Eaco

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Eaco e Telamone, opera di Jean-Michel Moreau le Jeune.

Eaco è un personaggio della mitologia greca. Nasce dalla ninfa Egina con cui Zeus un giorno si accoppiò trasformandosi in aquila e portando con sé la ninfa sull'isola di Enopia.

Le leggende narrano che Era, sposa di Zeus, quando seppe della nascita di Eaco, scaricò la sua gelosia sull'isola.

Era per gelosia avvelenò i corsi d'acqua e ordinò ai venti meridionali di soffiare senza tregua. In questo modo andarono perduti tutti i raccolti, facendone seguire una grave carestia. Il caldo torrido portato dai venti meridionali costrinse gli abitanti a bere dalle acque dei fiumi avvelenati, uccidendoli tutti.

Eaco, vedendo il suo regno alla rovina, si rivolse al padre Zeus; questi fece cadere sull'isola una pioggia fresca, che fermò i venti e ricambiò le acque avvelenate.

Zeus (Giove) quindi trasformò le formiche dell'isola in esseri umani, ed Egina ritornò fiorente grazie ai mirmidoni (da murmex che significa appunto formica). Eaco spartì i suoi possedimenti tra i suoi sudditi e l'isola ritrovò la pace.

Eaco in seguito sposò Endeide, figlia di Chirone[1] (o Scirone[2]) e di Carìclo, da cui ebbe due figli: Telamone e Peleo. Peleo fu il padre di Achille, accompagnato alla guerra di Troia da un esercito di mirmidoni.

Eaco ebbe un ulteriore figlio dall'unione con la ninfa Psamate, una delle figlie di Nereo, che per sfuggirgli si trasformò in foca, ma lui si unì lo stesso a lei e nacque un figlio chiamato Foco. In seguito Telamone, geloso del fratellastro Foco, lo uccise e lo seppellì con l’aiuto del fratello Peleo. Quando Eaco scoprì il fatto, cacciò entrambi i figli dall’isola.

Pindaro indica in Eaco il costruttore delle mura di Troia, con l'aiuto di Apollo e Poseidone.

Eaco era considerato un uomo profondamente giusto e per questo era chiamato spesso a fare da arbitro nelle contese. Dopo la sua morte Zeus lo nominò giudice negli Inferi. Platone cita come giudici dell’Ade Minosse, Radamante, Eaco e Trittolemo.

La leggenda inoltre narra che Eaco era custode delle chiavi dell'Ade, e doveva occuparsi delle anime di provenienza europea.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Igino, Fabulae, 14
  2. ^ Plutarco, Vite Parallele, Teseo