Telegonia

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I Proci assillano Penelope (John William Waterhouse

La Telegónia (in greco Τηλεγόνεια, Telegóneia ) è un antico poema epico greco andato perduto. Faceva parte del Ciclo Troiano, che raccontava in versi l'intera storia della guerra di Troia. Le vicende trattate dalla Telegonia vengono cronologicamente dopo quelle dell'Odissea e si tratta della parte conclusiva del Ciclo Troiano.

Il poema è stato talvolta attribuito da fonti antiche a Cinetone di Sparta, ma una fonte sostiene invece che sia stato sottratto a Museo da Eugammone di Cirene. Si componeva di due libri di versi scritti in esametri dattilici.

Ipotesi sul titolo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità la Telegonia potrebbe essere stata conosciuta anche come Thesprotís (Θεσπρωτίς ), titolo riferito in un'occasione da Pausania[1]. Secondo un'ipotesi alternativa, con Thesprotís si indicava soltanto il primo libro della Telegonia, che è ambientato in Tesprozia. Una terza versione afferma che sarebbe esistito un poema del tutto diverso dalla Telegonia, chiamato appunto Thesprotís. Secondo una quarta versione, la Telegonia e la Thesprotís sarebbero altresì due poemi diversi, che a un certo punto furono uniti sotto il titolo unico di Telegonia. Al momento la maggior parte degli studiosi tende a considerare la terza e la quarta ipotesi come poco probabili, dal momento che non è possibile fornire alcuna dimostrazione al riguardo. Inoltre, riferirsi a singoli episodi dell'epica omerica con dei titoli propri era una pratica comune[2] e i primi 4 dell'Odissea come Telemachia.

Datazione[modifica | modifica wikitesto]

La data di composizione della Telegonia è tuttora incerta. Cirene, la città natale di Eugammone, il supposto autore, venne fondata nel 631 a.C., ma la leggenda potrebbe essere esistita da epoche precedenti alla versione di Eugammone. Esiste una concreta possibilità che l'autore dell'Odissea conoscesse almeno alcune versioni della storia narrata nella Telegonia [3]. Certamente, la datazione più verosimile per il poema di Eugammone è che sia stato composto nel VI secolo a.C.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Uccisione di Odisseo per mano dell'inconsapevole Telegono, dal Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure

La Telegonia si compone di due episodi distinti (probabilmente ciascuno occupava un libro): il viaggio di Ulisse in Tesprozia e la storia di Telegono.

Nelle attuali edizioni critiche della Telegonia sopravvivono soltanto due versi del testo originale. Per conoscerne la trama si dipende quindi quasi completamente da un riassunto del Ciclo Troiano contenuto nella Crestomazia, scritta da un non meglio identificato Proclo (che forse potrebbe essere identificato con il grammatico del II secolo Eutichio Proclo). Poche altre fonti forniscono indicazioni sull'intreccio del poema.

L'opera si apre dopo il ritorno di Ulisse alla sua casa a Itaca e l'uccisione dei Proci (μνηστηροφονία), che avviene al termine dell'Odissea. I Proci morti vengono sepolti e Ulisse compie dei sacrifici alle Ninfe[4]. Compie quindi un viaggio in Elide, dove fa visita a un personaggio altrimenti sconosciuto, Polisseno, che gli dona una coppa su cui è raffigurata la storia di Trofonio. Ulisse torna a Itaca e parte quindi per la Tesprozia [5]. Qui ha una storia d'amore con la regina dei Tesproti Callidice, che gli dà un figlio, Polipete. Ulisse combatte dalla parte dei Tesproti nella guerra contro i loro vicini Brigi. Anche gli dèi intervengono in questo scontro. Atena, infatti, come di consueto si schiera a favore di Ulisse mentre Ares, il dio della guerra, parteggia per lo schieramento opposto. Quando la regina Callidice viene uccisa in battaglia, Apollo interviene a placare i suoi fratelli e Ulisse torna a Itaca.

Nel frattempo, si viene a sapere che Circe, con cui Ulisse aveva avuto una storia d'amore di un anno[6], gli aveva dato a sua volta un figlio, Telegono (Τηλέγονος = Nato lontano da casa>), cresciuto sull'isola della madre, Eea. Dietro consiglio della dea Atena, Circe gli rivela il nome di suo padre e gli dona una bellissima lancia perché possa difendersi. Sulla punta di questa lancia, forgiata dal dio Efesto, è stato applicato il pungiglione velenoso di una razza. Così equipaggiato, Telegono viene inviato dalla madre in cerca di Ulisse. Una tempesta costringe il ragazzo ad approdare a Itaca, senza che egli capisca in quale luogo sia arrivato. Come è abitudine per gli eroi omerici quando si trovano in terra straniera, si dà al furto e, ignaro di chi ne sia il proprietario, inizia rubando il bestiame di Ulisse. L'eroe accorre a difendere le sue proprietà. Padre e figlio si scontrano e Telegono uccide il genitore con la sua straordinaria lancia. Si realizza così la profezia fatta da Tiresia nell'Odissea secondo la quale la morte per Ulisse sarebbe venuta «fuori dal mare»[7]. Mentre Ulisse è a terra morente, vittima e carnefice si riconoscono e Telegono si dispera per l'errore commesso. Il figlio di Circe poi, insieme a Penelope e Telemaco, riporta il corpo di Ulisse a Eea, dove l'eroe viene sepolto e la maga rende immortali gli altri. Telegono sposa Penelope e Telemaco sposa Circe. La morte di Ulisse (sepolto a Eea da suo figlio Telegono) segna il termine della storia di Troia, iniziata con la mela d'oro e il giudizio di Paride, e di tutto l'immortale genere epico greco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pausania, Periegesi della Grecia, 8.12.5
  2. ^ Si indicavano, per esempio, il V e parte del VI libro dell'Iliade come l'Aristeia di Diomede
  3. ^ L'episodio ambientato in Tesprozia e la strana lancia di Telegono potrebbero essere stati ispirati dalle profezie di Tiresia del libro XI dell'Odissea, ma è anche possibile che sia avvenuto il contrario
  4. ^ Presumibilmente le Ninfe nella cui grotta ha nascosto il tesoro che ha portato a Itaca con sé: vedi Odissea, libro XIII
  5. ^ Presumibilmente per compiere i sacrifici che gli aveva ordinato Tiresia; Odissea, libro XI
  6. ^ Odissea, libri X-XII
  7. ^ Si intende per il veleno della razza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edizioni a stampa (Il testo greco):
    • A. Bernabé 1987, Poetarum epicorum Graecorum testimonia et fragmenta pt. 1 (Lipsia: Teubner)
    • M. Davies 1988, Epicorum Graecorum fragmenta (Göttingen: Vandenhoek & Ruprecht)