Acheloo

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Maschera di Acheloo in mosaico romano, da Zeugma (Turchia).

Acheloo (in greco Ἂχελῷς, -ου, in latino Ăchĕlōus, -i) è una divinità fluviale della mitologia greca. È la più importante delle divinità fluviali greche e corrisponde all'odierno fiume Aspropotamo, il secondo fra i fiumi più lunghi della Grecia.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del titano Oceano e della titanide Teti, primo fra tutti i fratelli fiumi era immaginato in forma di toro, come spesso anche altre divinità fluviali. Compare nel ciclo delle fatiche di Eracle: infatti aspirava alle nozze con Deianira, figlia di Eneo, re degli Etoli, che era stata chiesta in moglie proprio da Eracle; durante la lotta fra i due, Acheloo si trasformò prima in toro, come narra Sofocle, poi in un drago viscido e iridescente ed infine in un uomo dalla testa di bue, ed Eracle gli strappò un corno; l'episodio è narrato da Ovidio nelle Metamorfosi. Allora Acheloo si considerò vinto e gli cedette il diritto di sposare Deianira, ma gli richiese il suo corno, dandogli in cambio un corno della capra Amaltea, la nutrice di Zeus, ossia la cornucopia. Un'immagine fedele del mito, compresa la cornucopia, si trova a csaa de' Mezzan a Feltre.

Eracle che combatte contro Acheloo, lato A di cratere a figure rosse, 450 a.C., da Agrigento (Parigi, Louvre).

Dalle gocce di sangue cadute dalla sua ferita nacquero le sirene, chiamate infatti Acheloides dal nome del padre centauro. Secondo un'altra tradizione, queste sarebbero invece nate dall'unione di Acheloo con la musa Melpomene.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Era considerato anche il padre di molte fonti, quali la fonte Pirene di Corinto, la fonte Castalia di Delfi e la fonte Dirce di Tebe. Anche Calliroe, che sposò Alcmeone, è considerata sua figlia, ma la tradizione non ne nomina la madre. Viene nominato anche come protettore delle acque dolci, tanto che Virgilio si riferisce generalmente alle acque come Acheloia pocula.

La spiegazione di questo mito, che si riferisce alla fertilità della pianura bagnata dal fiume Acheloo e agli sforzi per contenerne le acque nell'alveo, fu già data da Strabone. Sin dai tempi più antichi era tenuto in grande venerazione per la vicinanza dell'oracolo di Dodona, che, ad ogni responso, aggiungeva l'obbligo di sacrificare all' Acheloo. Esso perciò veniva invocato anche nei sacrifici, nelle preghiere e nei giuramenti, e forse per questo fu dato il suo nome anche ad altri fiumi minori della Tessaglia e dell'Arcadia.

Rappresentazione[modifica | modifica wikitesto]

Moneta di Napoli con raffigurazione di toro androcefalo, da riconoscersi come Acheloo

Venne spesso rappresentato su pitture vascolari, soprattutto nella ceramica attica a figure nere e rosse, in particolare mentre lotta con Eracle. Ritorna spesso anche in figurazioni di monete.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Classica, TEA, 1994, ISBN 88-7819-539-1
  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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