Prometeo liberato (Eschilo)
| Prometeo liberato | |
|---|---|
| Tragedia di cui restano frammenti | |
Eracle libera Prometeo (cratere di Atene, 500 a.C. circa, Museo del Louvre) |
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| Autore | Eschilo |
| Titolo originale | Προμηθεὺς Λυόμενος |
| Lingua originale | greco antico |
| Ambientazione | Caucaso |
| Prima assoluta | 460 a.C. circa? Teatro di Dioniso, Atene |
Il Prometeo liberato (Προμηθεὺς Λυόμενος) è una tragedia perduta di Eschilo.
Nella trilogia dedicata alla figura di Prometeo, seguiva il Prometeo incatenato, unica tragedia rimasta, mentre non sappiamo se il Prometeo portatore del fuoco (anch'esso perduto) fosse la prima o la terza opera della serie.
Da alcuni frammenti sopravvissuti sappiamo che, accanto al protagonista, la tragedia includeva il personaggio di Eracle e un coro di Titani.
All'inizio della tragedia Prometeo, scomparso nell'ultima scena del Prometeo incatenato, ricompare nel Caucaso. Liberato infine da Eracle, accetterà l'autorità di Zeus.
Si ritiene che, con ogni probabilità, questo fosse il significato di fondo dell'opera: la necessità che tutti rispettino la volontà di Zeus ed accettino ciò che egli riserva a uomini e dei.
Bibliografia [modifica]
- Giulio Guidorizzi, Letteratura greca, da Omero al secolo VI d.C., Mondadori, 2002. ISBN 978-88-88242-10-1
- Vincenzo Di Benedetto ed Enrico Medda, La tragedia sulla scena, Einaudi, 2002. ISBN 978-88-06-16379-2