Pisandro di Camiro

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Pisandro di Camiro, o Pisandro di Rodi in lingua greca: Πείσανδρος (Camiro, 645 a.C. circa – 590 a.C. circa), è stato un poeta greco antico, elencato al terzo posto, dopo Omero ed Esiodo, nel Canone alessandrino dei poeti epici.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Non sappiamo quasi niente della vita di questo poeta: sappiamo solo che era nato a Camiro, nell'isola di Rodi[1], che i nomi dei suoi genitori erano Peison e Aristecma, e che aveva una sorella di nome Diocleia. A parte questi dati familiari ormai insignificanti non sappiamo con certezza neanche il periodo in cui è vissuto. Sembra sia fiorito attorno alla XXXIII Olimpiade (648-645 a.C.); ma secondo alcuni sarebbe vissuto addirittura prima di Esiodo, contemporaneo e amico del poeta mitico Eumolpo[2]. Da Teocrito si inferisce che i cittadini di Camiro avevano eretto una statua in onore di Pisandro[3].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Pisandro fu autore di Ἡράκλεια (Eràcleia), un poema in due libri sulle fatiche di Ercole. Proprio in quel poema sarebbe stata fissata per la prima volta la descrizione di Eracle coperto di una pelle di leone e con una clava in mano, mentre il numero delle canoniche dodici fatiche sarebbe posteriore, sebbene Müller ritenesse risalisse anch'esso a Pisandro[4]. Secondo Clemente Alessandrino, Pisandro sarebbe stato un plagiario in quanto si sarebbe appropriato di un poema, intitolato anch'esso Ἡράκλεια, scritto da Pisino, un poeta di Lindo (Rodi)[5]. Del poema di Pisandro sono rimasti solo pochi e brevi frammenti, due tramandateci dallo scolio su Aristofane[6] e uno da Giovanni Stobeo[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Suida, v. Πείσανδρος (Peìsandros)
  2. ^ Stefano di Bisanzio, v. Κάμιρος (Càmiros)
  3. ^ Teocrito, Epigr. XX
  4. ^ Karl Otfried Müller, Istoria della letteratura greca, op. cit., p. 160
  5. ^ Clemens Alexandrinus, Stromateis, Strom. 2, 25, 2; Clementis Alexandrini opera Graece et Latine queae extant. Daniel Heinsius textum Graecum recensuit, interpretationem veterem locis infinitis meliorem reddidit: breues in fine emendationes adiecit. Accedunt diuersae lectiones & emendationes, partim ex veterum scriptis, partim ex huius aetatis doctorum iudicio a Friderico Sylburgio collecta: cum tribus locupletibus, auctorum, rerum, verborum, & phraseon indicibus, Lugduni Batauorum : excudit Ioannes Patius academiae typographus pro bibliopolio Commeliniano, 1616, VI, p. 266
  6. ^ Nub. 1034
  7. ^ Flor. XII, 6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Edward Elder, "Pisander" in William George Smith (ed), Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology. London : J. Walton, 1849, Vol. III (Oarses-Zygia) , p. 168 (on-line)
  • Karl Otfried Müller, Istoria della letteratura greca, di Carlo Ottofredo Müller; prima traduzione italiana dall'originale tedesco preceduta da un proemio sulle condizioni della filologia e sulla vita e le opere dell'autore per Giuseppe Müller ed Eugenio Ferrai. Firenze : F. Le Monnier, 1858, p. 160 (on-line)
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