Deianira

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Deianira, olio su tela dell'artista Evelyn de Morgan.

Deianira è una figura della mitologia greca, era figlia di Oineo, re di Calidone, e di Altea. In una versione diversa, era nata dagli amori di quest'ultima e Dioniso, il dio della vite, il quale la concepì durante una sua visita all'amico Oineo.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Eracle per averla in sposa sfidò e sconfisse il dio fluviale Acheloo.

Dopo il matrimonio, durante il trasferimento in Tessaglia, giunsero presso la sponda di fiume in piena. Deianira era titubante, mentre Eracle era certo di poter superare l'ostacolo senza difficoltà.

In quel mentre giunse un centauro chiamato Nesso, che spiegò d'essere il traghettatore del fiume. I due, non avendo motivo di dubitare, accettarono l'invito, ma non appena furono approdati sull'altra sponda Nesso rapì Deianira e fuggì al galoppo. Eracle puntò l'arco e scoccò una freccia, colpendo il centauro al cuore.

Il centauro, prossimo alla morte, sussurrò a Deianira di conservare il suo sangue, perché, miscelato con olio profumato, sarebbe potuto divenire un filtro magico che, cosparso sulle vesti di Eracle, l'avrebbe indotto a non guardar più alcun'altra donna.

Deianira versò il sangue in un'ampolla e lo tenne con sé; si congiunse ad Eracle e proseguirono il viaggio.

Eracle copula tra le gambe di Deianira, incisione francese del XVIII secolo tratta da "I Modi" di Pietro Aretino e Marcantonio Raimondi.

Tempo dopo, in Deianira crebbe il timore che la principessa Iole avesse possibilità di sottrarle il marito. Ricordandosi dell'episodio di Nesso cosparse una veste col suo sangue e la diede allo schiavo Lica affinché la consegnasse all'ignaro marito. Ma ignorava che il centauro fosse stato ucciso con le frecce avvelenate col sangue dell'idra di Lerna. Se ne accorse quando vide che una goccia di sangue, che cadde dal vestito cominciò a bruciare; allora tentò di salvare Eracle, ma egli aveva già indossato l'abito. L'eroe morì bruciato tra atroci dolori e la vendetta del centauro fu compiuta. Secondo altre fonti invece Eracle venne salvato dal padre Zeus che lo salvò dal rogo dallo stesso Eracle creato (come culto del tempo di bruciare i cadaveri) e lo portò con sé nell'Olimpo dove si riappacificò con Era e si sposò con Ebe la coppiera degli dei e dea della gioventù chiamata anche iuventas.

Deianira, ingannata e disperata, si uccise anch'ella.

Deianira nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Pittura[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]