Pasifae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il satellite di Giove, vedi Pasife (astronomia).
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo dipinto di Jackson Pollock, vedi Pasiphaë.
Dedalo e Pasifae in un affresco della Casa dei Vettii

Pasifae è un personaggio della mitologia greca, figlia di Elio e di Perseide, una ninfa oceanina. È la madre del Minotauro.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Moglie di Minosse, re di Creta, da lui ebbe otto figli, di cui Androgeo, Fedra e Arianna sono i più ricordati.

Secondo la versione più comune del mito, Poseidone inviò a Minosse un bianchissimo toro affinché venisse sacrificato in suo nome. Il re di Creta però non obbedì al dio, ritenendo troppo bello quell'animale e ne sacrificò un altro: la vendetta di Poseidone non tardò ad arrivare. Infatti indusse in Pasifae una passione folle per l'animale e le fece desiderare ardentemente di accoppiarsi con esso. Accecata dal desiderio, chiese aiuto a Dedalo, rifugiatosi a Creta per sfuggire a una condanna per omicidio, che le costruì una vacca di legno cava nella quale entrare per poter soddisfare la sua cieca voglia. Così Pasifae riuscì a congiungersi al toro, e dalla loro unione nacque il Minotauro.

Culto[modifica | modifica sorgente]

A Pasifae era dedicato un culto oracolare in Laconia. Secondo Pausania si trattava non della moglie di Minosse ma di un epiclesi della dea lunare Selene, mentre Plutarco nel suo Vite Parallele sostiene si tratti di una figlia di Atlante, dalla cui unione con Zeus sarebbe nato Ammone.[1]

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Dante la ricorda nella Divina commedia (Inferno XII, 13; Purgatorio XXVI, 41-42 e 86-87). Pasifae è anche il soggetto di un dipinto di Jackson Pollock, Pasiphaë (1943 circa).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ilaria Sforza, Πασιφάη (Pasifàe) in Dizionario Etimologico della Mitologa Greca. URL consultato il 18 luglio 2014.