Le Trachinie

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Le Trachinie
Tragedia
Ercole sulla pira funebreHans Sebald Beham (1500-1550)
Ercole sulla pira funebre
Hans Sebald Beham (1500-1550)
Autore Sofocle
Titolo originale Tραχίνιαι
Lingua originale Greco antico
Genere Tragedia greca
Ambientazione A Trachis, in Tessaglia, di fronte al palazzo di Eracle
Prima assoluta Tra il 438 e il 420 a.C.
Teatro di Dioniso, Atene
Personaggi
  • Deianira
  • Nutrice
  • Illo
  • Nunzio
  • Lica
  • Eracle
  • Un vecchio
  • Iole, personaggio muto
  • Coro di fanciulle di Trachis
 

Le Trachinie (in greco antico Tραχίνιαι / Trachìniai) è una tragedia di Sofocle, risalente probabilmente a un periodo compreso tra il 438 e il 420 a.C. Il titolo deriva dalle donne di cui è composto il coro. Insieme ad Antigone ed Aiace, fa parte del gruppo più antico delle tragedie conosciute di Sofocle.

La tragedia tratta l'episodio finale della celebre saga di Eracle: la morte di Eracle, procuratagli dalla moglie Deianira attraverso una tunica trattata col sangue del centauro Nesso.

Sofocle riprende una storia molto nota, modificandola tuttavia in alcuni particolari, rispetto alla versione tradizionale: nel mito, Deianira appare come una donna fortemente gelosa e vendicativa nei confronti del marito, al quale, proprio per vendicarsi, manderà la tunica intrisa col sangue di Nesso, ben consapevole della sua azione; Sofocle invece smorza, quasi minimizza questo lato del carattere della donna, facendola invece apparire come una donna innocente e devota al marito, la quale solo tardi si accorgerà dell'imprudenza della sua azione e, di conseguenza, del terribile inganno tesole da Nesso. Nella versione di Sofocle, la donna si ucciderà per la disperazione: un atteggiamento non certo da donna vendicativa o fortemente gelosa del marito, ma semplicemente devota a lui con tutta la sua anima. Un secondo particolare: nella versione tradizionale, la tunica era trattata non solo col sangue, ma anche col seme di Nesso; in Sofocle invece la tunica è trattata solo col sangue del centauro. Sofocle, dunque, rielabora in modo originale la storia da cui trae ispirazione, non l'accoglie freddamente e passivamente. Quest'ultima è una caratteristica costante del teatro di Sofocle.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La scena è ambientata a Trachis (da cui il titolo della tragedia, che indica le donne che formano il coro), la cittadina della Tessaglia dove Eracle si trasferisce insieme alla moglie Deianira, dopo aver ucciso il centauro Nesso che aveva tentato di insidiarla. Un giorno Eracle si reca a combattere contro Eurito, re di Ecalia, ne distrugge la città e, infine, ne conquista la bellissima figlia Iole, con il proposito di portarla con sé a Trachis.

Deianira, preoccupata per l'assenza del marito, invia il figlio Illo a cercarlo. Poco dopo la partenza del giovane giunge sull'isola un messaggero che annuncia il ritorno del re, confermata dopo poco dall'arrivo a Trachis dell'araldo del re Lica che porta con sé un gruppo di prigionieri, tra cui c'è la figlia del re di Ecalia. Deianira alla vista della giovane, impietosita, decide di accoglierla a palazzo. Lica però rivela a Deianira che non solo Eracle si era invaghito di Iole, ma anche che aveva espugnato Ecalia soltanto per averla.

Deianira però non prova rancore né per il marito, che aveva ceduto alla bellezza giovanile di Iole, né per Iole stessa, perché costretta a seguire Eracle, ma decide di mandare ad Eracle una tunica trattata col sangue di Nesso, il quale morendo le aveva detto che quel sangue avrebbe sortito l'effetto di filtro d'amore, garantendole l'amore di Eracle per sempre. Dopo la partenza di Lica, Deianira ha un cattivo presagio dopo che un pezzetto di lana avanzato dal chitone imbevuto di sangue che aveva inviato ad Eracle, esposto al sole, si era polverizzato.

Solo tardi Deianira si accorge dell'inganno: i presagi vengono confermati poco dopo con l'arrivo di Illo sull'isola che, inveendo contro la madre, racconta come Eracle, indossata la tunica, si era avvicinato alla pira dei sacrifici quando improvvisamente il sangue avvelenato si era rappreso per il calore e la tunica si era attaccata alla pelle che si staccava a brandelli; per la rabbia Eracle aveva scagliato Lica contro una scogliera, uccidendolo.

In preda al dolore, Deianira si uccide. Poco dopo giunge Eracle, trasportato in una lettiga, con l'intenzione di vendicarsi sulla moglie, pensando che avesse tentato di ucciderlo colta da un raptus di gelosia.

Eracle viene però a sapere che in realtà i propositi di Deianira erano ben altri; assalito dai sensi di colpa ed avveratasi la profezia secondo la quale sarebbe caduto per mano di un morto, ordina al figlio di farsi portare su una collina e di costruire lì un rogo: dopodiché Eracle ci si fa porre sopra, facendo promettere al figlio che sposerà Iole.

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