Nel centro del mirino

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Nel centro del mirino
Nel-centro-del-mirino.jpg
L'agente Frank Horrigan
Titolo originale In the Line of Fire
Paese di produzione USA
Anno 1993
Durata 128 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, thriller, drammatico
Regia Wolfgang Petersen
Soggetto Jeff Maguire
Sceneggiatura Jeff Maguire
Produttore Jeff Apple
Fotografia John Bailey
Montaggio Anne V. Coates
Musiche Ennio Morricone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Un assassino in libertà. Un presidente in pericolo. Solo un uomo tra di loro... »
(tagline del film)

Nel centro del mirino (In the Line of Fire) è un film del 1993 diretto da Wolfgang Petersen, con Clint Eastwood, John Malkovich e Rene Russo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Frank Horrigan è un anziano agente dei servizi segreti. Nel 1963 era addetto alla protezione di John F. Kennedy, ma a Dallas fallì e da allora è tormentato dai sensi di colpa. Ora una nuova minaccia rappresentata dal maniaco assassino Mitch Leary, che Frank soprannomina Booth (il nome dell'assassino di Abraham Lincoln), aleggia sull'attuale presidente. Frank una sera riceve una telefonata dal killer, il quale lo informa delle sue intenzioni e lo sfida a fermarlo. Frank pensa che questa sia l'occasione giusta per il riscatto, e così si fa assegnare alla scorta del presidente. Dopo varie telefonate del killer che irritano sempre di più Frank, il quale per le numerose precauzioni viene espulso dalla scorta, i due decidono di dare inizio ad una partita che terminerà solo se Horrigan riuscirà a salvare il presidente al momento giusto.

Leary lascia dietro di sé una scia di sangue cambiando varie volte sembianze e identità, finché, avvistato da Horrigan e dal suo aiutante - che verrà poi freddato dal bandito -, fugge tra i tetti. Il poliziotto, nel tentativo di saltare da un edificio all'altro, riesce a malapena a trovare un appiglio, e mentre le forze lo vanno abbandonando viene soccorso dal suo avversario, il quale lo pone di fronte a un bivio: sparargli e salvare il presidente, precipitando così nel vuoto, oppure lasciarsi salvare la vita. Horrigan non spara e si salva, ma reagisce con rabbia quando Leary insinua, nella telefonata successiva, che forse anche a Dallas l'agente aveva titubato e preferito sopravvivere.

Le indagini intanto proseguono, rivelando come Leary fosse in passato un agente andato incontro sul lavoro a delusioni e tradimenti, pronto ormai a vendicarsi degli uomini e della società. La sua sfida con Frank è condotta lealmente, senza menzogna. Quando afferma di voler uccidere il presidente in California, pertanto, Horrigan gli crede. Riammesso nella scorta e nuovamente allontanato per alcune intemperanze, questi scopre quale sia la nuova identità assunta dal killer. Durante un comizio, a Los Angeles, si lancia davanti al presidente e para il colpo, protetto da un giubbotto antiproiettile. Leary lo prende in ostaggio e lo conduce su un ascensore. Raggiunti dai proiettili della polizia, i due ingaggiano una colluttazione e, mentre l'attentatore sta per precipitare, Horrigan lo afferra. Leary, allora, appurata la sconfitta e la lealtà dell'avversario, lascia la presa e precipita.

Colmato di onori, l'agente lascia il servizio e si fidanza con la bella collega Lily. Alla fine della pellicola, un messaggio lasciato in segreteria da Leary gli rende l'onore delle armi e manifesta per lui rispetto perché, sostiene, entrambi sono persone buone destinate come tali a percorrere sentieri segnati dalla solitudine e dall'incomprensione.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena nella quale John Malkovich si mette in bocca la pistola che gli sta puntando in faccia Clint Eastwood (una SIG-Sauer P228) fu un'improvvisazione dello stesso Malkovich. Pur non essendo prevista dalla sceneggiatura, la cosa piacque così tanto al regista che decise di non tagliarla durante il montaggio e di inserirla nel film.[senza fonte]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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