Peneleo

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Peneleo
Saga Argonautiche e Ciclo Troiano
Nome orig.
1ª app. in Iliade
Parenti Ippalcimo (padre)

Nella mitologia greca, Peneleo (o Penelo), figlio di Ippalcimo, era uno degli Argonauti, che in seguito prese parte alla Guerra di Troia, come comandante dei Beoti. Compare sia nell'Iliade che nell'Eneide.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Eroe tra gli Argonauti[modifica | modifica sorgente]

Quando Giasone, incaricato del recupero del vello d'oro, inviò gli araldi a chiedere aiuto a tutti gli eroi dell'epoca, per salpare con lui con la nave Argo per la Colchide, uno degli eroi che risposero all'appello fu il prode Peneleo. Egli non si distinse nelle varie avventure, ma riuscì a finirle in vita, ritornando vittorioso.

La morte a Troia[modifica | modifica sorgente]

Essendo stato tra i pretendenti alla mano di Elena, Peneleo partecipò all'assedio di Troia dopo che la donna venne rapita dal principe troiano Paride. Alla morte di Tersandro, ucciso da Telefo, il comando di tutte le truppe beote passò nelle mani di Peneleo. Nei combattimenti egli si distinse uccidendo barbaramente Ilioneo e Licone; venne poi gravemente ferito da Polidamante. Durante la presa di Troia, Peneleo colpì a morte il giovane principe frigio Corebo (Eneide, II), ma fu a sua volta ucciso da Euripilo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Letteratura secondaria[modifica | modifica sorgente]

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