Alexander (film)
Alexander è un film storico del 2004 diretto da Oliver Stone sulle conquiste di Alessandro Magno e del suo dominio sulla Macedonia.
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Trama[modifica]
La storia inizia a Babilonia nel 323 a.C. con le immagini dell'agonia e della successiva morte di Alessandro. Egli muore lasciando cadere, dal suo letto, un anello. Poi le immagini si spostano nell'Alessandria di circa 40 anni dopo. Tolomeo, ora faraone d'Egitto, ricorda alla sua corte, dettando le sue parole allo scriba, la storia di Alessandro.
Parla allora del ragazzo che crebbe a Pella, come figlio di Olimpiade e di Filippo, anche se non v'era uomo che vedendoli insieme, 'non s'interrogasse' sulla loro reale discendenza. Olimpiade lo tiene, da bambino, nella sua stanza come i suoi numerosi serpenti, e lo chiamava 'il mio piccolo Achille'. Gli insegna a trattare gli uomini come lei tratta i serpenti: se non fa attenzione gli si possono rivoltare contro e morderlo. Alessandro ad un certo punto assiste anche ad una lite tremenda tra la madre e Filippo, il marito, che era appena tornato dalla sua ultima campagna di guerra.
Poi la scena cambia, Alessandro cresce e viene preparato alla lotta, assieme ad Efestione e a tutti gli altri che poi faranno parte della sua vita di condottiero. Egli anche diventa capace, in una memorabile giornata, di addomesticare il cavallo che condividerà la sua carriera di conquistatore: Bucefalo. Filippo ne è orgoglioso.
Alessandro viene istruito sulle tragiche sorti degli antichi eroi dal padre in una visita alle catacombe, e sul timore di come la vita possa essere stravolta dagli dèi in ogni momento. Filippo gli dice anche per tutta la tua vita, guardati dalle donne. Sono molto più pericolose degli uomini.
Sempre in quei tempi della sua infanzia, Aristotele a lezione teorizza la conquista del mondo esplorando le terre sconosciute, eppure dice anche ad Alessandro, che si chiede perché non conquistano la Persia, che l'Asia, aspirazione dei greci, è un luogo che fa perdere gli uomini che vi s'addentrano.
8 anni dopo Olimpiade vede la nuova moglie di Filippo arrivare, incinta, al palazzo. Ad Alessandro consiglia di prendere moglie prima di partire per l'Asia, assieme al padre, perché potrebbe avere così un figlio di razza macedone e diventare l'erede al trono, scalzando la concorrenza della prole di Euridice, la nipote di Attalo. Ma Alessandro non l'ascolta perché è innamorato di Efestione.
Al matrimonio di Filippo con Euridice scoppia tuttavia una tremenda lite tra Attalo e Alessandro, come anche tra questi e Filippo, che lo bandisce dal suo regno e nega che sia suo figlio. Il tutto sotto lo sguardo della madre, che osserva silenziosa da una finestra.
All'improvviso tutto cambia, con la morte di Filippo. La storia si sposta direttamente a Gaugamela, accennando appena alla conquista dell'Egitto (e ignorando la battaglia di Isso). Alessandro pone le sue condizioni e spiega il suo audace piano d'attacco ai generali, per la battaglia del mattino dopo: una serie di manovre per raggiungere con la cavalleria il centro dello schieramento e provare ad uccidere Dario, il re nemico. La notte vi è un'eclissi di luna, che tutti interpretano di cattivo auspicio.
Il giorno dopo, i Macedoni marciano verso il loro destino. Alessandro, dopo aver sacrificato un toro agli dèi, arringa i suoi uomini. Le sarisse vibrano nell'aria e gli scudi vengono percossi ad ogni esclamazione. Alessandro parte alla carica, mentre Dario, considerato mandante dell'assassinio del padre, osserva indifferente, al centro dello schieramento e attorniato dai suoi 10000 immortali.
Il re persiano manda Besso con la cavalleria pesante all'attacco, per circondare Alessandro, mentre fa sparare frecce a nugoli contro la falange in avanzata. Tutto sembra procedere bene, ma i carri da guerra -seguiti dalla fanteria- che avrebbero dovuto dare il colpo di grazia allo schieramento nemico, vengono fermati dalle falangi, che poi continuano nella loro avanzata massacrando i fanti persiani, i quali sono meno organizzati e attaccano in ordine sparso.
Alessandro, con una memorabile cavalcata, elude Besso e nel polverone alzatosi attacca il centro dello schieramento. A quel punto, si avvicina molto allo schieramento avversario e quasi resta ucciso dallo scontro con alcuni nemici, salvato solo dai suoi eteri, compagni della cavalleria, come Clito, Efestione e Tolomeo, che smontati da cavallo, lo proteggono da ogni lato.
Alla fine Alessandro raggiunge, in un caos incredibile, il re Dario e mancatolo di poco con un giavellotto lo mette in fuga. L'esercito è in rotta, ma anche l'ala sinistra comandata dal vecchio e saggio Parmenione, quello a cui Alessandro il giorno prima aveva detto "lo farei (ritirarmi) se io fossi Parmenione, ma sono Alessandro e come la Terra non ha due soli, l'Asia non conterrà 2 re", sta cedendo, troppo debole com'è stata lasciata per rinforzare le altre ali dello schieramento (i Persiani, pare, superassero di oltre un chilometro le linee macedoni in estensione del loro esercito).
Alcuni persiani sono arrivati anche alle salmerie. A quel punto Alessandro lascia perdere l'inseguimento e torna indietro a rafforzare l'ala sinistra. La battaglia è vinta. Mentre il sole cade all'orizzonte, Alessandro assiste, in un ospedale da campo improvvisato, alla morte del giovane Glauco, un soldato anonimo che morente, lo invoca, mentre un punteruolo lo colpisce alla nuca, per dargli il colpo di grazia. Alessandro piange alla vista della strage che quel giorno è stata fatta, per sua volontà, con gli avvoltoi implacabili che cominciano il banchetto, e i cui occhi vengono paragonati a quelli del re di Macedonia. A quel punto, con la sua ambizione è diventato, a 25 anni, Re del Mondo.
Dopo la presa di coscienza del senso di quella immensa e sanguinosa battaglia, segue la trionfante entrata a Babilonia, con i Greci in parata e accolti dalla popolazione festante.
Alessandro intuisce che tutte queste ricchezze porterebbero alla corruzione dell'anima, e ancora di più mentre osserva l'harem di Dario. Ad un certo punto arriva Statira, la principessa figlia di Dario che implora per la vita sua e della sua famiglia. Alessandro acconsente affinché venga trattata da principessa, come è il suo rango. I suoi generali non sembrano gradire.
In seguito riceve una lettera dalla madre che lo sprona a sposarla e a svegliarsi perché i suoi compagni d'arme potrebbero rivoltarsi come serpenti, contro di lui, in ogni momento. Già vi sono complotti da parte di alcuni di loro, come Antipatro. Olimpiade vorrebbe che lui la invitasse a Babilonia per aiutarlo a mantenere il controllo della situazione.
Alessandro parla con Efestione e gli confida il suo pensiero, alla luce della notte di Babilonia. Lui vorrebbe portare la libertà e la civiltà a tutte le genti del mondo, mentre i suoi generali sono intenti solo ad arricchirsi. Non è più questione di combattere o di conquistare. È un nuovo mondo da costruire. Parmenione gli aveva detto: "questo non era il piano di tuo padre" e Alessandro di rimando "e io non sono mio padre". È chiaro che i suoi compagni non riescono a capire l'idea di Alessandro, sono intenti a placare solo desideri ben più vili. Solo Efestione gli resta vicino. Lui e l'enigmatico Bagoa, "bellissimo" eunuco di corte.
La caccia a Dario prosegue, fino a quando i suoi generali lo uccidono e lo fanno trovare da Alessandro. Ma lui decide di punirli per il tradimento del loro re e continua ad attaccarli. Arriva in Afghanistan orientale, in terre "mitiche" come la Sogdiana e la Battriana. "I nostri geografi dicono che qui si incontrano l'Asia e l'Europa. In realtà ci eravamo persi", il racconto che fa la voce fuoricampo di Tolomeo.
Alla fine, in visita ad una tribù di montagna decide di sposare Rossane. Questo scatena una discussione micidiale con i suoi generali, per niente contenti di questa scelta. I suoi generali gli chiedono di smetterla di costruire città e strade in Asia. Vogliono tornare a casa. Loro vorrebbero anche "un erede macedone" come gli chiede Parmenione, e non figlio di una barbara. Ma Alessandro impone la sua volontà e se la prende soprattutto con Cassandro, che si crede migliore degli asiatici per pregiudizi ancestrali. Alla fine, dopo 10 anni di suppliche della madre per sposarsi con una macedone, avviene il matrimonio con Rossane, figlia di un capo tribù asiatico. La prima notte di nozze quasi si trasforma in un dramma perché Rossane scopre che Alessandro ed Efestione hanno una relazione. Ne segue una battaglia sul letto coniugale, ma alla fine Rossane cede e buttato via un pugnale che ha puntato alla gola del Gran re Sikander, fanno invece l'amore.
Di lì a poco viene scoperto un complotto per avvelenare Alessandro. Nel complotto è coinvolto Filota, compagno da una vita di Alessandro e figlio di Parmenione, che viene processato, torturato e condannato a morte. Ma anche il padre, che non si sa sia coinvolto, viene fatto uccidere, una scelta non fatta a cuor leggero. Alessandro si consola dalle amarezze della vita e dei tradimenti, con l'eunuco Bagoa, silenzioso compagno che sembra avere sostituito Efestione, a poco a poco.
Alessandro si ritrova ad osservare le montagne dell'Hindu Kush, così alte e fredde, senza attraversamenti possibili, come gli conferma Tolomeo. I due discutono sul da farsi. Alessandro chiede a Tolomeo dove vorrebbe andare a vivere una volta tornato e lui, con sguardo malizioso, ci pensa un po' e gli dice che vorrebbe vivere ad Alessandria d'Egitto, perché "almeno fa caldo". Alessandro invece non riesce a trovare la fine del Mondo e pensa che la morte sarà l'ultima conquista che farà, facendo silenziosamente preoccupare Tolomeo.
Comunque accetta la sconfitta contro la Natura e sceglie di deviare verso sud, andando in India. Lì le piogge torrenziali e la foresta arrestano le speranze di una facile conquista, non meno delle tribù e dei branchi di scimmie aggressive. Poi inizia a piovere per 60 giorni e alla fine arrivano anche i serpenti. La pazienza, anche di persone fedeli come il generale Cratero, figura defilata ma fondamentale per la storia, comincia a vacillare. Ma peggio di tutto questo, avviene la lite con Clito, che rimprovera ad Alessandro, durante una festa, di avergli dato una satrapia tanto ad est da casa, a cui capisce non farà mai ritorno. Poi insiste dicendogli che non è giusto che lui accetti le genuflessioni dei sudditi e infine lo accusa di essere un tiranno che si circonda di servi asiatici. Sono tutti assai ubriachi e Alessandro alla fine, quando Clito nomina anche la madre, lo uccide con un giavellotto, preso da un attacco d'ira. È il dramma più nero, Efestione cerca di consolare Alessandro ma senza successo: dopo 3 giorni è ancora in uno stato confusionale. Teme che Clito abbia detto la verità e capisce di avere fallito nelle sue idee.
Il pensiero corre a qualche anno prima, quando Alessandro e Filippo marciano insieme verso i giochi nuziali (della sorella di Alessandro) in una città greca. Là Filippo viene ucciso da Pausania, capo della sua guardia scelta. Alessandro, sconvolto per l'assassinio viene subito acclamato re. Il tutto sotto gli occhi compiaciuti della madre, che indossa un'elegantissima veste rossa.
Dopo i funerali, Alessandro irrompe nella stanza della madre e le chiede, senza giri di parole, chi abbia ucciso il padre. Lei dice "Pausania". Non ammette nulla che la possa far sentire colpevole, e comunque il vero padre di Alessandro è Zeus, non Filippo. Alla fine raggiungono un sofferto accordo tra cui l'uccisione di Attalo, zio di Euridice. Ma Alessandro non avrebbe più rivisto, da allora, la madre.
Si ritorna al presente. Alessandro, con i capelli lunghi e la barba incolta, arringa i suoi a continuare ad avanzare ad est. Cratero gli chiede di poter tornare a casa, perché loro sono uomini semplici e vorrebbero rivedere le proprie famiglie prima di raggiungere gli antenati nell'Ade. Alessandro gli dice ad un certo punto: "tu sogni, Cratero. La vostra semplicità si è perduta quando avete preso mogli asiatiche, vi siete arricchiti e innamorati di tutte le cose che distruggono l'uomo". Finisce con una ribellione soffocata nel sangue.
La battaglia successiva, combattuta ad Idaspe contro Re Poro, è il momento culminante dell'avanzata di Alessandro. Dalla giungla sbucano immensi elefanti da guerra, riccamente ornati, corazzati, e con numerosi guerrieri in groppa: è l'esercito di Re Poro che avanza contro la falange macedone, che viene massacrata.
Intanto Alessandro arriva a combattere contro i fanti nemici, li sbaraglia e tenta di salvare la Falange. Ma i cavalli hanno paura ad avvicinarsi agli elefanti. Alessandro, solo e disperato, arringa i suoi macedoni e si lancia all'attacco del Re Poro. In una scena cardine del film, carica contro l'elefante del re, ma Bucefalo viene colpito a morte e lui stesso ferito gravemente.
I suoi uomini lo vedono in azione, lo vedono cadere, si rianimano come una furia sovrumana e mettono in fuga gli Indiani: la battaglia dell'Idaspe è vinta per poco, ma Alessandro una volta guarito dalle ferite, decide che ne ha abbastanza e torna verso Babilonia. Sbaglia drammaticamente a sceglier la via più breve e molti muoiono, dopo essere sopravvissuti a tante battaglie, nel deserto.
A Babilonia, Alessandro subisce la morte di Efestione, a causa, pare, del tifo. È presente quando muore, anche se quasi non se ne accorge, mentre parla di come le loro vite saranno belle negli anni a venire, di nuove spedizioni, anche contro Roma. Ma Efestione non può più seguirlo nei suoi sogni di gloria. Alessandro crede che a ucciderlo sia stata Rossane, che aspettava finalmente un figlio. Dopo la lite Alessandro si stava divertendo ad una festa quando, mentre ha addosso una pelle di leone(avendo molto bevuto) si sente male. Egli ha una tremenda malattia (dovuta al troppo alcool) e muore, circondato da spiriti e persone reali. In seguito alla sua morte, senza testamento, il mondo cade nelle guerre e divisioni ancora una volta.
Solo Tolomeo, dopo tutti quegli anni, è sopravvissuto per raccontare la storia del grande Alessandro, ma la verità, come confessa allo scriba prima di fagli cancellare quella parte, è che i sognatori uccidono chi sta loro vicino, e quindi devono morire prima che questo accada ai loro seguaci. Alessandro l'hanno ucciso loro, in fondo.
Eppure, Tolomeo non può fare a meno di pensare con affetto al suo Re, e a quello che ha provato a fare per cambiare il mondo ("il suo fallimento, e che fallimento, ha superato in gloria tutti i trionfi"). Sulla statua di Alessandro e la musica di Vangelis finisce la storia.
Inesattezze storiche[modifica]
- Il motto "Audentes [o audentis] fortuna iuvat" ("La fortuna aiuta gli audaci"), citato all'inizio del film sia per iscritto sia da Olimpiade mentre canta, fu coniato da Virgilio, a Roma, che visse tra il 70 e il 19 a.C.
- Nelle diverse mappe mostrate nel corso del film i nomi dei luoghi risultano inesatti, scritti con nome inglese in caratteri greci o comunque in modo approssimativo (come l'improbabile 'mare mediterraneum' o le incredibili 'caspian sea' e 'greece'). Inoltre, ad un certo punto, tra le carte di Alessandro, si legge, in caratteri greci, la scritta inglese 'tax system'.
- Le montagne dell'Hindukush sono chiamate così, mentre non assumeranno questo nome che più di mille anni dopo.
- Tebe non fu distrutta per volere di Alessandro, ma per volere della Lega di Corinto. Tuttavia essa, formalmente alleanza di poleis greche libere, era stata costituita nel 337 per volere del re Filippo, all'indomani della sua vittoria a Cheronea dell'anno precedente, ed era stata da allora uno strumento nelle mani della Macedonia per il controllo sugli affari della Grecia; dunque nella sostanza non è un vero errore.
- Nel film non viene fatto alcun riferimento alla sorella di Alessandro, Cleopatra di Macedonia.
- Antigono Monoftalmo, chiamato così perché perse un occhio, nel film dall'inizio è già senza un occhio, mentre in realtà egli lo perde a Granico per difendere Alessandro, che stava rischiando la morte.
- Nel film non viene fatto alcun riferimento alla fuga/esilio di Alessandro in Epiro e in Illiria.
- Nel film non sono mostrate, né è fatto riferimento, alle battaglie di Granico e di Isso che precedettero lo scontro di Gaugamela, né dell'assedio di Tiro o delle conquiste delle satrapie turche, della Fenicia e dell'Egitto.
- Nel film non è fatto alcun riferimento all'episodio del nodo di Gordio.
- Nel film Alessandro rimprovera i macedoni di aver preso mogli persiane e di aver avuto da loro dei figli, ma in realtà fu una sua legge che li costrinse a prendere in moglie donne orientali.
- Filota venne ucciso perché sospettato di essere a conoscenza della congiura contro Alessandro: nel film sembrerebbe che si lasci intendere che è Filota il mandante della congiura, e suo padre Parmenione non viene ucciso perché era legge macedone che il padre prendesse le responsabilità del figlio, ma perché poteva chiudere i rifornimenti all'esercito di Alessandro.
- Filota non fu il capitano della guardia di Alessandro, ma il capitano della cavalleria macedone e, mentre nel film è raffigurato come poco più di un ragazzo, nella realtà aveva più di 44 anni, avendo già fatto carriera sotto Filippo.
- Nearco, generale di Alessandro, era capitano della flotta Macedone.
- Roxane fu una principessa della Battria, figlia del satrapo Ossiarte, non una donna senza peso politico com'è mostrata nel film. Inoltre non si ha notizia che abbia mai cercato di uccidere Alessandro.
- Efestione morì a Ecbatana e non a Babilonia.
- Al momento della divisione dei territori dell'Impero, le figure più importanti che dovevano tenere in piedi l'impero erano: Antipatro in Grecia, Perdicca in Asia mentre Cratero si occupò degli aspetti governativi al posto del fratellastro di Alessandro, Filippo Arrideo, che soffriva di demenza.
- I diadochi che si divisero l'impero furono questi: Poliperconte in Grecia alla morte di Antipatro, Lisimaco in Tracia, Antigono in Asia Minore, Tolomeo in Egitto e Seleuco in Persia. Cassandro non faceva parte della cerchia più stretta di Alessandro.
- Seleuco nel film non è mostrato, anche se viene nominato verso la fine nel momento della divisione dell'impero. Non è presente in nessuna delle battaglie a cui in realtà ha partecipato; prima di ottenere la Persia fece parte della cerchia di ministri a fianco a Perdicca e fu uno dei suoi assassini.
- Alessandro decise di ritornare in Grecia dopo la conquista di Sangala persuaso da Roxane e dai suoi generali. Quindi la sua ultima battaglia non fu quella di Idaspe contro Poro (il comandante indiano che fa impennare l'elefante di fronte ad Alessandro). Inoltre, in quella battaglia, Alessandro non fu ferito.
- Alessandro, oltre che con Roxane, era sposato anche con Statira, figlia di Dario e Barsine, figlia di Artabazo, con la quale ebbe anche un figlio: Eracle.
- La battaglia di Gaugamela venne vinta grazie ad un rinforzo arrivato all'ultimo dalla Macedonia, del quale Alessandro era perfettamente a conoscenza.
- Durante la battaglia di Gaugamela Alessandro incita gli uomini ed esclama "per la gloria della Grecia". In realtà sappiamo che i generali Macedoni ripudiavano i greci e li disprezzavano: perfino il segretario Eumene di Cardia era sbeffeggiato dai macedoni. Inoltre la Grecia, intesa come stato, non esisteva, se non come città stato autonome e spesso nemiche tra loro; l'unico regno consolidato nei Balcani era la Macedonia.
- Clito il Nero venne in realtà ucciso a Samarcanda, non in India.
- Dario, nel film, dimostra circa 35 anni, mentre in realtà ne aveva più di 55, essendo salito al trono a 46.
- Babilonia viene mostrata come una metropoli moderna, e di sera è addirittura illuminata da lampioni pubblici a olio dalla luce bianchissima. Ovviamente, questa è un'invenzione cinematografica.
- Quasi tutti i soldati di Alessandro sono sbarbati e coi capelli corti, o comunque molto ben tenuti. Nell'antichitàgreca erano pochissimi gli uomini che si radevano, e solo gli schiavi tenevano i capelli molto corti, i carcerati, alcuni sacerdoti e i malati. Sarà Roma a introdurre la moda dei capelli corti e della barba rasata, utili ai soldati per non fornire al nemico appigli per afferrare loro la testa e sgozzarli, oltre che segno di disciplina.
- Per due volte almeno, prima Anthony Hopkins, poi l'insegnante di Alessandro Magno, si esprimono in termini non propriamente esatti, infatti parlano della Persia che ha conquistato tutto il mondo conosciuto. L'espressione mondo conosciuto è stata coniata durante il periodo illuministico da un filosofo francese, al tempo di Alessandro Magno questa espressione è totalmente fuori luogo.
- Quando Alessandro morì, diede l'anello a Perdicca; nel film invece l'anello cade per terra e 40 anni dopo lo vediamo al dito di Tolomeo.
- Nel film le guardie del corpo di Alessandro hanno un ruolo molto defilato, a parte Efestione e Tolomeo: alcuni non vengono mai nominati (Aristonoo e Pitone), mentre altri sono poco più che comparse (Perdicca, Leonnato e Lisimaco).
- Durante un dialogo con Efestione la notte prima della battaglia di Gaugamela, Alessandro pronuncia la parola OK.
Regia, produzione e attori[modifica]
Tra le scelte fatte, in base al contenuto 'extra' del DVD di Alexander, va segnalata la scelta della narrazione della morte di Filippo spostata alla seconda metà del film. Oliver Stone dice che in sostanza, il motivo sta nella necessità di 'sfoltire' l'inizio della storia di Alessandro, altrimenti troppo pieno di avvenimenti, utilizzando la tecnica del flash-back e quindi degli eventi non necessariamente consequenziali.
Le immagini degli esterni sono state girate primariamente in Marocco, e anche le montagne innevate sono state filmate lì. Gli interni invece sono stati girati a Londra, da dove vengono anche i costumi. Le scene 'indiane' sono state, invece, realizzate in Thailandia.
Oliver Stone commenta la necessità di lavorare in paesi stranieri: «Si poteva fare anche in California, ma i costi sarebbero stati allucinanti: 200 dollari a comparsa per giorno di lavorazione».
A Colin Farrell, poco aulicamente, finire il film è parso liberatorio: «Non ne potevo più di vestirmi da donna». Per l'interprete di Clytus l'intero copione si potrebbe rendere bene in teatro, mentre Val Kilmer afferma che impersonare Filippo è stato un viaggio dell'anima. Anche Angelina Jolie ha espresso la sua opinione su Olimpiade: una donna straordinaria, la più forte che lei abbia mai interpretato.
Critica[modifica]
Il film, al centro di contrastanti e discusse polemiche, non è stato generalmente apprezzato dalla critica cinematografica. Giancarlo Zappoli, direttore del sito MyMovies.it lo ritiene indegno di un regista del calibro di Oliver Stone, definendolo espressamente il suo meno riuscito.[1] Lo stesso Stone, deluso dall'insuccesso di una pellicola da lui programmata da anni, giustifica il suo lavoro, dichiarando: "Gli americani non studiano la Storia, non la conoscono se non per alcuni titoli di libri e giornali letti con ignoranza. Sono indifferenti anche al passato del loro giovane Paese e prigionieri di una ipocrita moralità fondamentalista. È questa una delle prime cause del loro rifiuto per il mio Alexander, un film storico".[2]
Il film è stato candidato a sei Razzie Awards nel 2005 per le seguenti categorie:
- Peggior film
- Peggior regista (Oliver Stone)
- Peggior sceneggiatura (Oliver Stone, Laeta Kalogridis e Christopher Kyle)
- Peggior attore protagonista (Colin Farrell)
- Peggior attrice protagonista (Angelina Jolie)
- Peggior attore non protagonista (Val Kilmer)
Incassi[modifica]
Il film ha incassato a livello mondiale circa 167 milioni di dollari superando di poco il budget di 155.[3].
Slogan promozionali[modifica]
- «Fortune favors the bold.»
- «La fortuna aiuta gli audaci.»
- «The greatest legend of all was real.»
- «La più grande leggenda di tutti i tempi era vera.»
Note[modifica]
- ^ Recensioni su Alexander (2004). MyMovies.it. URL consultato in data 13 aprile 2009.
- ^ Critica di Giovanna Grassi su Alexander. MyMovies.it. URL consultato in data 13 aprile 2009.
- ^ Alexander - MYmovies
Collegamenti esterni[modifica]
- Discussione sulla tematica omosessuale, su Culturagay.it.
- Recensione critica
- (EN) Scheda su Alexander dell'Internet Movie Database
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