Astianatte

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Astianatte gettato giù dalle mura di Troia da Neottolemo alla presenza della madre Andromaca.

Astianatte (in greco: Ἀστυάναξ; in latino: Astyanax) è un personaggio della mitologia greca, figlio bambino di Ettore, l'eroe troiano che combatteva nella guerra di Troia prima di morire ucciso da Achille, distinguendosi come il campione tra i suoi compatrioti, e di Andromaca, figlia del re Eezione.

Alla nascita, il padre gli impose il nome di Scamandrio, quasi lo considerasse un dono del fiume Scamandro, ma i Troiani, memori delle imprese di Ettore, lo chiamavano Astianatte (che significa «signore della città»).[1]

Fu ucciso da Neottolemo, che lo gettò dalle mura di Troia su consiglio di Ulisse, affinché la stirpe di Priamo non avesse discendenza, venne quindi seppellito da Ecuba che ne pose il corpo sullo scudo che era appartenuto ad Ettore.

Secondo altre versioni del mito, il piccolo fu salvato da un'ancella, e, una volta diventato adulto, avrebbe rifondato la città di Troia.

Secondo l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (Libro III, Canto V), Andromaca avrebbe sostituito Astianatte con un altro bambino, che fu ucciso dai Greci al posto suo, lasciando il vero figlio nascosto in un bosco. Successivamente Astianatte sarebbe stato portato da un amico di Ettore in Sicilia, dove prima di essere assassinato dal greco Egisto, concepì con la Regina di Saragozza un figlio, Polidoro, dalla cui stirpe nacque il famoso Ruggero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Omero, Iliade, libro VI, versi 516-522.

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