Colluto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Colluto (floruit fine V secolo; Licopoli, ... – ...) fu un poeta vissuto all'epoca dell'imperatore Anastasio I (491-518), ri-elaboratore dell'epica mitologica nella linea di Nestore di Laranda, Quinto Smirneo e Trifiodoro.

Fu autore di un poemetto in 394 esametri, la Ἁρπαγὴ τῆς Ἑλένης (Harpaghè tês Helénes, «Il ratto di Elena»), in cui si racconta il rapimento di Elena da parte di Paride che scatenò la guerra di Troia. Il tema era già stato trattato nei Canti Ciprii, generalmente attribuiti in epoca pre-ellenistica ad Omero, ma la critica più recente tende a porre alla base della rielaborazione di Colluto un epillio di analogo argomento risalente all'età alessandrina.

L'opera fu ritrovata nel XV secolo da Giovanni Bessarione.

Secondo il lessico Suda fu autore di due altri poemi, Storie di Calidone in sei libri e Storie Persiane.

Il giudizio dei critici su Colluto è sempre stato unanime, e la sua mediocrità non è mai stata messa in discussione. Nella sua Storia della letteratura greca, Albin Lesky afferma che il suo poema poteva anche andare perduto senza rimpianti. Gottfried Hermann, tuttavia, nei suoi Opuscula, racconta di aver risposto, a chi gli chiedeva perché perdesse tempo a emendare Colluto, che i filologi, come i medici, non devono rifiutare la loro attenzione a nessuno che ne abbia bisogno.

L'opera di Colluto fu edita per la prima volta da Aldo Manuzio nel 1521 insieme a quella di Quinto Smirneo e Trifiodoro. Una traduzione italiana in versi è quella di Corradino dall'Aglio, pubblicata a Venezia nel 1741.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Ratto di Elena, Edizione con traduzione e commento di E. Livrea, Bologna 1968
  • I colli di Matyas, Edizione con traduzione e commento di G. Porta, Milano 1975
Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Letteratura