Quinto Smirneo

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Della vita di Quinto Smirneo, autore del poema comunemente noto come Posthomerica (Τὰ μεϑ' Ὅμηρον, I fatti successivi a Omero), in 14 libri, non si ha nessuna notizia certa oltre al luogo di nascita, appunto Smirne, in Asia Minore; in discussione anche la cronologia, oscillante tra il III e il IV secolo d.C.

I Posthomerica[modifica | modifica wikitesto]

I Posthomerica contengono il racconto degli avvenimenti successivi ai funerali di Ettore, con cui si conclude l’Iliade, fino alla partenza degli eroi greci. Quinto Smirneo narra così i duelli di Achille con Pentesilea e con Memnone, la sua morte, i giochi funebri in suo onore, la contesa tra Aiace e Odisseo per il possesso delle sue armi, fino ad arrivare (attraverso una serie di duelli e battaglie di sapore omerico che occupano i libri centrali), alla morte di Paride, all’inganno del cavallo di legno e alla presa di Troia.

L’opera di Quinto Smirneo si inserisce in quella particolare forma di rielaborazione tarda del materiale epico a cui sono legati anche i nomi di Nestore di Laranda, Trifiodoro e Colluto. Non più fenomeno socio-culturale come in epoca arcaica e classica, né genere letterario prezioso e raffinato destinato ad una fruizione colta da parte di chi sia in grado di coglierne il sottile gioco di rimandi testuali interni (come in epoca ellenistica con Apollonio Rodio), l’epica diventa, nell’età di Quinto Smirneo, puro esercizio scolastico basato sulla ripetizione di scene e temi omerici. Le fonti di questa operazione sono rappresentate in genere principalmente, oltre che dall’epica arcaica, da repertori e compendi mitografici, che consentivano a Quinto di completare il racconto epico con abbondanza di dettagli ed episodi, accumulati per la verità senza eccessive preoccupazioni di coerenza narrativa. Un aspetto della sua opera differenzia però Quinto Smirneo dagli altri versificatori coevi: nel testo dei Posthomerica sono stati infatti evidenziati dal filologo tedesco Richard Heinze elementi che, in certi episodi e soprattutto nell’enfatizzazione patetica di alcune atmosfere e nella rielaborazione retorica dei toni, sembrerebbero mostrare l’influsso dell’epica romana, soprattutto di Virgilio. I Posthomerica di Quinto Smirneo rivelerebbero dunque, secondo quest’interpretazione, una diffusione di almeno alcuni testi della letteratura latina in certi strati della cultura greca, il che si accorda con la simpatia attestata dal suo poema nei confronti dell’impero romano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni
  • A. Zimmermann, Quinti Smyrnaei Posthomericorum libri XIV, Leipzig 1891 (rist. Stuttgart 1969).
  • F. Vian, La suite d'Homère. Texte établi et traduit par Francis Vian, I-III, Paris 1963-9.
  • G. Pompella, Le Postomeriche, I-II, Napoli 1979; III-VII, Cassino 1987, VIII-XIV, Cassino 1993.
  • G. Pompella, Quinti Smyrnaei Posthomerica, Olms-Weidmann, Hildesheim & New York 2002.
  • Quinto di Smirne, Il seguito dell'Iliade di Omero, Bompiani, Milano, 2013 (traduzioni di Lorenzo Bergerard, Cristiana Bernaschi, Nicoletta Canzio, Bruna Capuzza, Enrico Cerroni, Lorenzo Ciolfi, Graziamaria Gagliarde, Daniele Mazza, Eleonora Mazzotti, Antonino Nastasi, Enrico Maria Polizzano, Shanna Rossi e Valentina Zanusso, revisione di Emanuele Lelli).
Studi
  • R. Heinze, Vergils Epische Technik, Leipzig 1903
  • F. Vian, Recherches sur les Posthomerica de Quintus de Smyrne, Paris 1959

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]