Pasifae

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Dedalo e Pasifae in un affresco della Casa dei Vettii

Pasifae è un personaggio della mitologia greca, figlia di Elio e di Perseide, una ninfa oceanina. È la madre del Minotauro.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Moglie di Minosse, re di Creta, da lui ebbe otto figli, di cui Androgeo, Fedra e Arianna sono i più ricordati.

Secondo la versione più comune del mito, Poseidone inviò a Minosse un bianchissimo toro affinché venisse sacrificato in suo nome. Il re di Creta però non obbedì al dio, ritenendo troppo bello quell'animale e ne sacrificò un altro: la vendetta di Poseidone non tardò ad arrivare. Infatti indusse in Pasifae una passione folle per l'animale e le fece desiderare ardentemente di accoppiarsi con esso. Accecata dal desiderio, chiese aiuto a Dedalo, rifugiatosi a Creta per sfuggire a una condanna per omicidio, che le costruì una vacca di legno cava nella quale entrare per poter soddisfare la sua cieca voglia. Così Pasifae riuscì a congiungersi al toro, e dalla loro unione nacque il Minotauro.

Culto[modifica | modifica sorgente]

A Pasifae era dedicato un culto oracolare in Laconia.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Dante la ricorda nella Divina commedia (Inferno XII, 13; Purgatorio XXVI, 41-42 e 86-87). Pasifae è anche il soggetto di un dipinto di Jackson Pollock, Pasiphaë (1943 circa).

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