Nireo

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Nireo è il nome di due personaggi della mitologia greca.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Questo nome è riferito alle seguenti figure mitologiche:

Nireo, comandante greco[modifica | modifica sorgente]

« Rimani ora nella polvere! La tua bellezza non ti serve come ti sarebbe piaciuto; io ti ho privato della vita, nonostante il tuo desiderio di fuga. Sciocchezze! Ci sono guerrieri molto più forti di te. La tua bellezza non è uguale alla tua forza nella lotta. »
(Commento di Euripilo a Nireo morente. Quinto Smirneo, Posthomerica, libro VI.)

Nireo era un giovane capo greco di origini semidivine, dato che era figlio di Caropo e della ninfa Aglea, e governava sull'isola di Sime. Era un giovane di straordinaria avvenenza; Omero stesso spiega come per bellezza fosse secondo solo ad Achille tra i guerrieri greci che lottarono nei combattimenti contro Troia.

Insieme a numerosi altri pretendenti, desiderò sposare Elena, la quale tuttavia fu assegnata per un sorteggio a Menelao. Legato per un giuramento quando la donna fu rapita da Paride, si unì alla flotta achea con un ausilio di solo tre navigli come ci vienne raccontato nell'Iliade nel Catalogo della Navi.

Durante lo sbarco in Misia, gli Achei si scontrarono col re del posto, Telefo, figlio di Eracle, il quale aizzò il suo esercito contro gli invasori. La stessa moglie di Telefo, Iera, Astioca o Laodice, la quale secondo alcuni era una sorella di Priamo, riunì un esercito di donne guerriere e aiutò il marito nel respingere gli assalitori, venendo uccisa proprio da Nireo, mentre Telefo veniva gravemente ferito con una lancia da Achille.

Secondo una tradizione, Nireo venne ucciso la notte della caduta di Troia da Euripilo, figlio di Telefo, il quale era giunto in aiuto di Priamo dalla Misia, insieme ai suoi uomini. I Greci lo seppellirono con onore. Pare che in epoca storica moltissimi viaggiatori si fermassero nella Troade ad ammirare la sua presunta tomba. Una seconda versione sostiene che Nireo non morì ucciso in questa guerra ma che avesse accompagnato l'amico Toante nei suoi viaggi, dopo la presa di Troia.

Nireo, abitante di Catania[modifica | modifica sorgente]

Nireo era un abitante di Catania il quale, deluso per un abbandono amoroso, si gettò giù da un precipizio, da una roccia di Leucade. Alcuni pescatori, tendendo le reti, ritrovarono il giovane e riuscirono a stento a salvarlo dalla morte. Insieme a lui, nella rete da pesca, avevano trovato anche uno scrigno pieno d'oro.

Ripresosi, Nireo reclamò furente questo dono, che apparteneva di diritto a lui dato che era stato trovato nella sua stessa rete. Ma una notte, Apollo gli apparve in sogno, consigliandogli di non ricercare un tesoro che non gli apparteneva, ma di accontentarsi della vita che gli era stata salvata.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Omero, Iliade II, 671.
  • Igino, Fabula 81 e 97
  • Euripide, Ifigenia in Aulide, 204
  • Tolomeo, Efestione, 7, ap.

Traduzione delle fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Omero. Iliade, seconda edizione. Torino, Einaudi, 1990. ISBN 978-88-06-17694-5 Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti

Moderne[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]