Antigone (Euripide)

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Antigone
Tragedia di cui restano frammenti
ritratto di Antigone
ritratto di Antigone
Autore Euripide
Titolo originale Ἀντιγόνη
Lingua originale Greco antico
Ambientazione Tebe
Prima assoluta tra il 420 a.C. e il 406 a.C.
Teatro di Dioniso, Atene
 

Antigone (Ἀντιγόνη) è una tragedia in parte perduta scritta da Euripide tra il 420 e il 406 a.C. Di quest'opera conosciamo alcuni frammenti ed alcune informazioni di Aristofane di Bisanzio, bibliotecario della biblioteca di Alessandria d'Egitto. Oltre all'opera omonima di Sofocle è nota anche una Antigone di Astidamante, che vinse le Dionisie del 341 a.C.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Antigone è amante di Emone, figlio del tiranno di Tebe Creonte, nonostante il sovrano si opponga all'unione. Morti in combattimento i fratelli di Antigone Eteocle e Polinice, Creonte decide che solo al corpo del primo vengano dati onori funebri. Antigone non accetta tutto questo ed insieme ad Emone dà sepoltura a Polinice. Arrestati, i due vengono condotti davanti a Creonte che li condanna a morte. L'intervento di Dioniso ex machina però li salva.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]