Tlepolemo

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Tlepolemo (in lingua greca: Τληπόλεμος, Tlepòlemos; in lingua latina: Tlepolemus) era un eroe della mitologia greca, figlio di Eracle e di Astioche (oppure di Astidamia).

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Omero, Tlepolemo era figlio di Eracle e di Astioche, a sua volta figlia del re di Efira, Filante, che, per sfuggire a una vendetta familiare per aver ucciso lo zio Licinnio, si sarebbe rifugiato nell'isola di Rodi, dove avrebbe fondato le città di Lindo, Ialiso e Camiro[1][2]. Secondo Pindaro, invece, Tlepolemo era figlio di Astidamia, a sua volta figlia del re di Dolopia Amintore, e sarebbe partito per l'isola di Rodi in seguito al responso di un oracolo[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tlepolemo uccise Licinio, anziano zio materno del padre, e per sfuggire alla vendetta dei parenti si trasferì da Argo, città di cui era re, in una zona disabitata dell'isola di Rodi dove fondò le tre città di cui divenne automaticamente il sovrano; Tlepolemo compare nel secondo canto dell'Iliade come comandante delle truppe di Rodi. La morte di Tlepolemo è narrata nel quinto canto dell'Iliade: Tlepolemo sfida il capo dei Lici Sarpedonte. Nel duello Tlepolemo muore ma ferisce gravemente l'avversario[4].

Igino cita Tlepolemo anche fra i pretendenti di Elena[5], e in quanto tale avrebbe partecipato alla guerra di Troia. In suo onore, la moglie allestì splendidi giochi funebri a Rodi, a cui ammise anche bambini. Il vincitore era coronato con foglie di pioppo bianco.[6] Dopo la sua morte, la regina Polisso, sua moglie, lo avrebbe vendicato uccidendo Elena.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonhard Schmitz, "Tlepolemus" in William George Smith (ed), Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology. London: J. Walton, 1849, Vol. III (Oarses-Zygia), p. 1161 (on-line) (EN)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omero, Iliade, II, 653-670; nella versione di Vincenzo Monti, Iliade, II, 874-898
  2. ^ Apollodoro di Atene, II, 7 §§ 6, 8
  3. ^ Pindaro, Olimpica VII, 4
  4. ^ Omero, Iliade, V, 627-667; nella versione di Vincenzo Monti, Iliade, V, 835-889
  5. ^ Igino, Fabulæ, LXXXI
  6. ^ Tzetze, Scoli a Licofrone, 911.
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