Sofonisba

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La morte di Sofonisba di Anatole Devosge

Sofonisba (? - Cirta, 203 a.C.) fu una nobile cartaginese, figlia di Asdrubale Giscone e moglie di Siface, re dei Numidi, che avrebbe spinto ad allearsi con i cartaginesi contro i romani. Fece molto per mantenere il marito a fianco della patria cartaginese in difficoltà. Fatta prigioniera da Gaio Lelio insieme con il marito dopo la sconfitta nella battaglia dei Campi Magni (203 a.C.), Massinissa se ne innamorò e la sposò dopo la sconfitta del marito. Poiché Scipione voleva farla prigioniera, perché temeva che la donna potesse sobillare Massinissa contro Roma, Massinissa inviò a sua moglie una tazza di veleno per evitarle l'umiliazione d'andare in catene a Roma.

La sua figura è stata fonte d'ispirazione per diverse opere artistiche:

Sofonisba è citata come esempio di virtù nel De mulieribus claris di Giovanni Boccaccio (1362).

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