Icetaone
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nella mitologia greca, Iceatone, il "rampollo d'Ares", è uno dei figli del re Laomedonte e di sua moglie Strimo.
Indice |
Il mito[modifica]
Origini[modifica]
Il re di Troia Laomedonte sposò una figlia del fiume Scamandro, la quale lo rese padre di numerosi figli, quasi tutti maschi.
Icetaone era uno dei figli del re e quindi fratello di Lampo, Clitio, Titone e Podarce, il futuro re Priamo, e di Esione, Cilla, Astioca e Clitodora sue sorelle.
Varianti sulla sua leggenda[modifica]
Esistono due versioni differenti legate alla leggenda di questa figura mitologica.
- Secondo una versione, quando Eracle giunse a Troia offrendosi di liberare Esione, sorella di Icetaone, imprigionata e condannata ad essere uccisa da un mostro marino, Laomedonte promise di offrirgli in cambio parte delle mandrie del suo antenato Troo.
Tuttavia quando l'eroe salvò la fanciulla e la riportò in città, Laomedonte rifiutò di concedergli il premio pattuito e scacciò Eracle da Troia, con la collaborazione di tutti i suoi figli, compreso Icetaone.
Più tardi Eracle ritornò in città e, per vendicarsi del torto subito, assediò Troia, la conquistò e con le sue frecce uccise Laomedonte e uno dopo l'altro tutti i suoi figli, e quindi anche Icetaone, escluso Podarce.
- L'altra versione, accettata da Omero, racconta invece che Icetaone insieme a tutti i suoi fratelli sopravvisse alla vendetta di Eracle e che, quando suo fratello Podarce (chiamato poi Priamo) ricostruì la città, egli visse a Troia dove si sposò ed ebbe alcuni figli.
Da madre sconosciuta, Iceatone ebbe un figlio, di nome Melanippo, un valoroso guerriero che ben si distinse durante la guerra di Troia[1]. Questi ebbe un ruolo brillante durante l'attacco alle navi achee, tuttavia cadde in battaglia ucciso da Antiloco.
Virgilio, nell'Eneide, nomina anche un altro figlio di Icetaone, chiamato Timete, il quale fu uno dei guerrieri posto a difesa dell'accampamento Troiano[2].
Nell'Iliade, Icetaone appare come uno dei consiglieri di suo fratello Priamo, insieme ai fratelli Clitio e Lampo e agli altri vegliardi troiani, Pantoo, Antenore, Timete e Ucalegonte.
Note[modifica]
Voci correlate[modifica]
Bibliografia[modifica]
- Omero, Iliade, libro XX, 236-238; libro III, 146-148; libro XV, 546-546.
Moderna[modifica]
- Pierre Grimal, Mitologia, Garzanti, 2005, ISBN 8811504821
|
|