Tebaide (Egitto)

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La Tebaide è una regione dell'antico Egitto con capitale Tebe.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Carta delle Diocesi dell'Egitto verso il 400: a sud-est la Tebaide.

Si comprendono sotto questa denominazione talvolta solo i sette nomos dell'Alto Egitto (Dendera, Coptos, Tebe di Egitto, Hermonthis, Latopolis, Apollinopolis Magna, Ombos), talvolta gli otto che formano la parte sud del Medio Egitto (Diospolis Parva, Abydos, Thinis, Chemmis, Aphroditopolis, Antaeopolis, Hypselis, Lycopolis), così come la Grande Oasi, che sotto i Romani formava anche un nomos.

Sotto la dinastia dei Tolomei, la Tebaide formava un distretto amministrativo diretto dall'Epistratega di Tebe, che aveva ugualmente la responsabilità della navigazione sul Mar Rosso e sull'Oceano Indiano.

Sotto l'Impero romano, Diocleziano creò la provincia della Tebaide, controllata dalle legioni Maximiana Thebanorum e Flavia Constantia. Essa fu poi suddivisa ancora in Tebaide superiore (Thebais Superior), per la metà meridionale con Tebe come capitale, e Tebaide inferiore (Thebais Inferior), per la metà settentrionale, avente come capoluogo Tolemaide di Tebaide (l'attuale Menshiyeh).

Il cristianesimo in Tebaide[modifica | modifica sorgente]

La parte abitata della Tebaide era circondata ad est e ad ovest dal deserto nel quale si ritirarono, durante i primi secoli del cristianesimo, i primi eremiti ed anacoreti cristiani, come San Macario, San Pacomio, Sant'Antonio, etc.

Questa regione fu scelta in particolare da San Pacomio per fondare il proprio monastero, la prima esperienza cenobitica della storia cristiana.[1]

La Tebaide nelle arti figurative[modifica | modifica sorgente]

Durante il basso medioevo le storie sulla vita nella Tebaide furono fonte di ispirazione di parecchi dipinti ed affreschi fra cui si citano:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. PACAUT, Monaci e religiosi nel Medioevo, Bologna 1989, p. 18

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]