Briseide

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Achille in una scena erotica con Briseide, grafico erotico cinquecentesco.
Achille in una scena erotica con Briseide, grafico erotico cinquecentesco.

Briseide è il patronimico usato da Omero nell'Iliade per Ippodamia, nativa di Lirnesso, figlia di Briseo, sacerdote troiano di Zeus.

Durante la guerra di Troia, Achille la catturò e la prese come schiava, dopo aver ucciso il marito di lei Minete, re di Cilicia.

A sua volta Agamennone catturò la cugina Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo, ma quando il dio scatenò una pestilenza sul campo degli Achei, i capi greci lo costrinsero a rendere Criseide. Agamennone accettò, ma volle in cambio Briseide.

Lo scambio provocò l'ira furibonda di Achille, che abbandonò gli scontri. Agamennone tentò di restituire la schiava, insieme a del denaro, ma Achille non volle sentire ragioni.

Briseide diede ad Agamennone un figlio, che fu chiamato Aleso.

[modifica] In letteratura

  • La disputa tra Achille e Agamennone per Briseide è narrata nell'Iliade di Omero
  • nelle Eroidi di Ovidio, Briseide scrive una lettera ad Achille

[modifica] Nell'arte

  • Tiepolo, "Briseide condotta a forza da Agamennone", affresco, 1757
  • Felice Giani, "Patroclo consegna Briseide agli araldi di Agamennone", affresco, inizio del XIX secolo
  • Pittore di Achille (anche detto "Pittore di Briseide"), "Anfora attica a figure rosse", ceramica dipinta, 450 a.C. circa
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