invece Ettore la ruberà a Patroclo e Achille chiederà a Efesto, tramite la madre Teti, di fabbricargli una nuova armatura (la cui descrizione del solo scudo occupa un intero capitolo del poema).
  • Nel film, Paride fugge da Troia, mentre nel mito viene ucciso in duello dall'arciere Filottete che era stato convinto da Neottolemo a partecipare alla guerra dopo che, ferito da un serpente velenoso, era stato confinato nell'isola di Lemno.
  • Nel film, Priamo per impetrare da Achille la restituzione del corpo di Ettore lo supplica in nome del lutto comune: di Priamo per il figlio, di Achille per il padre. Il padre di Achille, Peleo, però, secondo la tradizione mentre Achille è a Troia viene sì cacciato da Ftia dove regnava, ma si sarebbe in seguito rifugiato presso Neottolemo, in ogni caso sopravvivendo al figlio e, secondo alcuni miti, e secondo l'Andromaca di Euripide, anche al nipote.
  • Nel film, Astianatte, figlio di Ettore, scampa all'assedio insieme a sua madre, Andromaca. Nei poemi di Omero, Astianatte viene lanciato dalle mura di Troia e muore, e sua madre viene tragicamente fatta schiava proprio dal figlio di Achille, Neottolemo.
  • Ancora, Enea appare nel film come un ragazzo che non ha mai combattuto, mentre per la tradizione è genero di Priamo e il secondo in comando dell'esercito troiano, un guerriero tanto abile da essere capace di pareggiare duelli con Achille; inoltre, è già un uomo, sposato e già padre. Al termine della guerra fuggirà da Troia in fiamme, conducendo con sé il figlio e portandosi sulle spalle il vecchio padre Anchise (nel film si intravede un vecchio accanto al giovane): il che è preambolo dell'Eneide.
  • Nel film, Paride viene considerato principe autorevole, il cui ruolo è appena inferiore a quello di Ettore: per l'Iliade è sì secondogenito di Priamo e uomo di grande bellezza ma fondamentalmente inaffidabile in quanto gli mancano le virtù dell'eroe, quali la forza e il coraggio: egli invece, a segnalare entrambe le caratteristiche, è un vile, infatti è un arciere, fugge dinanzi ai nemici, viene salvato da dèi non guerrieri e spesso invece rimbrottato da Ettore e dagli eroi.
  • Nel film, Priamo dona la spada di Troia a Paride che la usa nel duello contro Menelao e più tardi la dona ad Enea mentre fuggono dalla città. Nessuno di questi eventi è presente nell'opera.
  • È inoltre importante notare come gli dèi non siano fisicamente presenti nel film, mentre nella tradizione classica la religione, intesa quale costante antropologica, ha un ruolo spiccato. Nel mito, Achille parla spesso con sua madre, Teti, e molte azioni e decisioni degli dèi influiscono enormemente nello scorrere degli eventi, senza contare che alcuni, come Apollo e Poseidone, scendono sul campo di battaglia a fianco dei guerrieri umani con spade e armature. Nel film, tranne un rapido incontro iniziale tra Achille e la madre Teti, semplice sacerdotessa, degli dèi non c'è traccia.
  • Secondo l'Eneide (in cui si narra delle gesta di Enea, le cui memorie partono dalla distruzione di Troia) i greci, una volta costruito il cavallo di legno, finsero di partire andando a nascondere le navi dietro l'isola di Tenedo, di fronte a Troia; nel film invece, tutta la flotta viene nascosta in un promontorio a sud della città e quando una sentinella la scopre, viene freddata all'istante da alcuni arcieri greci.
  • Sempre dall'Eneide, sappiamo che fu il Sommo Sacerdote troiano Laocoonte, intuendo l'inganno, a volere l'istantanea distruzione del cavallo di legno e per questo ucciso con i figli da un serpente marino: ma nel film questi è assente, ed è l'onnipresente e idealizzato Paride a sospettare. Inoltre, per portare il cavallo fino alla cittadella, i troiani abbatterono la porta principale della città, mentre nel film questa rimane intatta.
  • Nel mito Nestore è il re di Pilo, che si unisce agli altri re per combattere a Troia, ma nel film appare solo come un semplice consigliere del re. Lo si vede quando Menelao va a Micene per chiedere l'aiuto di Agamennone.
  • Un altro errore presente nel film è ravvisabile nelle navi, che erano ricoperte di pece (quindi nere) per renderle impermeabili.
  • Nel film dopo il duello tra Achille ed Ettore, l'eroe greco lega una corda alle caviglie di Ettore, mentre in Omero assai più selvaggiamente Achille forò le caviglie del defunto, così sacrilegamente profanando il cadavere, e ci fece passare dentro la corda.

[modifica] Premi e candidature

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Official Selection 2004. festival-cannes.fr. URL consultato il 9 luglio 2011.
  2. ^ Troy (2004) - Statistiche | Movieplayer.it
  3. ^ Troy Review - CinemaBlend.com

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